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05 Dicembre 2024

La salute orale degli italiani necessita di essere considerata e curata

La prof.ssa Ottolenghi alla Camera porta dati, preoccupanti, sulla salute orale degli italiani ed evidenza le criticità del SSN sottolineando il ruolo centrale della formazione universitaria, se sostenuto

Nor. Mac.

Ottolenghi camera

La salute orale, riconosciuta come parte integrante del benessere generale, rimane una delle sfide sanitarie globali più pressanti. In Italia, nonostante un significativo sistema formativo odontoiatrico e la presenza di programmi di tutela per le categorie più fragili, il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) fatica a garantire un’assistenza di qualità, equa e accessibile per tutti i cittadini. Questo tema è stato al centro dell’intervento della prof.ssa Livia Ottolenghi (nella foto), presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria, durante l’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati per l’indagine conoscitiva della in materia di riordino delle professioni sanitarie. 

La salute orale degli italiani 

Ricordando come l’OMS indica la salute orale parte integrante della salute generale ed elemento significativo per la socializzazione e per l’autostima, la prof.ssa Ottolenghi sottolinea come, sebbene prevenibili, le malattie del cavo orale rappresentano una grande sfida sanitaria globale, ma anche italiana.Riportando una serie di dati epidemiologici, la fotografia mostrata agli Onorevoli presenti non è certamente rosea.I dati relativi all’Italia mostrano il significativo impatto delle patologie del cavo orale sulla salute dei cittadini. La prevalenza delle carie non trattate nei denti decidui nei bambini di età compresa tra 1 e 9 anni è del 36,1%, mentre quella delle carie non trattate nei denti permanenti è del 29,6%. Il 18,2% delle persone sopra i 15 anni è affetto da malattia parodontale severa, e il 12,9% delle persone sopra i 20 anni presenta mancanza totale di denti. Nel 2020, viene ricordato, i nuovi casi di cancro delle labbra e della cavità orale sono stati 4.037, con un tasso di incidenza del 2,8 per 100.000 abitanti. La prof.ssa Ottolenghi sottolinea come “il carico complessivo delle patologie oro-dentali è inoltre estremamente oneroso in termini di costi diretti alle famiglie che vede la voce “spese dentistiche” più alta delle spese per i farmaci, per i servizi medici, per le attrezzature e apparecchi terapeutici, spesi per il 75% nel settore privato. Per quanto riguarda l'impatto economico delle malattie orali, la spesa totale nel 2019 per l'assistenza odontoiatrica è stata di più di 18 miliardi di euro, con una spesa pro capite di 300 euro. Le perdite di produttività ammontano a 9 miliardi di euro”. 

Ma non solo dati epidemiologici, la prof.ssa Ottolenghi evidenza “la mancata attenzione, principalmente del pubblico, verso la salute orale nonostante siano previsti, per tutta la popolazione, screening per la salute orale per la rilevazione precoce delle malattie, trattamenti urgenti per cure dentali d'emergenza e sollievo dal dolore, più della metà degli italiani non si reca regolarmente dall’odontoiatra, e i livelli essenziali di assistenza (LEA) prevedono che l’assistenza odontoiatrica a carico del SSN sia limitata alla visita e i trattamenti in emergenza, a programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva, all’assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità con significative differenze tra i diversi sistemi sanitari regionali”.  

"Il SSN si è dato quindi l’obiettivo di tutelare i più fragili, ma nella realtà l’odontoiatria per la popolazione fragile è un diritto negato”, dice la prof.ssa Ottolenghi aggiungendo: “Stando ad un recente studio Deloitte, solo il 44% degli intervistati ha fatto ricorso a cure odontoiatriche negli ultimi tre anni e solo il 20% di questi le ha svolte nel pubblico o nel privato convenzionato”.Peraltro, sottolinea, “l’insufficiente considerazione della salute orale come un elemento di interesse di salute pubblica è ulteriormente sostanziata dal fatto che nella più recente definizione del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) per il monitoraggio dell'assistenza sanitaria (DM 12.03.2019, G.U. 14.06.2019), in vigore dal gennaio 2020, nessuno degli indicatori “core” riguarda il monitoraggio dei LEA Odontoiatrici e dal mancato aggiornamento, nel recentissimo Nomenclatore, delle voci odontoiatriche nonostante le proposte presentate nel 2022 dal tavolo Tecnico per l’Odontoiatria”.

Il mancato investimento nelle strutture odontoiatriche del SSN ha anche il potenziale di far mancare la sostenibilità dei corsi di studio nel medio-lungo periodo. 


Sintetizzando, le criticità del sistema evidenziato dalla prof.ssa Ottolenghi a nome della Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria sono:

  • Limitata copertura pubblica: I livelli essenziali di assistenza (LEA) includono solo trattamenti emergenziali, programmi per l’età evolutiva e interventi destinati a categorie vulnerabili. Tuttavia, nella realtà, molte persone fragili non riescono ad accedere a queste cure, tanto da definire l’odontoiatria pubblica come "un diritto negato".
  • Disparità regionali: Le differenze tra i sistemi sanitari regionali contribuiscono a un accesso disomogeneo ai servizi odontoiatrici.
  • Insufficiente integrazione nei monitoraggi sanitari nazionali: Nel Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) per il monitoraggio dei LEA, nessuno degli indicatori riguarda l’odontoiatria.
  • Spesa privata elevata: Le cure odontoiatriche sono perlopiù a carico delle famiglie, con un 75% delle spese sostenute nel settore privato, generando un significativo peso economico. Nel 2019, la spesa totale per l’assistenza odontoiatrica ha superato i 18 miliardi di euro.
  • Mancanza di attrattività del settore pubblico: La scarsa integrazione tra università e strutture assistenziali e l’insufficienza di investimenti tecnologici rendono il SSN poco attrattivo per i giovani odontoiatri, contribuendo alla carenza di personale qualificato. 


Soluzioni e proposte 

Per rispondere alle esigenze dell’odontoiatria del terzo millennio, dice la prof.ssa Ottolenghi, “è necessario aumentare l'attrattività del settore odontoiatrico e l’accessibilità’ alla prevenzione e alle cure”. L’Università ricorda, con i suoi 41 Corsi di laurea (6 dei quali privati), sta facendo la sua parte aggiornando gli obiettivi formativi dei Corsi di laurea, con l’aggiornamento delle classi di laurea, potenziate per migliorare il livello dei contenuti e il progresso delle conoscenze, con un focus sulla modernizzazione ed in quanto ruolo centrale ha il percorso che porta alla laurea abilitante. Ma, dice la prof.ssa Ottolenghi, serve una visione strategica d’investimento da parte dello Stato nella formazione universitaria per una crescita scientifica e didattica, per attrarre nuovi studenti nel percorso formativo.  

Le strategie per affrontare le criticità del sistema odontoiatrico suggerite dalla CPPCLOPD si possono sintetizzare in 5 punti:

1) Investimenti nella formazione universitaria: È fondamentale potenziare le strutture universitarie, migliorando la dotazione tecnologica per la didattica preclinica e le applicazioni diagnostico-terapeutiche avanzate. Questo non solo modernizzerebbe la formazione, ma renderebbe il percorso formativo più attrattivo per i giovani.

2) Integrazione università-SSN: Promuovere una maggiore sinergia tra università e strutture pubbliche assistenziali per garantire una formazione clinica di alta qualità, migliorare l’offerta di cure per i cittadini e incentivare i laureati a rimanere nel sistema pubblico.

3) Modernizzazione dei percorsi formativi: Gli obiettivi dei corsi di laurea sono stati aggiornati per riflettere le nuove esigenze del settore odontoiatrico, con un focus sulla laurea abilitante e sull’innovazione didattica.

4) Ampliamento dell’accesso alle cure: L’obiettivo è incrementare l’accessibilità alle cure preventive e di routine, riducendo le disuguaglianze territoriali e sociali.

5) Rafforzamento del ruolo dell’odontoiatria nella sanità pubblica: È necessario considerare la salute orale come un elemento essenziale della salute pubblica e includere indicatori odontoiatrici nei monitoraggi dei LEA. 

Investire significa anche una reale integrazione e maggiore sinergia tra la struttura universitaria e la struttura assistenziale pubblica dove risiede la facoltà/corso di laurea”, conclude la prof.ssa Ottolenghi. “Un siffatto percorso formativo consente di disporre di professionisti di qualità e di conoscenze sempre aggiornate. Strutture assistenziali aggiornate e funzionali avrebbe la duplice potenzialità di offrire sia un ambiente di cura migliore per la cittadinanza sia un ambiente di lavoro attrattivo, con l'obiettivo ulteriore di fidelizzare gli odontoiatri nel SSN, rispondendo così alle necessità di salute pubblica e degli obiettivi OMS per il 2030, in particolare nelle aree di fragilità, contribuendo positivamente al miglioramento del sistema assistenziale del Paese”.     


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