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15 Dicembre 2006

Tra bilanci, business plan e controlli di gestione

di A. Telara


Uno studio odontoiatrico come un’azienda, con l’odontoiatra nella duplice veste di operatore sanitario e di imprenditore. E’ un’immagine che a molti sembra ancora un po’ “blasfema, ma, che piaccia o no, la libera professione non è un’opera di beneficenza. Gli studi odontoiatrici sono infatti sottoposti a un insieme di vincoli legislativi e tributari che, di fatto, li assimilano spesso al mondo delle aziende. E allora è bene analizzare da vicino gli strumenti per la gestione dello studio, che, se è vero che ci si può affidare completamente all’esperienza di un dottore commercialista, il titolare dello studio ha comunque il diritto, e forse anche il dovere, di mettere di fatto l’ultima parola.

Il bilancio
Il bilancio è senz’altro il principale strumento contabile con cui hanno a che fare i titolari di uno studio odontoiatrico. Il bilancio annuale, frutto di un continuo lavoro di contabilità analitica, che prende in esame le entrate (per esempio le fatture e gli incassi delle prestazioni), le uscite (per esempio i pagamenti ai fornitori o le paghe dei dipendenti) e anche le variazioni subite dal patrimonio dello studio (eventuali ampliamenti o la dismissione di cespiti). Il bilancio è un documento complesso per un odontoiatra, che ovviamente necessita dell’ausilio di un esperto.

L’intervento di un consulente, oltre che per la redazione del bilancio, si rende ancor più necessario per le tre procedure descritte qui di seguito: l’elaborazione del business plan, quella del budget e il controllo di gestione

Il business plan
Il business plan è un documento ormai molto in voga tra le aziende, soprattutto per quelle di nuova costituzione. Un’impresa che nasce (e vuole crescere in futuro) necessità di una pianificazione di tutti gli aspetti fondamentali delle sue attività: gli investimenti che ha intenzione di mettere in cantiere e le relative spese, il numero dei dipendenti o dei collaboratori di cui intende dotarsi, senza dimenticare, naturalmente, il fatturato che intende realizzare nei vari esercizi. In genere, il business plan copre un arco temporale abbastanza ampio, che va da 3 a 5 anni. è un documento che si basa su dati stimati, che devono però avere una certa attendibilità e, soprattutto,essere coerenti tra loro.

Il budget finanziario
Il budget finanziario è un documento che le imprese predispongono per gestire al meglio i propri flussi di denaro ed evitare dunque di trovarsi di fronte a crisi di liquidità (per esempio la mancanza di risorse nel caso di qualche spesa imprevista) oppure per evitare di trovarsi di fronte a costi inattesi. Anche per uno studio odontoiatrico il budget finanziario può essere uno strumento molto utile: spesso, infatti, un professionista si trova di fronte per esempio dei ritardi nei pagamenti da parte degli assistiti, che rendono difficile fronteggiare spese periodiche che non possono invece essere ritardate (per esempio il pagamento delle bollette o i versamenti fiscali).

Il controllo della gestione
Più che un vero e proprio documento, il controllo della gestione è, all’interno delle imprese, un insieme di pratiche per verificare che tutte le aree aziendali operino secondo le finalità della gestione caratteristica. In pratica, esistono delle procedure di controllo ben precise, che scattano automaticamente a intervalli regolari, tenendo come punto di riferimento le previsioni sulle entrate e sulle uscite stabilite nel budget finanziario o nel business plan. Per uno studio odontoiatrico non è facile dotarsi di un sistema di controllo della gestione efficiente. E’ consigliabile che l’odontoiatra affidi a un consulente di fiducia il compito di monitorare a intervalli regolari (per esempio ogni due o tre mesi) tutti i costi dello studio (come le paghe del personale, le spese per l’affitto dei locali, oppure i costi delle bollette), in modo da evidenziare eventuali “scostamenti” rispetto agli obiettivi prefissati e indicare le possibili soluzioni per correre ai ripari.


GdO 2006; 1

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