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27 Aprile 2023

Odontoiatri e medicina estetica, si punta ad una formazione specifica

Lo chiede al Governo una Mozione di FI e Lega, sostenuta da ANDI e SIMEO, per attivare un precorso di formazione specifico, necessario per poter praticare la medicina estetica nei propri ambiti professionali


Consentire che la pratica della medicina estatica sia riservata a soggetti in possesso di specifiche competenze e di titoli di studio certificati e registrati in registri territoriali come medici estetici o odontoiatri estetici. E’ questo il fine della Mozione presentata ieri alla Camera dei Deputati dall’On. Annarita Patriarca (FI), prima firmataria, e sottoscritta da esponenti di FdI e Lega. 

La Mozione, se approvata, impegna il Governo “ad adottare le iniziative di competenza volte a prevedere, in accordo con le Università, e con gli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri e le Società scientifiche accreditate presso il Ministero della salute, l'individuazione di percorsi di formazione e di corsi di aggiornamento specialistici post laurea per i laureati in medicina e chirurgia e/o in odontoiatria e protesi dentaria, per gli ambiti di rispettiva competenza, che possono svolgersi nell'ambito delle scuole di specializzazione in chirurgia plastica e dermatologia o mediante la frequenza di master universitario di II livello in medicina estetica, nonché di corsi di aggiornamento nell'ambito di programmi di formazione continua in medicina (Ecm) organizzati dagli ordini professionali o dalle società scientifiche accreditate”. 

Mozione che impegnerebbe il Governo anche ad “adottare le iniziative di competenza volte a prevedere l'istituzione di registri territoriali dei medici estetici e degli odontoiatri estetici, associati ai rispettivi albi professionali tenuti presso gli ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri, e di un correlato registro unico nazionale che ne raccoglie i dati, tenuto presso la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri; per la permanenza nel quale deve essere prodotta attestazione della partecipazione con cadenza almeno triennale, a corsi di aggiornamento su diagnostica, clinica e terapia in medicina estetica, organizzati e certificati dall'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri o dalle società scientifiche accreditate”. 

Il provvedimento è sostenuto anche da ANDI e SIMEO i cui rispettivi presidenti, hanno preso parte alla conferenza stampa di presentazione tenutasi ieri presso la Camera dei Deputati. 

La presenza della Odontoiatria nel testo della mozione per le specifiche competenze di questa branca nell’ambito della medicina estetica –si legge in una nota sul sito di ANDI- è il frutto del percorso di “sistema” che le forze politiche di maggioranza hanno stabilito di seguire per ottenere il più ampio consenso sulla mozione, coinvolgendo CAO nazionale e ANDI in un confronto utile al perfezionamento del contenuto di essa”. “Ciò ha consentito –continua la nota- di porre in essere l’indispensabile coinvolgimento della professione odontoiatrica in un ambito che a tutti gli effetti le compete”.  

Una richiesta di un provvedimento a protezione dei cittadini quanto mai opportuno – dice il presidente ANDI Carlo Ghirlanda – e frutto di un approccio di lavoro che rappresenta una concreta volontà positiva di confronto fra decisori e le principali rappresentanze delle professioni mediche e odontoiatrica, chiamate ad intervenire per un contributo di conoscenza ed esperienza, ciascuno per le proprie competenze”. 

Quella della creazione di un percorso formativo specifico anche per gli odontoiatri era stato auspicato dal Consiglio Superiore della Sanità nel 2019 nel parere reso al Ministero della Salute proprio sulle competenze dell’odontoiatra in tema di medicina estetica.
CSS che nel documento aveva espresso parere favorevole sulla liceità delle terapie con finalità estetica, da parte dell'odontoiatra, solo dove queste siano destinate, ai sensi della legge 24 luglio 1985, n. 409, alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti- dove per "relativi tessuti" si intendono le zone perilabiali e dei mascellari inferiore e superiore, fino all'area sottozigomatica- e solo ove contemplate in un protocollo di cura odontoiatrica ampio e completo proposto al paziente, tale da rendere la cura estetica "correlata", e non esclusiva, all’intero iter terapeutico odontoiatrico proposto al paziente medesimo. Le terapie attuate non potranno, tuttavia, essere eseguite con l'impiego di dispositivi medici e farmaci immessi in commercio per finalità terapeutiche diverse dalla cura di zone anatomiche che sfuggono alle previsioni del!' art. 2 della legge 409/85”.  

A questo link il testo della Mozione.

A questo link il video integrale della conferenza stampa.


 
 

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