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15 Settembre 2015

Sanzione disciplinare si applica anche se viene proposto il ricorso in Cassazione. La FNOMCeO chiarisce, ma i legali minacciano richieste danni


Può un iscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, la cui sanzione è stata confermata dalla CCEPS, chiedere all'Ordine che ha comminato la sanzione la sospensione dell'esecuzione della misura disciplinare se viene proposto il ricorso in Cassazione?

No, almeno per la FNOMCeO che ricorda, in una nota ai presidenti OMCeO e CAO, che eventualmente è la stessa CCEPS a decidere sulla eventuale sospensione della esecuzione della sanzione.

La precisazione giunge dopo che alcuni Ordini provinciali si sono visti recapitare le istanze di richiesta di sospensione da parte di iscritti che hanno proposto ricorso alla Cassazione contro la decisione delle CCEPS che confermava la sanzione comminata dallo stesso Ordine.

"Come è noto -si legge nella nota a firma del presidente Roberta Chersevani- la presentazione di tale ricorso non sospende l'esecuzione della misura disciplinare".
"Il presunto fatto nuovo -continua- è costituito da un'ulteriore istanza presentata dagli interessati in riferimento all'art. 373 c.p.c. che, in via generale dispone che:
"Il ricorso in Cassazione non sospende l'esecuzione della sentenza. Tuttavia il giudice (per medici e dentisti è la CCEPS NdR) che ha pronunciato la sentenza impugnata può, su istanza di parte e qualora dall'esecuzione possa derivare grave e irreparabile danno, disporre con ordinanza non impugnabile che la esecuzione sia sospesa o che sia prestata congrua cauzione".

In realtà, ricorda nella nota la FNOMCeO, la CCEPS, con la decisione (una fra tante) n. 45 del 14 novembre 2011, "ha chiarito sulla base di copiosa giurisprudenza che è inammissibile l'istanza ex art. 373 c.p.c. per la sospensione dell'esecuzione della decisione della Commissione Centrale, a seguito della proposizione di ricorso dinanzi la Suprema Corte di Cassazione della decisione medesima".

Di fatto la Federazione ricorda ai propri presidenti provinciali che è solo la CCEPS a poter, eventualmente, pronunciarsi sull'eventuale sospensione della sanzione in attesa che la Cassazione si pronunci. Quindi nessuna istanza dovrebbe essere presentata alle OMCeO.

Quindi l'Ordine provinciale dovrebbe comunque dare seguito alla sanzione ed eventualmente riparare qualora la Cassazione dovesse dare ragione all'iscritto.

Un conto è se la sanzione comminata all'iscritto è di natura "lieve" (come il richiamo), ma se la sanzione è una sospensione per un certo periodo della professione l'iscritto non potrà lavorare. E se poi il ricorso verrà accolto in Cassazione la situazione che si presenta è quella di una sanzione considerata illegittima dalla Cassazione ma di fatto già scontata.
In questo caso, ci fanno notare alcuni legali, la conseguenza potrà essere quella di un possibile risarcimento danni.

Norberto Maccagno

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