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30 Giugno 2009

Quando l'accertamento fiscale tocca lo studio odontoiatrico

di Giorgio Brunero, Alessandro Terzuolo, Umberto Terzuolo


I primi mesi dell'anno in corso hanno visto l'Agenzia delle Entrate in prima linea nell'introduzione di nuovi strumenti e modalità di accertamento del reddito dei contribuenti. Le novità introdotte, o in fase di introduzione, puntano in generale a ridurre al minimo le "sacche" di evasione fiscale, pur considerando le pesanti difficoltà dovute alla crisi economica.
L'amministrazione finanziaria si è infatti dimostrata disponibile ad adeguare alcuni coefficienti degli studi di settore alla comprensibile riduzione dei ricavi in conseguenza della difficile situazione economica. Tuttavia, gli "sconti" in programma renderanno meno severi unicamente i coefficienti degli studi di settore, senza per questo far sì che i controlli sulla veridicità dei dati inseriti siano meno rigorosi.
Anzi, proprio questa disponibilità da parte dell'Agenzia delle Entrate a tener conto dei minori redditi dichiarati dai contribuenti a causa della crisi avrà come diretta conseguenza una maggiore severità e attenzione nell'effettuazione dei controlli.

L'obiettivo di controlli più efficaci e mirati è perseguito attraverso l'unione di tre nuove strategie di accertamento.
1. Maggiore coinvolgimento degli enti locali (in particolare dei comuni) nell'attività di verifica in virtù della più spiccata conoscenza del territorio.
Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale, la partecipazione di tutti quei comuni che avranno contribuito all'accertamento fiscale sarà incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 30% delle maggiori somme relative a tributi statali (Irpef, Ires, Irap, Iva, Registro) riscossi a titolo definitivo.
Con riferimento agli anni di imposta 2004-2005 e successivi, i comuni potranno:
• partecipare in maniera attiva alla fase di accertamento;
• segnalare all'Agenzia delle Entrate comportamenti palesemente elusivi/evasivi (c.d. segnalazioni "qualificate");
• semplicemente fornire informazioni utili in loro possesso.
Particolare attenzione è riposta verso le locazioni attive (affitti) non regolarmente dichiarate, nonché verso le violazioni in materia di diritto del lavoro.

2. L'utilizzo di nuove banche dati e strumenti (quali, per esempio, il c.d. redditometro), recentemente revisionati, atti a "incrociare" numerose informazioni relative a ciascun contribuente.
Sono potenziate le procedure di controllo che tengono conto di diversi "indicatori di ricchezza", come il Cete (Controllo economico del territorio), un applicativo informatico che permette di raccogliere informazioni sui beni di lusso posseduti dai contribuenti e che consente di confrontarle con le relative dichiarazioni dei redditi.
Tra le banche dati di possibile utilizzo da parte dell'Agenzia delle Entrate vanno menzionate quelle relative alle proprietà immobiliari e ai loro trasferimenti (anche a non residenti) e quelle relative ai passaggi di proprietà di autoveicoli.

3. L'utilizzo congiunto degli studi di settore e del redditometro.
Una novità rilevante è costituita dall'utilizzo combinato dei dati ricavati con il redditometro nei casi di non congruità con gli studi di settore.
In sostanza, qualora l'Agenzia delle Entrate riscontri anomalie avrà maggiori argomentazioni per dimostrare la presunta esistenza di redditi non dichiarati.
"L'incrocio" di strumenti di accertamento induttivo, quali studi di settore e redditometro, oltre a segnalare situazioni di potenziale occultamento di reddito imponibile, avrà come ulteriore effetto il rendere molto più ardua la difesa per il contribuente in sede di contenzioso tributario (processo tributario).

Tenuto conto di quanto fin qui detto, le situazioni a maggior rischio di verifica fiscale possono essere sintetizzate come segue:
• imprenditori e professionisti che, pur svolgendo in maniera continuativa un'attività d'impresa o professionale, sono privi di partita Iva;
• persone fisiche che risultino proprietarie di unità immobiliari, diverse da abitazioni principali, non indicate nelle dichiarazioni dei redditi;
• persone fisiche che risultino avere disponibilità di beni indicativi di capacità contributiva (peraltro rilevanti anche ai fini del redditometro), senza tuttavia godere di un livello di reddito adeguato. In sostanza le persone fisiche che:
? detengano autoveicoli, campers, motocicli con cilindrata superiore a 250cc, roulottes;
? siano proprietarie o titolari di altro diritto reale o detengano a titolo gratuito residenze principali o secondarie, anche ubicate all'estero e anche in multiproprietà;
? abbiano assunto o usufruiscano di collaboratori familiari a tempo pieno, conviventi o a tempo parziale non conviventi;
? abbiano effettuato pagamenti di premi per coperture assicurative di ogni tipo (es.: assicurazione vita, assicurazione sanitaria ecc).
? siano proprietarie di imbarcazioni e navi da diporto.


Dottor Giorgio Brunero
Dottor Alessandro Terzuolo
Dottor Umberto Terzuolo
Studio Terzuolo & Brunero Associati - Torino
www.studioterzuolobrunero.it

 
 

GdO 2009; 9

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