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15 Novembre 2011

I punti approvati dalla commissione nazionale

di Norberto Maccagno


Riportiamo i nove punti presentati dal gruppo “Libera Professione” e approvati dalla Commissione nazionale formazione continua, che li ha inseriti nella bozza di Accordo Stato-Regioni. I punti sono commentati (in corsivo) dal coordinatore del gruppo di lavoro, Valerio Brucoli.

Punto 1: si prevede di acquisire il totale crediti del triennio senza specifici vincoli o limitazioni riguardo il fabbisogno annuale.
Questo perché, talvolta, i liberi professionisti hanno l’esigenza di conseguire competenze specifiche in brevi archi temporali.

Punto 2: la richiesta è di non avere limitazioni nella scelta delle modalità di apprendimento formativo.
Questo punto significa poter, per esempio, acquisire tutti i crediti in modalità Fad per favorire al massimo l’accesso a una formazione che, diversamente dalla dipendenza, costa e impegna tempo oltre l’orario lavorativo.

Punto 3: si prevede che si possano acquisire tutti i crediti Ecm su obiettivi individuali.
Tale previsione è già presente nell’accordo: “Gli obiettivi formativi di libera scelta dell’operatore sanitario rappresentano elementi rilevanti della nuova formazione permanente e devono discendere direttamente dalla capacità dell’operatore di riconoscere le proprie esigenze formative e pertanto con alto contenuto di responsabilità”.

Punto 4: contiene l’incremento della quantità di autoformazione ammissibile, autoformazione da collegare al dossier formativo individuale.
Parliamo di un momento importante della formazione professionale, in parte riconosciuto (pubblicazioni scientifiche, tutoraggi dei Mmg e dei corsi di formazione regionali) e in parte no (libri, riviste, internet, e così via), che va definito, come sono da definire i rapporti con il dossier formativo e le modalità di registrazione.

Punto 5: si prevede il riconoscimento dei crediti al professionista che frequenti uno studio o struttura o altra situazione per formarsi presso un collega più esperto, nonché a quest’ultimo l’attività di tutoraggio (previa comunicazione a Ordini, Collegi o associazioni riconosciute e/o nell’ambito dell’attività di provider).

Punto 6: inseriti i crediti per attività di “best practice” da far valutare ad apposite commissioni di Ordini, Collegi e associazioni.
Tali attività, preventivamente valutate, potranno essere presentate in sedute pubbliche presso gli Ordini, costituendo una sorta di formazione interna ordinistica sulle “best practice”, con la possibilità per gli Ordini di assegnare crediti agli auditori partecipanti.

Punto 7: si prevede la possibilità di variare la composizione del proprio dossier formativo nell’arco del triennio in base alle proprie esigenze.
Questo perché il libero professionista, per essere competitivo, deve poter decidere repentinamente come aggiornare la propria offerta, in base a esigenze sanitarie e tecnologiche.

Punto 8: per il prossimo triennio si prevede che ai liberi professionisti in regola con i crediti del passato triennio venga riconosciuto un minor debito formativo.

Punto 9: la richiesta è che per i liberi professionisti ci siano attività Ecm gratuite nell’ambito dei programmi formativi aziendali e/o regionali (in analogia a quelli che le Aziende sanitarie rivolgono ai propri dipendenti) da attuarsi anche attraverso quote riservate di iscrizioni (5-10%).
Gli Ordini, i Collegi e le associazioni riconosciute adotteranno, in tal senso, specifici accordi o convenzioni con provider pubblici e privati catalogati. Tutto ciò sulla scorta di quanto scritto nell’Accordo Stato Regioni.
È questo un tema complesso che tocca, oltre al problema dell’agevolazione dei costi, quello di una definizione di libero professionista sempre più sfumata, nonché quello del rapporto con un Ssn che detta le politiche sanitarie per tutti, con Ordini, Collegi e associazioni, anche alla luce delle sanzioni per chi non è in regola con l’acquisizione dei crediti Ecm, in controtendenza rispetto a una filosofia ordinistica rivolta più al premiare che non al punire.

GDO 2011;12

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