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12 Maggio 2014

Lo smartphone piuttosto che un sorriso sano. Dal Workshop ANDI di Cernobbio le indicazioni sul futuro della professione e non solo


"In quale evoluzione socio-economica troverà risorse la professione odontoiatrica del futuro" è il tema del quinto Workshop di Economia in Odontoiatria che ANDI ha organizzato al Grand Hotel Villa d'Este a Cernobbio (Como) sabato 10 maggio 2014.

Un appuntamento che oramai è un classico nel settore e permette, come ha sottolineato il presidente ANDI Gianfranco Prada (nella foto) durante l'apertura dei lavori, di capire come la società sta cambiando e come questo influisce sulla professione odontoiatrica. Indicazioni indispensabili per delineare le strategie future che l'associazione dovrà mettere in campo per sostenere la professione odontoiatrica italiana.
Argomento più che mai attuale visto l'approssimarsi del Congresso elettivo ANDI -in programma il prossimo 31 maggio a Roma- che definirà, oltre al gruppo dirigente, anche la linea politica che l'associazione dovrà seguire nei prossimi 4 anni.
Un workshop che, a differenza delle passate edizioni, prima di analizzare l'evoluzione della professione odontoiatrica ha voluto capire come sta cambiando il nostro modello di riferimento.

Per far comprendere la metamorfosi della società globale e gli scenari futuri, patendo dall'analisi del presente ma da un punto di vista sociologico, il prof. Domenico De Masi (intervistato dal moderatore dell'intera giornata il giornalista Rai Franco Di Mare) ha spiegato come i problemi che tutto il mondo sta vivendo non nascono dalla crisi ma dal disorientamento. Un disorientamento causato dal troppo repentino passaggio dall'era dell'industrializzazione a quella della tecnologia che non ha permesso alle persone di trovare un modello di riferimento adeguato, modello di riferimento che per De Masi è ancora in fase di creazione. E tra le cause la perdita dei valori ed una non più sostenibile distribuzione delle ricchezze.

Disorientamento che si rispecchia anche nei consumi che secondo la prof.ssa Maura Franchi diventano lo specchio della situazione che stiamo vivendo. Sociologa dei consumi che rispondendo alla domanda perché un cittadino compra l'ultimo smartphone piuttosto che andare dal dentista spiega che in tempi di crisi, economica e di valori, il cittadino dopo aver soddisfatto le necessità primarie destina le risorse rimanenti per acquistare prodotti che, dal suo punto di vista, soddisfano il bisogno di benessere percepito. 
"Le scelte di consumo tendono ad interpretare nuovi valori -ha detto la prof.ssa Franchi- diventano modi per esercitare un diritto di scelta e di cittadinanza smarrito nei contesti dell'azione pubblica; sono una via di espressione di un'identità non più giocata, come in passato, su appartenenze sociali e lavorative. Il consumo diviene, soprattutto, uno strumento di inclusione, quasi un modo per ridurre le distanze sociali".
E siccome la comunicazione esercita un ruolo fondamentale nel creare i bisogni ecco come il web sia lo strumento principe.
Per questo, suggerisce la prof.ssa Franchi determinante il lavoro che l'ANDI sta facendo per far capire il valore e la necessità delle cure odontoiatriche.

"Le potenzialità della professione odontoiatrica un modello proiettato nel futuro" è stato il tema della relazione del professor Stefano Micelli, docente di Economia aziendale all'università Ca' Foscari di Venezia, il quale si è soffermato sulle nuove tecnologie che possono essere applicate all'odontoiatria, su tutte quelle Cad Cam e la stampa 3D in particolare. Tecnologie che permetto anche a professioni che hanno fatto della manualità il loro punto di forza, di ottimizzare il loro lavoro abbattendo i costi ma garantendo ugualmente qualità.

Certo, quando si parla di prodotti legati alla salute, hanno ricordato da ANDI, non bisogna mai pensare che la macchina possa sostituire l'aspetto fondamentale della cura: la diagnosi e quindi l'atto medico.

Ma il problema principale per il settore rimane il calo di pazienti.
Secondo Francesco Maietta, responsabile delle Politiche sociali del Censis i numeri della crisi mostrano una riduzione dei redditi reali delle famiglie e l'assenza di aspettative di incremento sostanziale dei redditi per il futuro prossimo. Questo ha portato, per l'odontoiatria, a registrare 6milioni ed 800 mila i pazienti che hanno rinunciato al dentista nel 2013 per problemi economici ed altri 900 mila lo hanno fatto per altri motivi.
Pazienti, ha ricordato Maietta che guardano ai dentisti low cost con interesse.
Come riuscire a dare la possibilità a questi pazienti di ritornare negli studi tradizionali, quelli che secondo i referente del Censis garantirebbero la qualità della cure? Sfruttare le opportunità date dalla sanità integrativa.

Crisi dell'odontoiatria certificata dai dati del Servizio Studi ANDI elaborati grazie ad un campione rappresentativo della professione e presentati dal prof. Aldo Piperno e da quelli analizzati dal dott. Dario Righetti, partner Deloitte e responsabile Consumer Business per l'Italia evidenziando come i problemi per il settore dentale nascano dalla crisi che sta penalizzando la middle class.
Di questi due interventi dedichiamo degli articoli specifici.

Tutte le relazioni del Workshop sono disponibili a questo link.

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