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06 Dicembre 2019

Servono protesi ‘pensate’ per il paziente fragile

Al 38° Congresso AIOP si è approfondito il tema “dell’umanizzazione” della protesi e dei pazienti fragili. Guarda la Tavola rotonda organizzata sul tema

Nor. Mac.

Da sempre i Congressi AIOP sono sinonimo di eccellenza ed innovazione protesica sia dal punto di vista della funzione che dell’estetica, passando per le nuove tecnologie e soluzioni a disposizione dell’odontoiatra ed odontotecnico. Decisamente coraggiosa è stata la scelta dell’attuale direttivo e del presidente AIOP Carlo Poggio, di voler dedicare il 38° Congresso Internazionale, svoltosi fine novembre a Bologna, alla “Terapia protesica in relazione alla salute globale”. 

“Oggi sempre più spesso assistiamo ad un’odontoiatria ricostruttiva un po’ virtuosistica dove si riconduce l’attività del protesista ad una sfera meramente estetica”, aveva spiegato ad Odontoiatria33 il presidente Poggio aggiungendo che l’Odontoiatria deve guardare avanti ma anche indietro perchè per alcuni pazienti la migliore soluzione protesica non è necessariamente quella influenzata da una “idealizzazione del risultato finale”, ma la più semplice e gestibile per il paziente.  

E l’esempio posto è quella di una ottima protesi su impianti con connessioni che la rendono molto stabile, però, in pazienti anziani che tenderanno ad avere problemi di manualità, potrà un giorno diventare ingestibile. 

“Collegare la terapia protesica alla salute del paziente –dice Poggio- è un passaggio obbligato in una società con fasce sempre più ampie di popolazione ‘senior’ con aspettative di qualità di vita e comfort sempre più elevate”.  E questo vale in particolare quando si deve trattare il paziente fragile.  

Ma chi è il paziente fragile? 

Al tema è stato anche dedicata una Tavola rotonda dal titolo “La salute nel paziente fragile portatore di protesi”,moderata dall’odontoiatra Michele Cassetta, uno dei più bravi divulgatori scientifici del settore, che ricordando come oggi in una “medicina sempre più orientata per creare proposte personalizzate anche in odontoiatria”, dove le protesi sono sempre più customizzate “dobbiamo capire e proporre quale è la soluzione migliore per quel singolo paziente”.  

Paziente fragile che per il presidente AIOP sono tutti i pazienti che “ad un certo punto incontriamo nella nostra attività professionale” e che “se non riusciamo a capire i loro bisogni” diventano fragili. 

Alla tavola rotonda oltre al presidente AIOP Carlo Poggio, ha partecipato Laura Filippucci di AltroConsumo ricordando come tutti i pazienti che si siedono sulla “poltrona del dentista” sono persone fragili perché hanno problemi, poi c’è la fragilità non solo fisica ma anche psichica e sociale che spesso si manifesta con i problemi economici. 

Marco Trabucchi, presidente dell’AIP (Associazione Italiana Psciogeriatria), ha ricordato come i pazienti anziani siano persone con pluripatologie che assumono molti farmaci, depressi con demenza, che hanno necessità di massima attenzione. Pazienti verso cui è difficile instaurare un rapporto di relazione, spiegare e fare capire le terapie. Pazienti che spesso non riescono ad ottenere le cure odontoiatriche necessarie perché non possono muoversi da casa o dalle strutture che li ospitano. 

Difficoltà delle Istituzioni sanitarie di dare risposte a questi bisogni sono state evidenziate dal presidente CAO Raffaele Iandolo evidenziando il ruolo del dentista privato ed evocando la necessità di rendere disponibili e fruibili al paziente fragile luoghi di cura appropriati, organizzare un’assistenza domiciliare e tutelarli nei confronti di una odontoiatria commerciale.“Come professionisti dobbiamo interrogarci se siamo capaci a dare risposte a questi pazienti ma dobbiamo anche sollecitare che il Pubblico assista questa tipologia di pazienti”, ha detto Iandolo. 

Sulla difficoltà di comunicazione e la validità del modello assistenziale basato sul dentista con studio proprio capillarmente distribuito sul territorio, è intervenuto il presidente AIO Fausto Fiorile sottolineando come i pazienti fragili, spesso, vengono curati da più professionisti e l’odontoiatra sovente fatica ad interfacciarsi con loro.

Rapporto dentista paziente è ovviamente condizionato dalla sensibilità del professionista, ricorda Carlo Ghirlanda presidente ANDI. Dal punto di vista sindacale, dice, le questioni connesse al paziente fragile si legano alla necessità che sia il medico dentista ad avere il rapporto diretto con il paziente e che sia garantita la continuità di cura. Altra questione, dice Ghirlanda, è quella del rapporto con i familiari del paziente fragile e degli aspetti delle competenze soprattutto nelle RSA, nei centri protetti dove spesso sono gli operatori sanitari presenti a sostituirsi agli odontoiatri. 

A portare il parere di chi opera sul campo per supportare le carenze delle istituzioni sul tema dell’assistenza ai pazienti fragili, è il presidente della Fondazione ANDI Onlus Giovanni Evangelista Mancini che punta il dito contro un sistema sanitario che sembra non considerare l’odontoiatria al pari delle altre branche della medicina e come nelle strutture che ospitano le persone anziane, non ci sia personale preparato a trattare questi pazienti neppure per necessità odontoiatriche più basilari, come l’igiene e la cura delle protesi. Presidente Mancini ricorda anche come oggi l’odontoiatria è sempre più medicina, sempre più interazione con le altre figure sanitarie.

“Il problema odontoiatrico si interseca con quello diabetico, cardiaco, oncologico e spesso questi pazienti sono lasciati a se stessi se hanno anche patologie odontoiatriche da curare”, denuncia Mancini indicando la necessità di un intervento Pubblico, ma anche dei privati. Ma non solo, per il presidente di Fondazione ANDI, serve soprattutto maggiore attenzione verso i bisogni di questi pazienti da parte degli stessi odontoiatri e per alimentarla si deve investire sulla formazione dei futuri odontoiatri e anche dei professionisti in attività.Come Fondazione, “stiamo creando progetti per supportare le RSA, per formare il personale”.

E sul tema finanziamenti ritiene che il SSN non riuscirà ad intervenire ma per sopperire a questo si dovrà cercare fondi da soggetti privati sensibili verso questi temi.  Sotto il video con l’intera registrazione della Tavola rotonda, ringraziamo AIOP per la concessione.



 
 

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