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03 Marzo 2015

I pazienti preferiscono gli impianti e tendono a conservare i denti naturali. Una ricerca italiana ha indagato sul tema. Cittadini che hanno idee chiare anche sulla spesa


Quando manca il dente il paziente preferisce l'impianto o il ponte?
Decisamente l'impianto, almeno secondo uno studio italiano pubblicato su Clinical Oral Implants Research (25, 2014 / 1257-1264).

Per realizzare la ricerca gli autori (Davide e Gabriele Augusti e Dino Re) hanno fatto compilare un questionario a 107 pazienti recatesi al loro studio privato nell'arco di un mese chiedendo loro di immaginare di dover ripristinare nel loro cavo orale un dente perso, distinguendo tra dente anteriore e posteriore.
E' stato spiegato, nel dettaglio, quanto sia importante riabilitare la mancanza di un dente e le conseguenze negative, masticatorie e non, se questo non fosse fatto. Illustrati i problemi hanno sono state spiegate le possibili soluzioni, impianto singolo o ponte su due elementi naturali, informando su complicazioni e vantaggi possibili.
Sono stati anche raccolti dati su: età, sesso, istruzione, lavoro, igiene orale domiciliare, importanza attribuita all'igiene e cura orale, precedenti esperienze di  riabilitazioni protesiche tradizionali o implantari, motivazione e stato di ansia o paura nei confronti di un eventuale intervento chirurgico quale l'implantologia.

Secondo i dati rilevati il 64% dei pazienti ha scelto la soluzione implantare e il restante 36% quella tradizionale del ponte su denti naturali. Una buona parte dei pazienti ha risposto basandosi su esperienze pregresse e nella scelta ha avuto una significativa incidenza la paura dei pazienti ad affrontare un intervento chirurgico.
"Il dato che emerge dalla ricerca non ci ha sorpreso", dice ad Odontoaitria33 il prof. Dino Re. "Probabilmente le informazioni che vengono trasmesse ai pazienti dalla pubblicità e dai media sulle tecniche implantari hanno fatto presa convincendoli che l'implantologia è sicura e non provoca dolore".
Altra possibile motivazione della scelta il voler conservare i denti naturali.
"La conferma di come i pazienti siano attenti alla salvaguardia dei propri denti naturali la stiamo rilevando anche da un'altra ricerca che stiamo concludendo, e di prossima pubblicazione, dalla quale emerge che il 70% dei pazienti preferisce curare un dente compromesso, pur necessitando di cure complesse, piuttosto che sostituirlo con un impianto".
"Altra situazione rilevata che ci ha incuriosito -continua il prof. Re- è notare come i pazienti tendono a scegliere soluzioni cliniche già scelte in precedenza, il 90% di quanti hanno indicato la soluzione implantare avevano già un impianto. E questo è un indicazione positiva verso il lavoro del professionista. Se non si fossero trovati bene non avrebbero ripercorso la stessa strada".

La ricerca ha anche cercato di indagare quanto i pazienti sono disposti a spendere per riabilitare protesicamente la loro bocca. 3.000 euro e 2.500 euro per un impianto con corona rispettivamente nel settore anteriore e posteriore, e solo di 1500 euro per un ponte a tre elementi su denti naturali in zona posteriore. Una indicazione di quanto il paziente prediliga la salvaguardia dell'estetica alla funzionalità masticatoria, e quindi è disposto a spendere di più per il settore anteriore rispetto al settore posteriore. 
"Questo è un dato interessante -continua il prof. Re-  i pazienti hanno dimostrato di avere ben chiaro il valore di queste riabilitazioni e che la scelta protesica qualitativamente più importante costa di più".

In linea con questo studio è anche quello di Leung & McGrath del 2010 che riporta la scelta implantare nel 94% dei pazienti nel settore anteriore e dell'84%  nei settori posteriori.
Confermato il ruolo fondamentale nella scelta esercitato dai media (Internet, programmi televisivi, giornali e libri) e dai pareri di amici o altre persone,  in quanto l'81% (nei settori anteriori) e l'86% (nei settori posteriori) dei pazienti ha dichiarato di aver preferito la soluzione implantare dopo aver collezionato pareri e informazioni attraverso i media appunto o da esperienze di altre persone conoscenti. Da questo studio è inoltre emerso che i pazienti che hanno riportato una maggior importanza della cura del loro cavo orale sono anche quelli maggior  propensi a spendere  per la riabilitazione protesica di fronte alla mancanza di un elemento dentario.


A cura di: Lara Figini, Coordinatore scientifico Odontoiatria33

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