Non solo giovani e giovanissimi ma anche adulti insospettabili: il profilo del consumatore più o meno abituale di droghe e, in particolare, di cocaina è ormai ben diverso dagli eroinomani di vent’anni fa.
Contemporaneamente sono cambiate anche le conseguenze sulla salute con la comparsa di nuove manifestazioni patologiche. Di particolare interesse per i dentisti è la frequenza sempre maggiore di lesioni delle mucose che possono arrivare a ulcerazioni tanto gravi da portare a lesioni ossee e a perforazioni.
Dalle sporadiche segnalazioni di casi clinici, che si vedevano pubblicati ogni tanto, si è passati ai 3-4 pazienti che ogni settimana si rivolgono agli specialisti, secondo la valutazione di Gilberto Ponti, chirurgo plastico e docente presso l’Università Tor Vergata di Roma.
La via di assunzione più usata è quella nasale che induce vasocostrizione locale e irritazione dei tessuti esposti dovute sia alle sostanze psicotrope sia alle sostanze aggiunte dai trafficanti. Questa droga viene anche fumata o iniettata per via endovenosa. Meno comune ma molto pericolosa è l’applicazione diretta sulle mucose orali.
Attualmente il consumatore tipo ha tra 18 e 30 anni e non si distingue per stato socio-economico o lavorativo. Oltre ai noti effetti psichici, una delle complicanze più frequenti è la necrosi ischemica della mucosa nasale, alla quale possono seguire la necrosi dell’osso e della cartilagine con perforazione del setto e del palato. L’evoluzione delle lesioni è imprevedibile, dato che la quantità di sostanza attiva e la frequenza di assunzione possono variare di molto; talvolta si arriva a questi esiti nel giro di poche settimane. A causa delle difficoltà nella deglutizione e delle modifiche nella fonazione
(comparsa di voce nasale), il paziente di solito si rivolge subito al medico.
Oltre che sulla disassuefazione al consumo di cocaina, la cura è basata sulla chiusura chirurgica che non sempre è agevole, come dice il prof Ponti: “Nelle perforazioni più piccole, può bastare l’impianto di otturatori in silicone che hanno pure la capacità di stimolare la crescita dei tessuti di riparazione. Nelle lesioni più grandi, invece, le cose si complicano notevolmente e richiedono una serie di interventi con prelievo di innesti autologhi”. Per non parlare dei casi ancora più gravi in cui vengono erose le pareti del seno mascellare o il setto nasale.
Se la cocaina viene fumata, si possono riscontrare lesioni ulcerose o esofitiche della mucosa palatina che, probabilmente, dipendono più dal fattore termico che dalla sostanza in sé. Diverse le conseguenze per chi, invece, mastica la cocaina: in tali casi la mucosa può assumere aspetto edematoso e si possono verificare erosioni dentali e lesioni gengivali. Tali effetti possono essere peggiorati dal bruxismo che spesso si riscontra in questi soggetti, e dallo squilibrio alimentare dovuto all’effetto anoressizante della droga che può portare ad alterazioni della flora orale con candiosi e cheilite angolare.
GdO 2007; 15
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