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02 Aprile 2019

Posizione AGCM su pubblicità sanitaria. OMCeO Milano: incomprensibile come una Autority possa schierarsi contro una Legge

Nor. Mac.

Da sx: Roberto Carlo Rossi; Andrea SennaDa sx: Roberto Carlo Rossi; Andrea Senna

Non è passato inosservato il commento alla Legge di Bilancio inviato dall’AGCM a Camera e Senato attraverso il quale si critica gli articoli 525 e 536 in tema di pubblicità sanitaria. 
Ad intervenire, a caldo, è il presidente OMCeO di Milano Roberto Carlo Rossi, anche coordinatore della Commissione pubblicità FNOMCeO, che con il presidente CAO Milano Andrea Senna da sempre si batte per chiarire che le liberalizzazioni in ambito sanitario introdotte dalla Bersani non debbano sconfinare nel carpire la buona fede della gente. 

“Se poteva essere comprensibile (anche se personalmente, lo ritengo comunque sbagliato), il commento dell’AGCM durante il dibattito degli emendamenti sulla pubblicità al disegno di legge di Bilancio –dice ad Odontoiatria33 il presidente Rossi- non credo sia corretto che una Autorità dello Stato si permetta di criticare una Legge dello Stato e mi chiedo perché stia avvenendo tutto questo”.

“Stiamo parlando –chiarisce Rossi- di una Autority chiamata a pronunciarsi seguendo le Leggi dello Stato, che dovrà eventualmente sanzionare chi non le rispetta”. Il presidente OMCeO di Milano si chiede come l’AGCM “farà a giudicare in base al principio che lo Stato ha stabilito, ovvero che in tema di pubblicità sanitaria non possono essere applicate le logiche che regolamentano il commercio, il Codice del Consumo, se si è schierata apertamente contro questa impostazione?” 

“Con lo scritto inviato alla Camera ed al Senato –continua Rossi- l’Antitrust ha chiaramente dichiarato i suoi preconcetti che sono contrari a quanto indicato dal Parlamento. Una Autority dello Stato dovrebbe essere sopra le parti e garantire imparzialità nel giudizio applicando le norme”. 

Per il presidente OMCeO di Milano la situazione è ancora più grave considerando che ad oggi l’AGCOM non è ancora in grado di operare secondo quanto indicato dalla legge di Bilancio 2019, in quanto mancano norme regolamentarie. Il Presidente Rossi ritornasull’assunto dell’AGCM, che ritiene come, regolamentando l’informazione sanitaria, si voglia “limitare la concorrenza e la possibilità del consumatore di scegliere”.

“E’ una posizione illogica –dice- a cominciare dalla parola consumatore, il medico o il dentista si rivolgonoa dei pazienti (cioè a persone che soffrono o che comunque hanno un’esigenza di salute)e non a dei consumatori. La pubblicità genera nel consumatore un bisogno, nel nostro caso il bisogno del paziente è generato, purtroppo, da un malessere, da una patologia e per questo si rivolge al medico o al dentista: per curarsi. Non compra una cura, cerca chi lo cura”. 

Per Rossi è “una battaglia di retroguardia quella di voler sostenere che si protegge il mercato e il consumatore se si tutela la pubblicità aggressiva e commerciale in campo sanitario”. 

“Al contrario, la vera battaglia è quella di tutelare il cittadino:nessuno è contro nessuno ma si deve capire che la pubblicità in un sistema come quello sanitario, che cura le persone, non può seguire le stesse regole di chi vuole convincere un clientea comprare un bene”.  “Io credo –conclude- che sia corretto proteggere il cittadino da chi considera una prestazione sanitaria come un bene di consumo, non so come si possa pensare che questo modo di voler tutelare il cittadino sia in realtà un disegno protezionistico a favore di medici e dentisti. Nessuno vuole vietare la pubblicità, noi riteniamo, e lo Stato approvando la legge di Bilancio ha sostenuto questa posizione, che la pubblicità in ambito sanitario debbaavere delle regole diverse da quella commerciale”.

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