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09 Dicembre 2019

SIASO porta la questione CSO sul tavolo dei NAS

Per il Sindacato ci sarebbe il rischio di una “invasione di campo” del CSO rispetto ai compiti delle ASO che potrebbe portare ad incorrere nel reato di esercizio abusivo della professione

Nor. Mac.

Già dopo l’annuncio dello scorso anno di ANDI dell’istituzione all’interno del Contratto di lavoro sottoscritto da COFPROFESSIONI, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS della nuova figura professionale del “Collaboratore di Settore Odontoiatrico” (CSO), il Sindacato delle Assistenti Studio Odontoiatrico (SIASO) aveva espresso i propri dubbi sulla nuova figura fino ad ipotizzare la possibilità che si configurasse il reato di esercizio abusivo della professione per le lavoratrici inquadrate come CSO, ed il concorso nel reato connesso per i datori di lavoro che avrebbero inquadrato le lavoratici con questa qualifica, facendole di fatto svolgere attività tipiche e riservate alle ASO. 

Ora il SIASO passa ai fatti e porta le “criticità” del CSO sul tavolo del NAS di Milano e ai Carabinieri per la tutela del lavoro di Milano, attraverso una lettera in cui evidenza il “rischio di una ‘invasione di campo’ da parte del CSO nelle mansioni che sono proprie ed esclusive dell’ASO con il rischio, dunque, di incorrere nell’esercizio abusivo della professione di cui all’articolo 348 c.p. poiché l’ASO oggi è una figura professionale il cui esercizio è riservato esclusivamente ai soggetti titolari della specifica abilitazione di cui al DPCM 9 febbraio 2018”.

Nella nota il SIASO ricorda come, nel febbraio 2018, il DPCM istituisce la figura professionale dell’ASO come “l’operatore in possesso dell’Attestato conseguito a seguito della frequenza di specifico corso di formazione, fatti salvi i casi previsti dal successivo art. 11 del presente Accordo, che svolge attività finalizzate all’assistenza dell’odontoiatra e dei professionisti sanitari del settore durante la prestazione clinica, alla predisposizione dell’ambiente e dello strumentario, all’accoglimento dei clienti ed alla gestione della segreteria e dei rapporti con i fornitori, cosi come specificato nell’allegato 1 del presente Accordo”. 

SIASO che definisce “singolare” il fatto che 8 mesi dopo l’entrata in vigore del DCPM le parti sociali che hanno sottoscritto l’Accordo sul personale del settore odontoiatrico (CONFPROFESSIONI, FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS) hanno istituito la figura del CSO definendola come “Collaboratore di settore odontoiatrico che sotto la responsabilità e le direttive dell’odontoiatra svolge funzioni di supporto alle attività tipiche e caratteristiche del medesimo”. SIASO che nella nota informa come attraverso una circolare, ANDI indica il CSO come “una nuova figura che non si sovrappone, ma si affianca all’ASO”. 

“E’ singolare -continua SIASO- come l’ANDI nella stessa circolare dichiara apertamente di aver svolto pressioni su CONFPROFESSIONI per addivenire alla firma dell’accordo e afferma che i CSO “possono già svolgere qualsiasi funzione di supporto all’attività professionale” e “a sostegno dello svolgimento di attività cliniche ed extracliniche dell’Odontoiatra”. “Ma l’attività di assistenza all’Odontoiatra e ai professionisti del settore durante le prestazioni proprie dell’Odontoiatra -scrive il SIASO- è di competenza esclusiva dell’ASO, come da riserva di legge di cui al DPCM 9 febbraio 2018”.

Sindacato delle Aso che rileva, anche, come nonostante dopo 60 giorni dalla ratifica dell’Accordo “avrebbero dovuti essere definiti” i contenuti della formazione e le specifiche attività della figura di CSO “ad oggi sussiste un assoluto silenzio da parte dei soggetti firmatari dell’accordo sociale tale per cui tale figura è una “scatola vuota priva di alcun contenuto in quanto ad oggi non si conoscono né la formazione né le specifiche attività che tale nuova figura potrà porre in essere all’interno di uno studio odontoiatrico”.

Sulla questione il SIASO aveva diffidato i firmatari dell’Accordo al fine di “sollecitare una formale comunicazione in merito ai contenuti della formazione e alle specifiche attività della figura di CSO”.SIASO si dice preoccupata che “alcuni studi odontoiatrici abbiano assunto la figura di CSO, visto che ad oggi non si conoscono né i contenuti della formazione del CSO né le attività che tale nuova figura potrà porre in essere all’interno di uno studio odontoiatrico”.

Sindacato che esterna ai Comandi dell’Arma interessati, la preoccupazione per delle circolari di alcuni Dipartimenti regionali ANDI (nella nota cita il Veneto) in cui verrebbe indicato che “le mansioni descritte nel DPCM non sono di competenza esclusiva dell’ASO”.Per SIASO, invece, “è indiscusso che le funzioni di supporto alle attività tipiche dell’odontoiatra sono proprie ed esclusive della figura professionale dell’ASO, come da riserva di legge di cui al DPCM” ed ad oggi “non si conoscono né i contenuti della formazione né le attività che il CSO potrà porre in concreto all’interno di uno studio odontoiatrico”.

Anche per questi motivi il SIASO paventa ai Comandi dei Carabinieri interessati dalla nota, il rischio “di una ‘invasione di campo’ da parte del CSO nelle mansioni che sono proprie ed esclusive dell’ASO con il rischio, dunque, di incorrere nell’esercizio abusivo della professione di cui all’articolo 348 c.p.”. 



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