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01 Maggio 2011

Leucoplachia verrucosa proliferativa. Analisi retrospettiva di 12 casi

di M. Meleti, G. Mergoni, M. Manfredi, E. Merigo, R. Guidotti, A. Sarraj, T. Simonazzi, M. Bonanini, P. Vescovi


Obiettivi. La leucoplachia verrucosa proliferativa (LVP) è un disordine potenzialmente maligno particolarmente aggressivo, caratterizzato da una spiccata tendenza alla trasformazione neoplastica. In questo studio retrospettivo vengono analizzate le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e istopatologiche di 12 casi di LVP, mettendo in rilievo il tipo e l’esito della terapia.
Materiali e metodi. Utilizzando i criteri diagnostici originali proposti da Hansen et al., sono stati selezionati 12 pazienti affetti da LVP, afferiti presso l’Unità di Patologia e Medicina Orale della Clinica Odontoiatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma fra il gennaio 1993 e il gennaio 2010.
Risultati. Dei 12 pazienti, 10 (83,3%) erano femmine e l’età media era 70,1 anni. Le sedi del cavo orale più coinvolte dalle lesioni erano la mucosa geniena, la lingua e la gengiva aderente. Otto pazienti (60,0%) hanno sviluppato un carcinoma orale nel corso del follow-up. Il tempo medio intercorso fra la prima visita e la diagnosi di carcinoma è stato di 33,8 mesi. Le lesioni maligne sono insorte sulla lingua (3 casi), sulla mucosa geniena (2 casi), sulla gengiva (2 casi) e sul palato duro (1 caso). Nei diversi pazienti sono stati utilizzati i seguenti approcci terapeutici: terapia medica con applicazioni topiche di retinoidi, terapia medica con applicazioni topiche di clobetasolo propionato, asportazione chirurgica delle lesioni con tecniche tradizionali (lama fredda), bisturi a risonanza quantica molecolare, laser Nd:YAG e vaporizzazione con laser Er:YAG. Solo un caso è risultato essere privo di lesioni all’ultima visita di controllo.
Conclusioni. In questo studio viene confermata la spiccata tendenza alla trasformazione maligna e alla recidiva delle lesioni in corso di LVP. Nessun approccio terapeutico ha dimostrato un’efficacia assoluta. Risulta pertanto evidente la necessità di visite di controllo ravvicinate (ogni 3-4 mesi) e di periodiche indagini bioptiche per intercettare precocemente eventuali lesioni neoplastiche.



 



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