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24 Aprile 2012

Una guida per gestire i pagamenti della clientela

Investire nello studio

di Andrea Telara


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Gestire bene i pagamenti della clientela e investire per accrescere le attività dello studio. Sono buone pratiche quotidiane per qualsiasi odontoiatra italiano ma che, purtroppo, oggi diventano sempre più difficili, con la crisi economica che sembra ancora  lontana dal capolinea. Lo sa bene chi ha letto i risultati dell'ultima indagine annuale pubblicata dall'Andi (l'Associazione Nazionale dei Dentisti Italiani) e riportata anche nei precedenti numeri di Gdo: secondo le statistiche, infatti, il 45% degli odontoiatri oggi dichiara di aver subito un calo del giro d'affari, mentre più del 40% dei giovani dentisti riesce ad aprire un proprio studio professionale non prima di 5 anni dall'inizio dell'attività o dal conseguimento della laurea. Eppure, nonostante i problemi legati alla recessione economica, oltre il 64% degli odontoiatri di tutta la Penisola si dichiara ancora disponibile a fare investimenti in impianti, attrezzature e risorse umane (cioè in nuovi dipendenti o collaboratori) per accrescere il proprio fatturato.
Facile a dirsi, molto più difficile è passare invece dalle parole ai fatti.  Se un dentista ha a disposizione un bel "gruzzoletto" che gli consente di affrontare le spese straordinarie, ovviamente non può scartare l'idea di pagare in contanti, almeno in parte, le nuove attrezzature che intende acquistare, senza correre il rischio di indebitarsi troppo.  Peccato, però, che non molte persone oggi possano permettersi questo lusso.
Inoltre,  per fare investimenti occorrono spesso molti soldi, che  soltanto il sistema bancario è in grado di fornire alle piccole imprese e ai professionisti. Scegliere il finanziamento giusto è dunque una tappa obbligata per tutti i lavoratori autonomi italiani (odontoiatri compresi). Come possono riuscirci?
Su questo fronte, i prodotti creditizi a disposizione dei dentisti sono davvero molti: dal prestito personale senza garanzie, all'apertura di credito sul conto corrente. Un po' meno utilizzati sono invece altri strumenti di finanziamento come l'anticipo delle fatture o il factoring, attraverso  cui un'azienda o un lavoratore autonomo cede alla banca i propri crediti vantati verso i clienti e riceve in cambio una somma di denaro liquido (si vedano le tabelle in pagina).

I prodotti per i liberi professionisti
Per l'acquisto di beni durevoli, invece, i due prodotti più gettonati tra i liberi professionisti sono senza dubbio il mutuo o il leasing. Il primo, come è ben noto, viene utilizzato di solito per l'acquisto di immobili, cioè di case, terreni e fabbricati. Il leasing, invece, serve di solito per avere la disponibilità di un bene strumentale all'esercizio della professione (per esempio un'automobile o un macchinario), benché questa forma di finanziamento esista anche nel settore immobiliare (si vedano  ancora  le tabelle in pagina).
La scelta di un prodotto creditizio, com'è ovvio, dipende innanzitutto dai tassi d'interesse applicati dalle banche e dalle finanziarie che erogano i soldi. Per capire se un contratto di mutuo o di leasing sono poco o molto costosi,  è bene tenere come bussola i tassi medi di mercato registrati ogni trimestre dalla Banca d'Italia (si vedano ancora le tabelle in pagina). Se il tasso di un prodotto supera abbondantemente la media, è bene  declinare l'offerta della banca e rivolgersi altrove.
Oggi, per esempio, la quota di interessi media che grava sui finanziamenti in leasing venduti nel nostro paese è compresa tra il 6,8 e il 9,3% su base annua (a seconda della tipologia di bene acquistato). Molto più contenuti sono invece i tassi dei mutui immobiliari che, tuttavia, costano meno rispetto agli altri prodotti creditizi per una ragione fondamentale: di solito, la banca chiede al mutuatario di offrire una garanzia maggiore (rappresentata dall'ipoteca sul fabbricato).

I tassi bancari
Abbastanza alti sono invece i tassi che gli istituti bancari richiedono ai clienti quando concedono uno scoperto di conto corrente: tra il 9,5 e il 10,8% circa, a seconda dell'importo del fido concesso. Va detto, però, che questa apertura di credito è spesso priva di garanzie: proprio per tale ragione, i costi dello scoperto di conto sono più elevati.
I dentisti che vogliono indebitarsi, hanno a disposizione anche alcune offerte agevolate di prodotti creditizi (mutui prestiti e, in alcuni casi, anche il leasing) offerti da alcune banche agli iscritti all'Enpam (Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri). Si tratta di 4 istituti attivi a livello nazionale come il Monte dei Paschi di Siena, IntesaSanpaolo e Bnl Gruppo Bnp Paribas oppure presenti soprattutto nel centro-nord come la Banca Popolare di Sondrio.

 
 

GdO 2012;5:4-5

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