La prevenzione terziaria è una vera sfida per l’igienista dentale, che per competenza del suo profilo professionale ha la gestione del mantenimento delle riabilitazioni odontoiatriche.
Le terapie riabilitative implantari per pazienti con edentulia parziale o totale permettono di riportare sia la funzionalità che l’estetica con una prevedibilità di successo che è condizionato, oltre che dall’efficace piano terapeutico chirurgico-implantare del professionista chirurgo, dalla responsabilità attiva del paziente a seguire corretti stili di vita di igiene orale domiciliare e follow-up che devono prevedere la visita diagnostica di controllo dell’implantologo e la visita di controllo dell’igienista dentale.
Per sollecitare l’aderence ai follow-up usare l'automazione workflow e moduli di anamnesi personalizzati (gestionale Alfa Docs) permette una migliore gestione e un monitoraggio efficace delle cure e dei richiami personalizzati in base ai bisogni extra clinici dei pazienti.
La vera sfida è il management di igiene orale in pazienti presi in carico che sono stati sottoposti a terapie implantari in altri studi e che mostrano clinicamente mucosite, con interessamento della mucosa perimplantare o con perimplantite che coinvolge l’osso di sostegno.
Successivamente alla diagnosi ricevuta dall’implantologo e le indicazioni sul piano terapeutico scelto, capita spesso di intervenire con una terapia di supporto palliativa, che ha l’obiettivo di mantenere le condizioni della riabilitazione in buono stato clinico.
L’ascolto del paziente è fondamentale per accogliere i disturbi da lui percepiti quali disestesia, sensazione di corpo estraneo o dolore.
Spesso si evidenzia il collare implantare degli abutment, e prima che l’implantologo preveda l’intervento mucogengivale è fondamentale condividere con il paziente la necessità di eliminare l’infiammazione.
Bisogna accertarsi che non sia presente del pus, sintomo predittivo di perimplantite e probabile perdita ossea che va valutata dall’implantologo radiograficamente con particolare attenzione alla perdita ossea interprossimale. Se presente, è importante l’approccio motivazionale di concordance con la persona assistita per responsabilizzarla al controllo del biofilm batterico degli spazi interprossimali.
Gli scovolini in gomma (nell’immagine clinica sopra riportata in uso GUM Soft Picks Confort Flex) risultano essere delicati sui tessuti perimplantari ed efficaci e permettono, grazie alle differenti misure disponibili, la personalizzazione della scelta dell’interprossimale a seconda dello spazio sovracrestale.
L’evoluzione di tecnologie così sofisticate ha permesso di poter offrire l’opportunità di fare “la giusta scelta” personalizzata per ogni caratteristica anatomica, di manualità e predisposizione di fragilità o soltanto seguire l’approccio caratteriale del paziente.
Il protocollo di igiene deve essere personalizzato in base alla tipologia del manufatto protesico implantare, poiché spesso la persona assistita ha difficoltà nel controllo del biofilm batterico domiciliare. Per il controllo meccanico del biofilm batterico, se viene lamentata dolorabilità, si deve concordare con lo spazzolino con setole che siano efficaci ma che non creino dolorabilità durante l’utilizzo.
Per il controllo chimico del biofilm batterico domiciliare, l’olio di oliva ozonizzato è molto apprezzato dalla persona assistita poiché ha un gusto gradevole, non crea discromie sulle superfici dentali e implantari e può essere usato quotidianamente, aspetti che non vanno trascurati poiché permettono compliance e una maggiore aderence alle terapie di igiene orale domiciliare.
L’uso del collutorio all’olio di oliva ozonizzato Ialozon Blu (GEMAVIP) (olio extravergine di oliva ozonizzato, acido ialuronico, aloe vera, cetilpiridinio cloruro, ratania) accelera il processo di guarigione, riduce la risposta infiammatoria e l'edema (sciacquo di 1 minuto ripetuto fino a due volte al giorno).
La terapia parodontale non chirurgica è fondamentale per i follow-up a medio e lungo termine per il paziente con riabilitazione implantare.
L’aMMP-8 (metalloproteinasi di matrice attiva) è un biomarker per la diagnosi precoce di malattie gengivali, processi degenerativi dei tessuti molli e duri a livello parodontale e perimplantare. La presenza di aMMP-8 si riscontra prima di qualsiasi segnale di infiammazione o perdita di tessuto. Dalla valutazione di efficacia della terapia parodontale non chirurgica coadiuvata dall’utilizzo di collutorio a base di olio ozonizzato, sui valori oggettivi di metalloproteinasi salivare (MMP-8) nel paziente affetto da parodontite è stato evidenziato che lo SRP coadiuvato dall'utilizzo domiciliare di collutorio a base di olio ozonizzato contribuisce a un più accentuato miglioramento dei parametri clinici parodontali.
Evidenze scientifiche hanno dimostrato che gli ozonidi selezionano la crescita di un microbiota più favorevole all’eubiosi del cavo orale limitando la proliferazione di microrganismi opportunistici.
L’uso di ablatori che permettano in maniera ergonomica di erogare deplaquing e debridement con la possibilità di scelta di differenti punte per un migliore adattamento alla superficie sono ideali per una terapia parodontale non chirurgica efficiente e un timing operativo agevole per l’operatore e per il paziente.
Il sondaggio parodontale permette la diagnosi della malattia perimplantare e va eseguito con una sonda in materiale plastico con delicatezza e una forza controllata di 0.25 N, per evitare danni alla mucosa perimplantare. In caso la sonda evidenzi una tasca perimplantare, può essere usato il gel Perioral 3 (GEMAVIP) all’olio di oliva ozonizzato.
Nei pazienti che dimostrano inefficacia nell’igiene domiciliare per le difficoltà oggettive della riabilitazione protesica, oltre che l’uso del collutorio Ialozon Blu a uso quotidiano, si può ricorrere alla terapia fotodinamica domiciliare. Il nuovo dispositivo Lumoral (Koite Health) permette un trattamento antinfiammatorio nei casi di prevenzione terziaria ed è quindi opportuno nei pazienti implantari.
La PDT basata su ICG è efficace e controlla la quantità di agenti patogeni orali, con una crescita batterica compensata in specie associate a una buona salute orale, ma senza un cambiamento nella diversità batterica complessiva. Il trattamento può essere applicato specificatamente alla placca dentale e l'effetto antinfiammatorio può prevenire lo sviluppo della mucosite.
Dopo la riabilitazione implantare la persona assistita potrà applicare il Lumoral per 10 minuti, 2 volte la settimana, dopo avere sciolto in acqua una compressa di Lumorinse e avere fatto uno sciacquo per 60 secondi con la soluzione. Questa aderirà al biofilm batterico e la luce del Lumoral la attiverà. Successivamente, all’applicazione fotodinamica, personalizzata nei tempi in base alla condizione clinica presente, il paziente potrà continuare con la sua igiene domiciliare.
Il fumo influenza le alterazioni ossee marginali perimplantari aumentando il rischio di un significativo aumento della perdita ossea marginale.
L’obiettivo da perseguire nella gestione del paziente fumatore è la sospensione totale del fumo, ma nel caso di resistenza alla disassuefazione, efficace se affidata ai centri antifumo del Servizio Sanitario Nazionale, per contenere il rischio e ridurre l’esposizione alle sostanze tossiche generate dalla combustione del tabacco (temperatura che raggiunge dai 600 °C agli 800 °C durante il tiro della sigaretta tradizionale), l’uso dei prodotti a tabacco riscaldato, seppur non privi di rischi, riduce l’esposizione.
Il successo della terapia implantare è determinato dal controllo della stabilità, da un approccio clinico di prevenzione efficiente, dalla scelta di tecnologie che permettano il coinvolgimento attivo della persona assistita a medio e lungo termine.
I follow-up sono indispensabili per intercettare segni clinici di infiammazione e per coinvolgere il paziente a un auspicabile stato di eubiosi del cavo orale, rendendolo consapevole della multifattorietà della perimplantite data dalla presenza di biofilm batterico, dalla genetica, da stili di vita voluttuari come il fumo, dalla presenza di eventuali malattie sistemiche, dalla tipologia della riabilitazione protesica, da eventuale pregressa diagnosi di malattia parodontale.
Autore: Prof.ssa Gianna Maria Nardi. Professore Associato Università Sapienza di Roma, Presidente ATASIO
Per approfondire:
Nardi GM et al. Tailored Brushing Method (TBM): an innovative simple protocol to improve the oral care. J Biomed 2016;1:26-31.
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