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14 Luglio 2025

Il concetto di bellezza del volto e le cause degli inestetismi

Ne parliamo con Michele Cassetta, autore, insieme a Vincenzo Ippolito, del libro EDRA: Medicina Estetica Odontoiatrica - Manuale operativo nell'esecuzione dei piani di trattamento del volto e del sorriso


Cassetta

Il concetto di bellezza del volto è intrinsecamente soggettivo. Michele Cassetta, autore, insieme a Vincenzo Ippolito, del libro “Medicina Estetica Odontoiatrica - Manuale operativo nell'esecuzione dei piani di trattamento del volto e del sorriso” (Edizioni EDRA), dedica al tema un capitolo e lo definisce "la qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all'anima".

Questa percezione, scrive Cassetta, può essere sia "verso il sé, quando la persona percepisce l'estetica del proprio volto", sia "sociale, quando gli altri, da osservatori, percepiscono l'estetica del volto della persona osservata". È fondamentale, quindi, comprendere che la bellezza non è determinata da canoni standard universali, poiché esistono significative differenze individuali che rendono la diversità un criterio da considerare in qualsiasi piano terapeutico.

Fattori che influenzano la bellezza del volto

Diversi i fattori indicati dal dott. Cassetta che contribuiscono alla percezione della bellezza del volto, e “ciascuno richiede un'attenta considerazione da parte del clinico”:

Etnia: Esistono differenze legate all'etnia che stabiliscono forme e proporzioni specifiche delle componenti del volto, che il clinico deve conoscere e integrare nel piano terapeutico per tutelare l'identità del paziente.

Genere: La bellezza è caratterizzata da differenze di genere, che si manifestano nella cute e nelle strutture anatomiche sottostanti. Queste differenze riguardano aspetti come la fronte, le labbra, il mento e la jawline, e possono essere influenzate anche dalle mode del momento storico. Le peculiarità tra maschio e femmina si mantengono anche con l'invecchiamento.

Età Anagrafica (Age-Related): La bellezza è correlata all'età anagrafica. È essenziale che i pazienti comprendano che un "bel sessantenne sarà un bel sessantenne e mai un bel giovanotto'".

Armonia: La bellezza del volto è indubbiamente legata alla presenza di armonia. Elementi che compromettono l'armonia diminuiscono il valore estetico del volto.

Proporzioni Auree: Storicamente, gli uomini hanno cercato forme e misure ideali. Già 3.000 anni fa, gli Egizi studiarono le proporzioni medie del corpo umano, e successivamente Leonardo Fibonacci identificò la proporzione aurea (1,618) come un numero irrazionale ripetibile in ogni essere vivente in armonia, applicabile anche all'architettura, al mondo vegetale, animale e alle arti. Oggi, le proporzioni auree sono considerate il "primo step per un approccio mirato a un'estetica ottimale del paziente".

L'obiettivo terapeutico, ricorda Cassetta, è "proporre e attuare un piano terapeutico che tenga conto delle proporzioni ideali del volto dell'individuo alla nostra osservazione, e che mantenga i propri effetti e risultati nell'ambito dei valori antropometrici previsti in quanto a età e sesso nel rispetto delle proporzioni rilevate, o che porti il paziente verso quelle proporzioni, senza ignorarle né stravolgerle".


Le cause degli inestetismi del volto

Altro tema trattato nel capito dedicato al concetto di bellezza del volto è quello degli inestetismi. Un inestetismo che Michele Cassetta cataloga come "difetto estetico". “Può essere una manifestazione esteriore visibile che causa disagio alla persona che ne è portatrice, anche se per un osservatore esterno potrebbe essere trascurabile.

La ricerca di una correzione è spesso motivata dall'importanza che l'individuo attribuisce all'inestetismo stesso”. Gli inestetismi possono essere distinti in due categorie principali:

Inestetismi legati all'invecchiamento: Questi includono rughe, alterazioni della texture cutanea, accentuazione della piega naso-labiale, rughe glabellari, dislocazione del tessuto adiposo del volto, cedimenti cutanei, accentuazione della jawline, alterazioni cutanee (come lentigo senili e solari), adiposità localizzate sottomentali (doppio mento) e piccole teleangectasie e angiomi. Le cause sono principalmente la "significativa perdita di volume dell'adipe del terzo inferiore del volto; dislocazione dei cuscinetti adiposi del volto" e il chronoaging e photoaging.

Inestetismi non legati all'invecchiamento: In questa categoria rientrano gli inestetismi costituzionali (come labbra sottili, rughe glabellari, irsutismo), che possono essere dovuti a una "eccessiva presenza di androgeni o eccessiva sensibilità all'azione degli ormoni androgeni".

Altri inestetismi possono essere correlati a problematiche dermatologiche (es. acne, psoriasi, vitiligine) o essere esiti di traumi o interventi chirurgici. Esistono anche inestetismi di natura odontoiatrica, quali il gummy smile o problematiche occlusali e dentali.


Considerazioni cliniche

È cruciale, evidenza il dott. Cassetta, che il clinico valuti attentamente la predisposizione del paziente a un disconoscimento della propria identità, come nel caso della "dismorfofobia", un "disturbo dell'individuo che riferisce un dismorfismo corporeo non reale".

Questa è una problematica psichiatrica che condiziona la quotidianità del paziente e limita fortemente l'approccio medico-estetico, ricorda Cassetta. In questi casi, sottolinea, è "fortemente sconsigliato ai professionisti medici, odontoiatri e medici chirurghi, di intervenire sull'estetica del volto e del sorriso con piani di trattamento che possano costituire un innesco sufficiente, se non determinante, per procurare un peggioramento della patologia di base".

Inoltre, il professionista deve prestare attenzione a possibili disturbi del comportamento alimentare (DCA) che sottendono "rilevanti disturbi della percezione della propria immagine". È "fortemente consigliato che gli operatori intervengano con piani di trattamento mirati solo su pazienti capaci di intendere e di volere e senza alcuna problematica psichiatrica legata alla percezione del 'sé' e al riconoscimento o disconoscimento della propria identità personale e del proprio corpo".

Nonostante il disagio causato dagli inestetismi, ricorda Cassetta, "esistono diverse metodiche medico-estetiche affidabili e utilizzabili per migliorare in modo naturale l'aspetto del proprio volto". Dispositivi medici come i filler di acido ialuronico, le anatossine botuliniche e i fili di idratazione/biostimolazione e di trazione possono assicurare "risultati sorprendenti". Tuttavia, è importante sottolineare ai pazienti la necessità di iniziare le attività medico-estetiche di prevenzione e ripristino il più precocemente possibile, poiché "inestetismi di qualsiasi tipologia, consolidati nel tempo, difficilmente possono essere risolti".

Il paziente deve valutare con il team medico-estetico le opzioni di trattamento disponibili per determinare il piano più adatto.        


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