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06 Aprile 2017

Contributo integrativo previdenziale, cosa dice la legge. Pracella (CdA ENPAM) graverebbe sui cittadini e non servirebbe alle già floride casse dell'Ente


Egregio Direttore,

mi complimento per la sua conoscenza delle dinamiche previdenziali dei Liberi Professionisti. Non posso però esimermi dall'evidenziare alcuni passaggi utili ad una corretta informazione.

Infatti, sulla consapevolezza che i Colleghi contribuenti hanno delle vicende legate alla costruzione della loro pensione, si fondano gli input che gli stessi Professionisti devono mandare ai loro rappresentanti.

In riferimento al contributo integrativo, che la legge Lo Presti indica da un minimo del 2% ad un massimo del 5%, difficilmente potrà essere individuato nella misura minima, ma molto più realisticamente al 4% se non al 5%. In merito all'utilità di tale imposizione contributiva sulle parcelle dei Liberi Professionisti, che dovrebbe essere pagata dai pazienti come tutto il resto della parcella, ho da fare alcune considerazioni . In primis le casse dell'ENPAM sono talmente floride che non necessitano di quel contributo integrativo versato dai soli contribuenti Liberi Professionisti e non dai Colleghi Convenzionati o Dipendenti, in quanto derivato da un'inopportuna imposizione agli utenti della Libera Professione sulle parcelle, come già detto dal dott. Zovi.

Di fatto, verrebbe a configurarsi quale ulteriore e fastidioso adempimento, nonchè, in moltissimi casi, nuova spesa previdenziale a carico dei Liberi Professionisti .

Poi è bene chiarire per uscire da malintesi equivoci, che non possono rappresentare una corretta informazione ai Contribuenti, che tale istituto è da considerarsi integrativo e non sostitutivo del contributo ordinario, pertanto, i Ministeri vigilanti non autorizzeranno mai una riduzione della contribuzione obbligatoria in virtù dell'introduzione del suddetto istituto.

I giovani sono e saranno penalizzati dalle previsioni di quell'assurdo comma 24 dell'art.24 del decreto "Salva Italia" del 2011, che riducendo drammaticamente l'autonomia dell'ENPAM fissando assurdi paletti, quale ad esempio la sostenibilità a cinquant'anni senza considerare l'ingente patrimonio che altro non è che una stratificazione ed accumulo dei contributi versati dai Colleghi, ha condizionato pesantemente le scelte adottate dall'Ente nella realizzazione di quella riforma previdenziale già in cantiere.

Il futuro post-lavorativo delle nuove generazioni è legato al concetto di adeguatezza della prestazione pensionistica, ed un aumento della valorizzazione dei contributi versati passa necessariamente da un incremento del coefficiente di rendimento che ritengo ineludibile, sempre con l'occhio attento ai conti ed alla sostenibilità delle scelte.

Questo significa, mi permetta la presunzione , corretta politica previdenziale .

Per quanto riguarda l'ammontare dell'aliquota contributiva, che è chiaramente inferiore a quella dei Dipendenti, serve un'attenta analisi dell' opportunità di un suo aumento in un periodo di pesante crisi congiunturale, segnatamente per i giovani Liberi Professionisti.

Un altro aspetto ritengo vada analizzato con maggiore riflessione.

Come già rappresentato dal dott. Zovi la Consulta della libera Professione non ha accolto la proposta di imporre un contributo del 2% alle società di capitale in campo Medico ed Odontoiatrico.

Io ritengo (e come me un'ampia maggioranza) che tale passaggio sarebbe un regalo e una legittimazione alle società di capitale che usano ogni mezzo per abbattere quel modello di esercizio Libero Professionale basato sullo studio mono-professionale o associato . Verrebbe meno soprattutto, il rapporto fiduciario Medico-Paziente che ha garantito al 95% la salute orale dei Cittadini.

Solo chi ha interessi o, nel caso migliore, è un incompetente di politica e strategie della Professione, può essere favorevole a questa, che non temo definire vera e propria "sanatoria".

Sembra inverosimile, ma mentre tutto il movimento Odontoiatrico compatto si batte per non consentire alle imprese di capitali di esercitare l' Odontoiatria, c'è una parte della categoria, rappresentata anche ad alti livelli, che sembrerebbe guardare con interesse al capitale a tutto danno delle nuove generazioni di Professionisti.

Distinti saluti

Pasquale Pracella: Consigliere di Amministrazione ENPAM

 
 

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