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15 Gennaio 2025

ECM: a fine anno scade il triennio formativo. Facciamo il punto

Chi non raggiunge il 70% dei crediti formativi obbligatori, non potrà contare sulla copertura assicurativa. Ma in tema di ECM sappiamo che “i se ed i ma” sono una costante

Norberto Maccagno

Ecm chiuso per proroga

Il 31 dicembre 2025 scade il triennio formativo entro il quale i professionisti sanitari, odontoiatri ed igienisti dentali inclusi, devono raccogliere i crediti formativi previsti dal Sistema di Educazione Continua in Medicina (ECM).Il triennio formativo attuale, 2023-2025, introduce una novità significativa riguardante l'assolvimento dell’obbligo formativo e le conseguenze in caso di inadempienza: ovvero la non copertura da parte dalla propria compagnia assicurativa per quanto riguarda l’RC Professionale se non si raccolgono almeno il 70% dei crediti obbligatori.Ma cerchiamo di fare un po’ di ordine.

Obbligo ECM e scadenza del triennio formativo

Per il triennio 2023-2025, l'obbligo formativo per i professionisti sanitari è confermato in 150 crediti ECM, salvo eventuali esoneri, esenzioni o riduzioni. Di fatto quasi nessuno dovrà raccogliere i 150 crediti, mediamente sono da raccoglierne circa 70, ne parliamo in questo approfondimento.

Sanzioni ed abbuoni

Fino al 31 dicembre 2025 (ma in realtà se ne parlerà ad aprile visto che i provider hanno 90 giorni di tempo per registrare i crediti) le sanzioni sono state di fatto sospese.In realtà, la delibera della Commissione ECM non prevede la sospensione delle sanzioni (essendo le sanzioni definite per legge non potrebbe farlo) ma la possibilità, fino a fine 2025, di effettuare nella propria area riservata sul portale CoGeAPS, lo spostamento dei crediti raccolti negli eventi frequentati nel 2023 al triennio precedente (2020-2022), se si ha la necessità di mettersi in pari ed i crediti da spostare.I questo DiDomenica mi ero chiesto perché serve un anno e mezzo per spostare i crediti. Al link alcune ipotesi

Implicazioni per la copertura assicurativa

La vera novità rilevante di questo triennio (salvo modifiche legislative) riguarda l'efficacia delle polizze di Responsabilità Civile Professionale (RC professionale). A partire dal 1° gennaio 2026, l'efficacia di queste polizze sarà condizionata all'assolvimento di almeno il 70% dell'obbligo formativo individuale nel triennio precedente. Ciò significa che, per il triennio 2023-2025, i professionisti dovranno aver conseguito almeno 105 crediti ECM (pari al 70% di 150) per garantire la validità della propria copertura assicurativa se non hanno abbuoni da rivendicare. Ma molto probabilmente basterà aver raccolto una cinquantina di crediti in tre anni, ovvero quanto ne rilascia un corso FAD annuale come quelli abbinati all’abbonamento a Dental Cadmos

Ma anche la data del primo gennaio 2026 non è certa, in realtà la verifica dell’assolvimento dell’obbligo formativo potrà essere effettuata solo il primo aprile 2026. Sempre perchè i provider hanno 90 giorni di tempo per registrare i crediti. Poi si dovrà aspettare che il Co.Ge.APS elabori i dati e li invii agli Ordini territoriali.
Ma dovrà inviarli anche alle compagnie assicuratrici o il controllo verrà svolto dalle compagnie solo in caso di contenzioso?
Verrà chiesta al professionista assicurato la dichiarazione dell’Ordine di appartenenza che certifica il numero di crediti raccolti?

L’obbligo di raccogliere almeno il 70% dei crediti per non rimanere senza copertura assicurativa, è stato introdotto dal Decreto legge per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che modifica quanto previsto dal Decreto attuativo della Legge Gelli-Bianco.

Il testo del decreto recita: "A decorrere dal triennio formativo 2023-2025, l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24, è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina". 

Ovviamente tutto questo è quanto in vigore ad oggi. Gli oltre venti anni di ECM, con da una parte l’obbligo normativo e dall’altra il continuo aggirarlo con proroghe e soluzioni creative per evitare di dover sanzionare gli inadempienti (e dover chiudere gli ospedali), ci hanno dimostrato che tutto può cambiare anche a scadenza raggiunta.  

 

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