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30 Giugno 2008

L'Ordine degli Ordini a livello europeo

di Norberto Maccagno


Si è svolta a Roma, il 23 e 24 maggio, l’assemblea del Code (Conference of Orders and assimilated bodies of Dental Practitioners in Europe), l’organismo che rappresenta gli ordini e le organizzazioni simili degli odontoiatri in Europa. Grazie alla disponibilità del suo presidente, l’italiano Massimo Ferrero (nella foto), già segretario nazionale della Fnomceo, ci siamo fatti raccontare di cosa si è discusso durante la due giorni romana per cercare di capire gli ambiti di intervento della Code.
“La Code - ci spiega Ferrero - è stata istituita proprio a Roma nel 2004 e l’appuntamento di fine maggio si è rivelato interessante per la rilevanza degli argomenti trattati. I paesi aderenti sono attualmente 16 (a questa assemblea è stato tra l’altro ratificato l’ingresso di Malta e della Romania).
Con la sua attività il Code non vuole essere in contrasto con altre organizzazioni europee di odontoiatri, con le quali vi è invece un continuo rapporto di collaborazione. La delegazione italiana è rappresentata dai membri della Cao nazionale; a questa assemblea hanno portato il loro contributo Giuseppe Renzo, Raffaele Iandolo, Enrico Indelli, Giuseppe Lo Giudice”.

Dottor Ferrero, qual è la situazione dell’odontoiatria italiana che avete presentato ai vostri colleghi europei?
Un aspetto caratteristico delle nostre assemblee è che le questioni vengono analizzate partendo dalla presentazione delle problematiche dei vari paesi e confrontandole con gli altri stati rappresentati. In particolare abbiamo ricordato come l’assistenza odontoiatrica in Italia sia prevalentemente fornita dal dentista libero professionista privato. Questo modello sta però subendo delle forti pressioni a causa del mutare della situazione economica del paese, dell’avvento di forme di convenzionamento, in particolare con il pubblico, e di alcune iniziative di odontoiatria sociale. Dal confronto è emerso come in alcuni paesi, questi nuovi modelli di odontoiatria siano già stati sperimentati con scarsi risultati. I colleghi inglesi, per esempio, ci hanno confermato come il loro sistema sanitario, per quanto riguarda l’odontoiatria, sia in crisi da anni; i francesi hanno problemi di bilancio e si ritrovano costretti a tagliare i servizi, mentre in Germania si registra un aumento del numero dei contenziosi tra dentisti convenzionati e pazienti, per cure eseguite non correttamente, forse a causa dell’introduzione di tariffe imposte, che hanno avuto come conseguenza la riduzione dei tempi dedicati alla prestazione e la scelta obbligata di utilizzare materiali meno costosi. Tra gli altri argomenti trattati, di grande importanza si è rivelato quello sulla formazione continua post-laurea, che ha evidenziato la presenza di regolamentazioni sull’aggiornamento obbligatorio nella maggior parte dei paesi europei. I modelli sono prevalentemente simili all’Ecm italiana, che attualmente prevede solo un obbligo morale senza sanzioni, anche se, in alcuni stati come per esempio il Regno Unito, il mancato raggiungimento dei crediti previsti, comporta la sospensione dell’autorizzazione all’esercizio.

Altro aspetto discusso è quello della pubblicità da parte dei professionisti della sanità.
La pubblicità in ambito sanitario è una questione che sta molto a cuore ai professionisti della salute in tutta Europa. Oggi il mercato ha imposto le sue regole, queste però possono risultare dannose per la salute dei cittadini. In Belgio, Francia e Lussemburgo la pubblicità sanitaria è controllata dalle istituzioni. Una recente sentenza della Corte di giustizia europea ha ribadito che il controllo sull’eticità della pubblicità da parte dell’Ordine, non solo non viola le regole della libera concorrenza, ma è addirittura doveroso, se la legislazione nazionale lo prevede.
In altre nazioni la pubblicità in ambito sanitario è distinta in informativa, consentita, e comparativa, non consentita. La pubblicazione delle tariffe risulta vietata in quasi tutti i paesi. Il vero pericolo sottolineato da tutti i delegati è la pubblicità attraverso internet in quanto strumento difficile da controllare.

Qual è stata l’attività interna svolta dalla Code in questo ultimo semestre?
L’attività della Code è stata presentata dal segretario generale Gilbert Bouteille, vicepresidente dell’Ordine francese. È ora attivo un ufficio a Bruxelles, presenziato costantemente della dottoressa Julie Regnault, esperta di relazioni internazionali; questo permette all’organizzazione di mantenere rapporti più stretti con il parlamento e le istituzioni europee. In particolare, stiamo seguendo gli sviluppi della nuova direttiva sui servizi sanitari, che dovrebbe essere presentata dalla Ue entro fine giugno. Per ora non ci sono testi ufficiali, ma solo indiscrezioni che ci parlano di una apertura “liberistica”, che tende a mercificare le professioni sanitarie, mentre altre voci dicono che verrà posta particolare attenzione alla salute dei cittadini, facilitando l’accesso alle cure, pur con il rischio di favorire il cosiddetto “turismo sanitario”. Altro lavoro importante presentato è il progetto Imi (Internal Market Information System), un database che permette di accedere a tutte le informazioni sui professionisti sanitari migranti, conoscendo in tempo reale, per esempio, se quel tale iscritto è stato sanzionato dal suo Ordine o addirittura è stato sospeso. Dal 2009, l’Imi sarà esteso anche agli odontoiatri. Infine è stato aggiornato lo stato di avanzamento del progetto finanziato dalla Ue che prevede la realizzazione di un’unica tessera per tutti i professionisti della salute europei in alternativa al tesserino dell’Ordine locale.

Durante il meeting avete presentato risoluzioni su alcune questioni che toccano la salute orale come l’uso dell’amalgama e degli sbiancanti.
Lo scopo di queste informative è quello di evidenziare la posizione del Code su alcune questioni che riguardano la salute dei cittadini. Risoluzioni che si basano su studi scientifici. Sull’amalgama, per esempio, se da una parte la Ue ha approvato una direttiva che prevede, in un prossimo futuro, la messa al bando del mercurio dalle acque europee, la commissione scientifica da noi istituita ha dimostrato la validità dell’amalgama per uso dentale, autorizzandone l’uso in tutti i casi salvo per alcune categorie a rischio: le stesse indicate anche anni fa dal nostro ministero della Salute. Per quanto riguarda gli sbiancanti, la commissione scientifica ha predisposto un documento che dà riferimenti sulla loro vendita e sul loro utilizzo, in particolare per gli sbiancanti da banco, che, secondo i parametri stilati, non devono avere una concentrazione di perossido di idrogeno superiore all’1 per cento.L’utilizzo di prodotti con una concentrazione superiore deve essere fatta sotto controllo di un odontoiatra abilitato. Inoltre abbiamo voluto ribadire che gli sbiancanti a uso professionale non devono essere considerati prodotti cosmetici.

Il prossimo anno la presidenza passerà al suo collega del Lussemburgo: quale bilancio può tracciare della sua presidenza?
Un bilancio sicuramente positivo. Abbiamo confermato l’importanza dell’odontoiatria italiana nel panorama europeo. In particolare, il nostro lavoro come rappresentanti degli iscritti all’Albo odontoiatri italiani è stato particolarmente attivo e propositivo. Durante la presidenza italiana la Code ha rafforzato la sua presenza in Europa migliorando il dialogo con le istituzioni europee.

GdO 2008; 10

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