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11 Giugno 2021

Lavorare troppo fa ‘’male al cuore’'

L’esposizione a lunghe sedute di lavoro è un fattore di rischio per cardiopatia ischemica ed ictus. L’OMS ha cercato di fare il punto sui rischi professionali

Cristoforo Zervos

L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e l'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) hanno condotto un’analisi sistematica sui maggiori rischi di cardiopatia ischemica e ictus tra le persone che lavorano per molte ore (≥55 ore / settimana), rispetto alle persone che lavorano con un orario standard (35-40 ore / settimana).  

Questo studio presenta stime congiunte OMS /ILO di esposizione globale, regionale e nazionale a orari di lavoro prolungati per 194 paesi, ed il rischio correlato di cardiopatia ischemica e ictus per 183 paesi, suddivisi per sesso ed età. Le stime si riferiscono agli anni 2000, 2010 e 2016.Per le stime sono stati utilizzati dati di 2.324 indagini trasversali e 1.742 set di dati di indagini trimestrali. I risultati, in sintesi, mostrano che, a livello globale, nel 2016, 488 milioni di persone, pari all'8,9% della popolazione presa in esame, hanno lavorato ≥55 ore / settimana. 

I maschi e gli adulti non anziani risultano i più esposti. Tra il 2000 e il 2016 l’esposizione ad ore lavorative oltre lo standard è aumentata del 9,3%. Nel 2016, la percentuale è stata maggiore per il sud-est dell’Asia (11,7%) e minore per la popolazione in Europa (3,5%). 
Nel periodo 2000-2016 è il Pacifico occidentale che ha registrato il maggior incremento regionale, mentre la percentuale è diminuita per la maggior parte della regione africana. A livello globale, nel 2016, l’esposizione della popolazione a lunghi orari di lavoro (≥55 ore / settimana) ha portato circa 745.194 decessi stimati e 23,3 milioni di DALY (Disability-adjusted life year).  Dai dati è possibile stimare che la cardiopatia ischemica e l’ictus incidono in percentuale molto simile, rappresentando rispettivamente il 46,5% e il 53,5% dei decessi riscontrati.  

L'OMS e l'ILO stimano che lunghi orari di lavoro (≥55 ore / settimana) oltre lo standard siano un fattore di rischio alto per DALY, cardiopatia ischemica, ictus e i decessi a loro correlati.  Nella valutazione del rischio globale, questi fattori sono attualmente i più alti fra i rischi professionali sul luogo di lavoro.  

Queste prime stime congiunte OMS / ILO possono fornire una base a livello mondiale per azioni strutturate a prevenire questi rischi e quindi a ridurre la probabilità di contrarre queste malattie.  

Tutto ciò dovrebbe avviare un percorso virtuoso ed includere l'attuazione di norme internazionali per disciplinare un orario lavorativo standard. La legislazione, i regolamenti, le politiche, i programmi e gli interventi sull'organizzazione dell'orario di lavoro devono essere applicate in un quadro che non danneggi la salute umana.

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