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27 Settembre 2019

Gli strumenti già a disposizione del Fisco per scovare i cattivi contribuenti

In attesa della manovra fiscale e dell’annunciata stretta contro gli evasori, quali sono gli strumenti già operativi in mano all’Amministrazione finanziaria per controllare?

Norberto Maccagno

Come molti Governi, per trovare i fondi necessari per investire su servizi e riduzione delle tasse, anche il “Conte due” ha annunciato di voler combattere l’evasione per recuperare parte del sommerso che, se recupero completamente, potrebbe azzerare il nostro debito pubblico. Se le promesse, o minacce a seconda di quale sia il vostro “modello di contribuente”, si concretizzeranno lo sapremo già nella prossima bozza di manovra finanziaria.  

A margine dell'Assemblea Generale Onu il Premier Giuseppe Conte ha evocato un "patto con i contribuenti" e "meccanismi incentivanti della moneta elettronica", ma in realtà i suoi predecessori hanno già dato all’Amministrazione finanziaria strumenti per controllare il nostro gradi di “buoni contribuenti”. 

ISA 

Ne abbiamo parlato più volte in queste settimane, hanno sostituito gli studi di settore ma di fatto hanno lo stesso obiettivo, consentire attraverso l’elaborazione di una serie di dati forniti dal contribuente, di valutare chi sono i contribuenti a rischio ed eventualmente andare a verificarli.In questi giorni il MEF ha ribadito che i controlli non sono automatici. Le Entrate hanno chiarito che in presenza di un punteggio tra fra i 6 e 7,99 non dovrebbe esserci il rischio di un controllo.Se il punteggio è insufficiente, l’Amministrazione finanziaria potrebbe prima effettuare altre verifiche e poi attivare l’attività di controllo. In una recente circolare le Entrate spiegano, come motivare il voto insufficiente, invitando a compilare le “note aggiuntive” e “fornire elementi esplicativi” che saranno valutati prima di decidere se proseguire nell’accertamento o lasciare perdere.  

L’evasomentro 

E’ il vero “grande fratello” a disposizione del Fisco per verificare e controllare la regolarità fiscale attraverso un intreccio di dati tra cui i movimenti bancari. Se sulla base dei calcoli eseguiti risulta che un contribuente ha effettuato delle spese eccessive rispetto ai redditi comunicati, scattano gli accertamenti veri e propri attraverso la Guardia di finanza. 

Sotto osservazione, ovviamente, i risparmi, i conti correnti e le carte di credito, le obbligazioni, i prodotti finanziari, i conti deposito, le giacenze medie, i saldi iniziali e finali annuali e i flussi mensili di entrata e uscita. 

Ovviamente al contribuente verrà richiesto di motivare eventuali irregolarità presunte, in base alle motivazioni potrà scattare o meno la sanzione o un ulteriore accertamento.

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