Il prof. Antonio Pelliccia ci propone un interessante parallelo motivando il perché lo ritiene strategico per la gestione del Team odontoiatrico
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall'automazione, l'intelligenza emotiva (IE) emerge come una competenza cruciale per il successo delle imprese, inclusi gli studi odontoiatrici. E’ il tema che il prof. Antonio Pelliccia (nella foto) propone ai lettori di Odontoiatria33 sottolineando come, mentre le attività ripetitive e cognitive possono essere svolte da algoritmi di intelligenza artificiale (IA), le capacità emotive e relazionali diventano strategiche per navigare nel contesto economico e sociale attuale, definito VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity, Ambiguity).
La necessità di competenze emotive
"Le nuove scoperte tecnologiche, in particolare l'intelligenza artificiale, stanno impattando fortemente sia l'ambito sociale sia quello organizzativo", dice il prof. Pelliccia. Tuttavia, continua, è sempre più necessario sviluppare competenze 'soft' che permettano di adattarsi in maniera sostenibile al nuovo scenario. L'intelligenza emotiva, che include la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire le emozioni, è fondamentale per relazionarsi efficacemente e per darsi una direzione di vita.
Intelligenza artificiale vs intelligenza emotiva
L'intelligenza artificiale è una disciplina che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e software capaci di fornire prestazioni che sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell'intelligenza umana. Tuttavia, sottolinea il prof. Pelliccia, l'IA pur essendo in grado di analizzare e comprendere i sentimenti, non è ancora capace di esprimere emozioni. "Se dunque tecnologie e software di Intelligenza Artificiale ci aiutano tutti i giorni a risolvere problemi impensabili fino a pochi anni fa, è pensiero comune che l'intelligenza artificiale possa sì analizzare e comprendere i sentimenti ma, al momento, non sia in grado di esprimere delle emozioni", spiega il prof. Pelliccia. Pelliccia definisce l'intelligenza emotiva come la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. “È la capacità di relazionarsi in maniera efficace, entrando in empatia con l'altro, oltre alla capacità di darsi una direzione di vita”, dice. Fa questa precisazione per evidenziare che, mentre l'IA può gestire compiti cognitivi e ripetitivi, le competenze emotive sono essenziali per affrontare le sfide umane e relazionali che le macchine non possono ancora risolvere.
Il Punto di contatto tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva
Il punto di contatto tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva si trova nell'affective computing, un ramo dell'IA che sviluppa tecnologie in grado di riconoscere ed esprimere emozioni. "In virtù di questa nuova prospettiva dove l'intelligenza artificiale classica si integra con l'intelligenza emotiva, si parla oggi di Intelligenza Artificiale emotiva”, spiega il prof. Pelliccia. Secondo Marvin Minsky, pioniere dell'IA, "l'emozione non è particolarmente diversa dai processi che chiamiamo pensare". Se dunque le macchine hanno un "pensiero intelligente", potranno imparare ad esprimere emozioni con tecniche di apprendimento autonomo quali il machine learning. Già oggi, diverse aziende lavorano sullo sviluppo dell'affective computing, sviluppando programmi capaci di riconoscere un volto umano in tempo reale, identificare le espressioni facciali e collegarle a emozioni comuni come la tristezza, la rabbia o la felicità. Queste tecnologie operano il riconoscimento attraverso sensori passivi che analizzano le espressioni facciali, la postura, la gestualità del corpo e il tono di voce. Questi segnali emotivi, una volta registrati, vengono trasferiti a sistemi di reti neurali che autoapprendono e li restituiscono con etichette corrispondenti agli stati emotivi: gioia, paura, rabbia, stupore.
L'Intelligenza emotiva nello studio odontoiatrico
Nel contesto di uno studio odontoiatrico, l'intelligenza emotiva può fare la differenza tra un servizio standard e uno eccellente. "Ricerche mostrano che oltre il 50% dei fattori di successo di una persona dipendono dall'intelligenza emotiva", spiega il prof. Pelliccia. Citando Daniel Goleman, psicologo americano esperto di IE, Pelliccia ricorda che quando si tratta di prendere una decisione importante, la parte relativa alla spinta emozionale conta in media l’88%. “Essere consapevoli delle proprie emozioni è quindi fondamentale per prendere delle decisioni veramente efficaci, anche in situazione di forte stress. Se sappiamo essere coscienti delle emozioni e riusciamo ad integrarle con la nostra parte razionale, aumenteremo la conoscenza di noi stessi, la nostra capacità relazionale e la nostra efficacia nel raggiungere gli obiettivi. Al contempo riusciremo a coinvolgere gli altri nella nostra missione”. “Un dentista con una IE sviluppata è quindi in grado di comprendere meglio le emozioni dei pazienti, creando un ambiente più empatico e rassicurante. Questo non solo migliora la qualità del servizio, ma aumenta anche la fidelizzazione dei pazienti”, ricorda il prof. Pelliccia.
Allenare l'intelligenza emotiva
Le competenze emotive possono essere acquisite e allenate. "Essere consapevoli delle proprie emozioni è fondamentale per prendere decisioni veramente efficaci, anche in situazioni di forte stress" afferma il prof. Pelliccia consigliando. Per i titolari di studio odontoiatrico, investire nella formazione sull'intelligenza emotiva può portare a una maggiore efficacia nel raggiungimento degli obiettivi e a un miglioramento delle relazioni con i pazienti e il team di lavoro.
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