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18 Luglio 2025

Registro dei medici estetici. Per AIO escludere gli odontoiatri è sbagliato ma non cambia molto

Migliano (AIO): una questione da affrontare ai tavoli istituzionali, non necessariamente i requisiti per l’iscrizione dovranno essere identici per laureati in Medicina ed Odontoiatria. Savini, la formazione per gli odontoiatri non deve essere post laurea ma durante il corso di laurea


Savini Migliano

Nei giorni scorsi, Odontoiatria33 ha informato che nel pacchetto di emendamenti presentati dalla maggioranza di governo al Decreto Prestazioni sanitarie, due riguardano la medicina estetica prevedendo l’istituzione di un registro, tenuto dagli Ordini, ai quali si potranno iscrivere solo i laureati in medicina che frequentano master e corsi universitari specifici. A questo link il nostro approfondimento.

Nell’articolo, sottolineavamo come l’aver escluso (non sappiamo se per dimenticanza o per volontà) i laureati in odontoiatria, abilitati per legge alla medicina estetica limitata al terzo superiore, terzo medio e terzo inferiore del viso, nella pratica non cambierebbe nulla se non delegittimare, solo formalmente, gli odontoiatri rispetto ai medici verso i pazienti. Visto che l’obiettivo dichiarato della creazione del registro è quello di “certificare” i professionisti che si sono formati per esercitare la medicina estatica. 

Verso alcuni degli altri emendamenti presentati in Commissione da esponenti della maggioranza (non quelli sulla medicina estetica), si sono dichiarati contrari sindacati medici e i rappresentanti delle professioni sanitarie, dando un segnale che molti di quelli presentati saranno probabilmente respinti. Nel settore odontoiatrico, per ora, è AIO a prendere posizione (mentre vi scriviamo è l’unico sindacato ad essere intervenuto sul tema), e lo fa in maniera critica, ma non troppo. 

Non ci piace non essere citati negli emendamenti -dice il segretario AIO Danilo Savini in una nota sul sito dell’Associazione-, ma vanno dette due cose: primo, i registri ordinistici, pur tutelando i pazienti, non sono da considerarsi abilitanti; secondo, più che dei registri per quanto ci riguarda il legislatore dovrebbe occuparsi di inserire negli emendamenti che nel nostro corso di laurea, in quanto abilitante, tra l’altro, all’esercizio di una professione ‘estetica’ di per sé, vanno insegnate le ‘tecniche e procedure estetiche del volto”. 

Al momento, sottolineano da AIO, “in Parlamento si è fatto un passo indietro. Dopo che due anni fa il decreto legge Bollette ha autorizzato i laureati in odontoiatria ad effettuare interventi estetici, ora il legislatore -nel Decreto Prestazioni sanitarie in discussione in Commissione Affari sociali alla Camera – valuta due emendamenti di maggioranza che per questi interventi considerano i soli medici”.

Per Giovanni Migliano presidente AIO Lazio e membro della Commissione Albo dell’Ordine capitolino, “registri di Medici ed Odontoiatri autorizzati ad effettuare interventi estetici oggi servono a tutelare i pazienti dopo che il vuoto normativo in questi anni ha portato a situazioni pericolose, interventi svolti in condizioni non idonee, come quelli ipotizzati dopo i tragici recenti casi di cronaca. Ma in prospettiva questa materia va fatta oggetto di revisioni da affrontare ai tavoli istituzionali, partendo dai requisiti per l’iscrizione ai registri, non necessariamente identici per laureati in Medicina ed Odontoiatria”.  

Per il segretario sindacale AIO Danilo Savini, “al momento appare sbagliato che negli emendamenti non si parli di odontoiatri. Se ci inseriscono, serve però una correzione: dove è scritto che per autorizzare i laureati in Medicina agli interventi estetici serve un registro al quale ci si iscrive dopo aver seguito dei corsi di formazione specifica, bisogna prevedere che le tecniche e procedure estetiche del volto diventino materie del Corso di laurea in Odontoiatria in tutti gli atenei italiani dove questo corso c’è. Già perché la nostra laurea è specialistica e abilitante. Lo prevede il decreto Bollette 34, tant’è vero che uno stesso articolo ci abilita agli interventi estetici e ci consente di entrare nelle liste degli specialisti del SSN. Per noi non servono specializzazioni successive alla laurea: sarebbero sub-specializzazioni e non le vogliamo, tanto più che stiamo parlando di ‘skills’ inseribili nei sei anni del nostro ‘pre-laurea’, e poi esercitabili da tutti noi. Dalle gengive alle faccette al colore il passaggio alle labbra e ai filler non è un salto concettuale ma una conseguenza naturale. Al contrario, il registro serve al laureato in medicina la cui laurea si accinge a non essere più abilitante e in genere richiede il possesso di una specializzazione post-laurea: non più solo in anestesia/rianimazione e radiologia ma ormai dappertutto, anche fuori degli ambiti del Servizio sanitario nazionale. La nostra posizione è dunque che per la Medicina estetica servono i registri (non necessariamente abilitanti), per l’Odontoiatria estetica oggi sì, presto non più”.  


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