Potrà essere scaricato dopo 15 giorni dalla seconda dose e vale per 9 mesi, ecco come fare. Il Garante della Privacy: attenzione alla conservazione e non postatelo sui social
Da oggi 1 luglio entra in vigore il certificato COVID digitale UE che, sottolinea la Commissione europea in una nota, consente “la libera e sicura circolazione nell'UE durante la pandemia di COVID-19”. “Tutti gli europei –viene però precisato- hanno il diritto di circolare liberamente, anche senza certificato, ma quest'ultimo faciliterà gli spostamenti, aiutando a esentare chi ne è in possesso da restrizioni come la quarantena”.
Il certificato può essere richiesto da:
· chi ha completamento il ciclo vaccinale prescritto da almeno 14 giorni, con uno dei vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e dall’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA);
· chi è guarito dal COVID-19 con contestuale cessazione dell’isolamento fiduciario (la validità del certificato di guarigione è pari a 180 giorni dalla data del primo tampone molecolare positivo);
· chi ha effettuato nelle 48 ore antecedenti il controllo un tampone molecolare o antigenico con esito negativo.
La Commissione europea chiede ai Paesi membro di coordinare le misure sui viaggi, ad esempio il Green Pass italiano può essere rilasciato 15 dopo aver effettuato la prima dose.
Come ottenerlo
Le modalità sono le stesse per ottenere quello italiano (che però si può chiedere già dopo 15 giorni dalla prima dose ma vale solo nel nostro Paese): tramite Spid o tessera sanitaria, sulle app Immuni e Io, accendendo al Fascicolo sanitario elettronico, dal medico o dal farmacista.
Tutte le info e link le trovate cliccando qui.
Attenzione alla ciber sicurezza
Il Green pass, sia digitale che cartaceo, è composto da un Qrcode che dovrebbe garantire la privacy anche se contiene dati sensibili. Ma come per tutte le tecnologie che si basano sull’informatica i rischi ci sono soprattutto se l’utente non si comporta con attenzione, per esempio mai condividere il certificato sui social.
Il primo a lanciare il monito sui rischi è il Garante della Privacy ricordando che contiene informazioni personali che possono essere usate per attacchi mirati e furti d'identità. La Polizia Postale ha poi segnalato già la circolazione di falsi messaggi WhatsApp che invitano a scaricare falsi Green pass inserendo i propri dati.
Altra pratica sconsigliata è quella del tentare di leggere il proprio Qrcode attraverso i vari lettori già presenti sul proprio smatphone, per capire che dati contiene. Una pratica pericolosa, spiegano gli esperti in quanto si rischia di lasciare in giro per il web una scia di propri dati personali per di più sanitari che chiunque potrebbe utilizzare per finalità malevole.
Solo l’apposita App ministeriale, in dotazione alle forze dell’Ordine ed autorità di controllo (peraltro scaricabile da chiunque cercando sugli store Apple e Google VerificaC19 ) legge i dati ma non li memorizza e neppure li mostra al controllore, indicandogli solamente se il certificato è valido oppure no.
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