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13 Ottobre 2025

Schillaci avverte, niente più scuse, dal 2026 polizze assicurative legate all’ECM

Il ministro della Salute ribadisce la centralità dell’aggiornamento professionale e avverte: chi non si mette in regola rischia sospensione e mancata copertura assicurativa

Nor. Mac.

Schillaci 01

Alla fine del triennio formativo 2023-2025, un terzo dei professionisti sanitari non sembrerebbe ancora in regola con l’obbligo ECM. Un dato che preoccupa il Ministro della Salute, Orazio Schillaci intervistato da QuotidinaoSanità, che richiama tutti alla responsabilità: “La formazione è un dovere per garantire un’assistenza di qualità ai pazienti”. 

Dal 2026, come stabilito dalla legge 152/2021 e dal decreto attuativo del 2023, la validità delle polizze assicurative sarà subordinata al raggiungimento di almeno il 70% dei crediti formativi individuali. (Si veda il nostro approfondimento sul tema cliccando qui)

Non è un rischio di piccola portata – avverte Schillaci – potrebbe avere conseguenze gravi per chi non si mette in regola”.

Il Ministro sottolinea che la formazione continua non è una formalità burocratica, ma uno strumento per evitare errori e garantire sicurezza. Chi non rispetta l’obbligo, ricorda, oltre a perdere la copertura assicurativa, potrebbe arrivare alla sospensione dell’attività professionale, una misura estrema ma possibile. 

Schillaci chiarisce che la possibilità di recuperare i crediti dei trienni precedenti (ne parliamo in questo approfondimento) non è una proroga né una sanatoria, ma “l’ultima grande occasione” per chi è rimasto indietro. “Alla conclusione del prossimo triennio non ci saranno più scuse”, ribadisce, invitando i professionisti a cogliere questa opportunità. 

Il Ministro riconosce l’impegno delle federazioni e degli Ordini nel sensibilizzare gli iscritti e nel recuperare chi si era allontanato dall’ECM, ma avverte che il tempo stringe. 

Guardando al futuro, Schillaci immagina un sistema di formazione continua che diventi una risorsa strategica: corsi di qualità, calibrati sulle esigenze delle singole professioni, e capaci di affrontare le sfide dei prossimi dieci anni. “Serve un obbligo formativo credibile, di alto valore e standard qualitativo – conclude – che gratifichi i professionisti virtuosi e migliori la qualità delle cure”. 

Il Ministro auspica anche un dialogo costruttivo con il nuovo commissario e gli Ordini per chiudere gli accordi ancora aperti e garantire un sistema ECM più moderno e flessibile adattato alle esigenze delle singole professioni. Infine, Schillaci sottolinea che investire nella formazione non è solo un dovere, ma un’opportunità per crescere come professionisti e offrire ai pazienti cure sempre più sicure e aggiornate.

Photo Credit: Governo.it

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