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18 Febbraio 2008

Conti correnti per camici bianchi

di Andrea Telara


Secondo le associazioni dei consumatori, i conti correnti italiani sono i più cari al mondo e costano in media circa 500 euro all'anno. Secondo l'Abi, l'associazione che riunisce le maggiori banche attive del nostro paese, le tariffe sarebbero allineate con gli standard europei e non superando i 60-70 euro 12 mesi.
Quale sia la verità ha poca importanza.
Tassi attivi e passivi, spese per i bonifici o per il pagamento delle bollette sono soltanto alcune delle voci di costo da ponderare attentamente sul piatto della bilancia, in una sorta di giungla tariffaria che caratterizza il mercato italiano. 
A partire dallo scorso anno, complice l'entrata in vigore del primo decreto Bersani approvato nell'estate del 2006, i professionisti sono obbligati alla tenuta di un conto corrente bancario dedicato all'esercizio della loro attività. Incassi e pagamenti, versamenti delle tasse e altri balzelli burocratici o amministrativi devono dunque transitare per forza di cose su uno specifico conto aziendale o professionale, completamente separato dai depositi di proprietà del professionista. Il tutto, si dice, allo scopo di rendere più trasparenti agli occhi del fisco i redditi percepiti dai lavoratori autonomi. Gestire un conto corrente in più comporta per i lavoratori autonomi dei costi non indifferenti.
Per il personale sanitario iscritto all'Enpam esiste però una soluzione per risparmiare. L'istituto pensionistico dei "camici bianchi" ha infatti stipulato a favore dei propri iscritti una convenzione con quattro importanti istituti di credito (IntesaSanPaolo, Monte dei Paschi di Siena, BnlBnpParibas e la Banca Popolare di Sondrio, che permettono ai medici e agli odontoiatri di accedere ai servizi bancari a condizioni abbastanza vantaggiose).

Le condizioni più vantaggiose si trovano senza dubbio sul fronte dei tassi, cioè nella percentuale di interessi che le banche applicano sul saldo medio registrato in ogni conto corrente. Chi ha il deposito "in rosso" paga infatti alla banca, ogni anno, una quota di interessi passivi, quale corrispettivo per poter beneficiare di una linea di credito. Per contro, chi invece dispone di una giacenza positiva, riceve ovviamente dalla banca degli interessi attivi. 
Il tasso applicato per remunerare la liquidità in deposito sui conti dell'Enpam si aggira in genere sul 3 per cento lordo annuo. Non è tantissimo, ma senz'altro molto di più di quanto offrono i depositi bancari tradizionali. I tassi per gli odontoiatri sono dunque a buon mercato. Peccato, però, che anche chi aderisce ai servizi convenzionati con l'Enpam debba mettere in conto il peso del fisco.
Sugli interessi attivi di ogni deposito, infatti, la percentuale di tasse trattenute ogni 12 mesi dallo Stato è piuttosto elevata, per la precisione ammonta al 27 per cento. Risultato: un tasso d'interesse lordo del 3 per cento, si riduce a poco meno del 2,2 per cento al netto del prelievo fiscale. Ben più elevata, invece, è la percentuale dei tassi applicati sullo scoperto di conto. I depositi dell'Enpam prevedono infatti una quota di interessi passivi sul "saldo in rosso" che varia in genere tra il 7,25 per cento e l'8,6 per cento.

I correntisti convenzionati con l'Enpam devono tenere a mente che i tassi sopra esposti sono indicizzati al costo del denaro ufficiale stabilito dalla Banca centrale europea (Bce).

I conti convenzionati con l'Enpam funzionano in genere con la formula a pacchetto: prevedono cioè il pagamento di un canone periodico e consentono al correntista di svolgere un numero illimitato di operazioni. 
I bonfici in genere non sono gratuiti ma costano oltre 2 euro ciascuno se vengono effettuati allo sportello. Se invece i clienti utilizzano soltanto il canale internet la tariffa si azzera o si riduce ad appena 1-1,5 euro per ogni bonifico.
Un'altra categoria di costi da non trascurare è rappresentata dalle spese per le carte di pagamento elettroniche: la gratuità dei prelievi riguarda in realtà soltanto gli sportelli elettronici che fanno parte del circuito della banca.

 
 

GdO 2008; 2

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