La recente norma del ministero della Giustizia che depenalizza i reati comportanti fino a 5 anni di reclusione non inficerà il disegno di legge anti abusivismo che introduce sanzioni penali agli abusivi. Ne è convinto Giuseppe Francesco Marinello (nella foto), dentista senatore Ncd e primo firmatario del provvedimento in questione che attende di diventare legge.
"Il ddl approvato in Senato un anno fa è ora alla Commissione affari costituzionali della camera che lo esiterà con eventuali modifiche entro maggio e da qui tornerà in Senato per un'ultima lettura; contiamo di arrivare all'approvazione della legge a fine estate".
La bozza fin qui contempla 2 anni di reclusione per chi esercita abusivamente una professione protetta, cui cioè si accede con esame di stato. Gli anni diventerebbero 4 in caso di lesioni e 6 per lesioni particolarmente gravi (qui molto si è tenuto conto dell'ambito clinico); e prevede fino a 50 mila euro di multa e la confisca dei beni, ad esempio il riunito a chi eserciti abusivamente l'odontoiatria.
Tale apparato cozza con la norma approvata dal Consiglio dei Ministri che in cambio di pene più severe per i ladri che entrano in casa propone, a discrezione del giudice, di evitare il carcere ai colpevoli di reati di particolare tenuità o frutto di un comportamento non ripetuto.
La parola "reclusione" apparirà in caso di motivi abietti, o futili, comportamenti crudeli o che causino morte o lesioni gravissime.
Marinello si rende conto che "se c'è una riforma di sistema sulla contabilizzazione dei reati inferiori a 5 anni corriamo il rischio di finire sotto questa mannaia . Noi contiamo d'intervenire alla Camera e Senato per introdurre correttivi che in caso di danni alla salute della persone riducano gli ambiti di discrezionalità consentiti, tenendo però presente che nei paesi di diritto anglosassone tale discrezionalità è maggiore e il magistrato valuta caso per caso dando un peso ancora superiore che da noi agli elementi di contesto".
Il timore generale è che chi non ha nulla da perdere, e ha attrezzature minime ma indossa il camice rischia di più del ragioniere che svolge bene singoli passaggi per cui è abilitato un commercialista.
"C'è uno stato di fatto patologico che dimostra l'inadeguatezza dei sistemi di controllo sull'abusivismo. A mio modo di vedere l'abusivo è tale sia se "di lusso" sia se per i poveri. Fossi magistrato considererei un'aggravante essere l'abusivo dei più poveri. Un paziente con mezzi economici adeguati ha più possibilità di scegliere un professionista certificato, mentre uno straniero senza disponibilità ad esempio non sa dell'esistenza di onlus che praticano gratuitamente e bene l'odontoiatria al Bambin Gesù di Roma o in altre realtà d'Italia e si affida a personaggi che operano in condizioni igieniche scadenti".
E' lecito vedere la depenalizzazione per chi eserciti abusivamente come un altro attacco al sistema ordinistico, già sotto scacco perché "anticoncorrenziale"?
"Da decenni in Europa c'è un indirizzo volto a promuovere la concorrenza. Noi però dobbiamo interpretare gli ordini non come strumenti a difesa di lobby, ma come organi ausiliari che si evolvono con l'ordinamento dello stato e - quando certificano le posizioni degli iscritti o verificano la qualità della formazione - agiscono nell'interesse dei cittadini, vero ed ultimo obiettivo di questa forma di sussidiarietà".
Mauro Miserendino
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