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12 Ottobre 2007

XVII Congresso nazionale dell'Aidi

di Redazione


Marialice Boldi dal 2006 è la presidente dell’Associazione igienisti dentali italiani.
Milanese di nascita, abita sulle Alpi, ad Aosta, dove esercita la professione di igienista dentale. Si è laureata in scienze biologiche e in igiene dentale. Oggi è professoressa a contratto presso l’Università dell’Insubria a Varese nei corsi di laurea di Igiene dentale e di Odontoiatria.
E’ iscritta all’Aidi dal 1991, nel 2003 ne è stata vicepresidente e nel 2006 eletta presidente.
Con la dottoressa Marialice Boldi, cogliendo l’occasione di parlare del prossimo congresso nazionale dell’associazione, facciamo una chiacchierata sulla professione di igienista dentale.

In Italia sono 2.800 i professionisti laureati. Se le dico che l’igienista dentale in questi anni ha rafforzato il proprio ruolo all’interno del settore dentale guadagnandosi un rapporto paritetico con l’odontoiatra, nel rispetto dei ruoli, che cosa mi dice?
Voglio raccontarle un episodio: un igienista dentale si presenta a un colloquio di lavoro in uno studio dove, oltre al titolare, collaborano anche alcuni giovani odontoiatri. Dopo le solite domande e risposte il titolare specifica che l’igienista dovrà anche: rispondere al telefono, dare gli appuntamenti e lavare i ferri. Intendiamoci, nessuna di queste richieste è disdicevole o sminuente di per sé, anche se non rientra nei compiti dell’igienista dentale, tuttavia alla domanda: “lo fanno anche gli odontoiatri?” la risposta è stata: “naturalmente no”...

Le intenzioni del Governo sembrano essere quelle di istituire cinque ordini che possano regolamentare le nuove professioni sanitarie a seconda del loro ambito di competenza. Come dovrebbe essere organizzato il vostro?
L’istituzione dei cinque ordini non farebbe altro che rispettare integralmente quanto stabilito dalla legge 43/2006. All’interno degli ordini le singole professioni sarebbero organizzate in albi e, per quanto ci riguarda, essendo il numero dei professionisti limitato, ci sarebbe un solo albo a livello nazionale.
Finalmente, comunque, essendo l’iscrizione obbligatoria, potremo arrivare a censire in maniera inequivocabile gli igienisti dentali; sapere quanti siamo e quanti ne occorrerebbero.

Un albo come riconoscimento professionale, ma anche come strumento per combattere l’abusivismo.
Ancora nella maggior parte degli studi l’igiene orale viene fatta fare dagli assistenti alla poltrona; recentemente una sentenza della Corte di cassazione ha ribadito che si tratta di abuso di professione (art. 348 del c.p.), ma i controlli sono pochi, superficiali e, comunque, la pena è irrisoria.

Non pensa che l’abusivismo nel vostro settore sia determinato dal fatto che gli igienisti dentali in Italia sono ancora pochi e l’università, per via del numero programmato, laurea pochi professionisti?
Il numero chiuso è, nel nostro settore, assolutamente indispensabile in quanto è strettamente legato alle strutture disponibili.
Non dimentichiamoci che la nostra è una laurea abilitante all’esercizio della professione. Come sarebbe possibile garantire tutto ciò senza un qualificato tirocinio che può essere fatto solo avvalendosi di attrezzature altamente specifiche e che sono disponibili in numero limitato?

Aidi protagonista in Europa e nel mondo. Quale è la situazione della professione negli altri stati?
Aidi è l’unica associazione italiana di categoria accreditata sia a livello europeo sia a livello internazionale. La situazione è molto diversificata; ci sono stati, penso ai paesi del nord Europa e agli Usa, che hanno una tradizione culturale e un’attenzione direi “storiche” verso l’igiene orale. Altrove, però, la nostra professione non è neppure riconosciuta, per esempio in Francia, in Grecia. L’Italia è a metà strada. L’Aidi, da 26 anni ha portato avanti le istanze della professione e continuerà tenacemente a perseguire il fine del pieno riconoscimento professionale.

Dal 22 al 24 novembre celebrerete a Roma il vostro XVII Congresso nazionale. Quali sono i temi su cui vi confronterete?
Il tema del congresso è l’“inquadramento terapeutico del paziente parodontale” e spazierà dalle più recenti acquisizioni scientifiche in materia, alle possibilità terapeutiche più innovative, agli aspetti comportamentali e giuridici della professione.
Si svolgerà una tavola rotonda con nomi di spicco (la professoressa Laura Ströhmenger, il professor Luca Levrini, la professoressa Alessandra Majiorana, la professoressa Antonella Polimeni e il rappresentante del Ministero, il dottor Michele Nardone). Sarà trattato il tema della prevenzione, oggetto delle “Linee guida per la promozione della salute e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva”.
Infine si parlerà anche di solidarietà odontoiatrica e della missione umanitaria di Overland for smile in Romania, missione alla quale l’Aidi ha partecipato attivamente. E poi, naturalmente, non mancheranno i momenti conviviali.



 

 
 

GdO 2007; 14

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