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07 Ottobre 2008

Timing ortodontico e vertebre

di Margherita Bovari


Molti trattamenti ortodontico-ortopedici prevedono di dover valutare l’esatta età scheletrica del paziente per programmare con cura l’inizio della terapia e poter sfruttare il picco di crescita, ovverossia il momento il cui il paziente cresce maggiormente e risponde quindi meglio alla terapia ortopedica.
Esistono diversi metodi per effettuare questa valutazione: i cambiamenti dell’altezza sono un buon indice, ma richiedono molte valutazioni ad intervalli regolari nel tempo; perciò per comodità il sistema tradizionalmente usato dagli ortodontisti era la radiografia della mano e del polso. In questo caso si valuta il grado di maturazione scheletrica del soggetto attraverso l’analisi dell’ossificazione delle ossa della mano: i gradi di sviluppo sono quattro e riguardano cambiamenti rilevabili in sei sedi anatomiche diverse (pollice, III e V dito, radio).
Si tratta di un metodo consolidato e valido, che però presenta lo svantaggio di richiedere un’altra radiografia oltre a quelle (ortopantomografia e teleradiografia) già previste prima di iniziare un trattamento ortodontico.
Da qualche anno però lo studio della maturazione delle vertebre cervicali, comunemente visibili nella teleradiografia latero-laterale, sta dimostrandosi un metodo efficace in grado di sostituire la radiografia del polso. L’interesse per la crescita delle vertebre cervicali comincia a svilupparsi nei primi anni del ’900 quando autori come Todd e Pyle, seguiti poi da Lanier e da Taylor cominciano valutarne le modifiche delle dimensioni durante le varie fasi di crescita; le vertebre cervicali infatti si modificano continuamente durante tutta la durata dello sviluppo dell’organismo, dallo stadio fetale fino all’età adulta, e quindi anche durante il periodo che normalmente è rilevante per la pianifica-zione del trattamento ortodontico.
Basandosi sugli studi compiuti in precedenza nel 1972 Lamparski, della Pittsburg University, riesce a mettere a punto un sistema per classificare i vari stadi maturazione nelle vertebre cervicali che sono in relazione con gli stadi osservati nella radiografia del polso; il sistema analizza la forma e le dimensioni delle vertebre cervicali dalla seconda alla sesta e individua sei stadi di maturazione.
In seguito altri ricercatori come Hasser e Farman, Panchez e Szyska svilupparono con più precisione in indice di valutazionebasato sull’analisi del profilo della seconda, terza e quarta vertebra cervicale; tutti gli studi, anche quelli successivi, sono concordi nel decretare la validità di tale metodo rispetto alla valutazione dell’ossificazione della mano. Nel 2002 e poi ancora nel 2005 Baccetti, Franchi e McNamara hanno proposto unaversione migliorata per la valutazione della maturazione delle vertebre cervicali (CVM); questo metodo riconosce cinque anziché sei stadi di maturazione (si veda la tabella qui a lato) e consente, prendendo in considerazione solo la seconda, la terza e la quarta vertebra cervicale, di poter eseguire l’analisi nelle teleradiografia anche quando il paziente indossa il collare protettivo contro le radiazioni.
In breve, sono due le variabili che sono state prese in considerazione per questo tipo di analisi, e cioè la presenza o meno di una concavità sul bordo inferiore delle vertebre C2, C3 e C4 e la forma del corpo della C3 e C4, che può essere a trapezio, o quadrata oppure rettangolare con sviluppo in orizzontale o in verticale. Rispetto al metodo precedente il primo e il secondo stadio di maturazione sono confluiti nello stadio detto CVMS1, che si ha quando i margini inferiori delle vertebre sono piatti, con C3 e C4 di forma trapezoidale; il picco di crescita mandibolare del soggetto avverrà più o meno due anni da questo stadio.
Nel secondo stadio (CVMS 2) si osserva una concavità sul margine inferiore di C2, mentre C3 e C4 sono della stessa forma dello stadio precedente; il picco di crescita avverrà circa un anno dopo questo stadio. Nel terzo stadio (CVMS3) le concavità dei margini  inferiori sono presenti sia in C2 che in C3, mentre la forma di C3 e C4 può anche essere rettangolare a sviluppo orizzontale, e il picco di crescita avverrà nell’anno successivo a questa fase. Nel quarto stadio (CVMS 4) le concavità sul margine inferiore interessano sia C2 che C3 che C4 e i corpi di C3 e C4 sono quadrate o a rettangolo orizzontale, e a questo punto il picco di crescita è già passato, e si è verificato da uno a due anni prima. Infine nell’ultimo stadio infine (CVMS 5) le concavità sul bordo inferiore di C2 C3 C4 sono molto evidenti, e i corpi di C3 e C4 sono a rettangolo verticale oppure ancora quadrati, il picco di crescita mandibolare a questo stadio è terminato da almeno due anni. La valutazione dello stadio di maturazione scheletrica in ortodonzia risulta par ticolarmente importante per il trattamento ortopedico delle II classi scheletriche, causate da deficit mandibolare, nelle quali è determinante per l’ortodontista determinare con la maggiore esattezza possibile il picco di crescita. Quando il clinico intercetta lo stadio CVSM 1 nel paziente, dovrebbe aspettare un anno prima di rivalutazione radiografica: lo stadio utile per l’inizio della terapia ortopedica è infatti quello definito CVMS 2, che dopo un anno sarà seguito  dal picco di crescita della mandibola. Questo metodo, come già detto, è ormai ritenuto da tutti gli ortodontisti che lo hanno sperimentato altrettanto valido della valutazione basata sulla radiografia della mano, e quindi è destinato a sostituirsi ad essa diventando un esame di routine quando sia necessario pianificare una terapia ortopedica.

 
 

GdO 2008; 12

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