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22 Dicembre 2025

RENTRI: un emendamento escluderebbe dall’iscrizione i dentisti

L’esclusione sarebbe contenuta nel testo della Legge di Bilancio che approda oggi in Aula, riguarderebbe solamente gli studi odontoiatrici non organizzati in forma di impresa


rentri

La legge di bilancio che approda in Aula al Senato questa mattina, ridefinisce il perimetro dei soggetti obbligati a iscriversi al nuovo sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti RENTRI, escludendo "i produttori di rifiuti pericolosi non rientranti in organizzazioni di enti o impresa, quando obbligati alla tenuta del registro ai sensi del comma 1", quindi anche gli studi dentistici che producono rifiuti pericolosi non organizzati in forma d’impresa, insieme a consorzi individuali e collettivi, piccoli imprenditori agricoli, estetisti e tatuatori. 

Ad oggi nulla è ancora certo, si dovrà attendere di conoscere nel dettaglio il testo oggi in discussione al Sentato che dovrebbe essere votato con voto di fiducia domani 23 dicembre.

Stando ad anticipazioni di stampa, la modifica frutto di emendamenti identici del gruppo Autonomie approvati in Commissione Bilancio, allinea gli obblighi di iscrizione alla piattaforma digitale con le deroghe già previste dal Testo Unico Ambientale per queste categorie, risolvendo un annoso disallineamento normativo prevedendo, per le attività professionali non organizzate in forma di impresa come gli studi dentistici monoprofessionali, la conservazione dei formulari o dei documenti di conferimento per almeno tre anni. Una deroga che sembrerebbe applicabile anche ai soggetti che producono rifiuti pericolosi.

Il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) è il sistema voluto dal Ministero dell’Ambiente per digitalizzare e monitorare in tempo reale la movimentazione dei rifiuti, sostituendo il precedente SISTRI e portando su una piattaforma centralizzata registri di carico e scarico, formulari e flussi informativi. La sua architettura punta a semplificare gli adempimenti e ad aumentare trasparenza e controlli lungo tutta la filiera, riducendo il rischio di smaltimenti illeciti e di irregolarità documentali (ne abbiamo parlato a questo link).

Per quelli organizzati in impresa che producono rifiuti pericolosi, l’obbligo sembrerebbe rimanere, ma la scadenza del 13 febbraio, consente di aspettare e capire meglio levolversi.





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