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14 Aprile 2014

Apnee ostruttive, un problema per la salute generale che si può risolvere dal dentista. Dal Collegio dei Docenti i consigli sulle terapie da adottare


Sarebbero circa tre milioni gli italiani che soffrono di apnee ostruttive nel sonno, un problema che raddoppia la probabilità di diventare diabetici, aumenta di due volte e mezzo il rischio di ipertensione, quadruplica quello di ictus e aumenta di sette volte il rischio di avere incidenti automobilistici.
Spesso, uno dei rimedi più efficaci è quello che propone il dentista attraverso apparecchi antirussamento, come hanno spiegato  gli esperti riuniti a Roma per il XXI Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti di Odontoiatria, appena concluso.

Spesso il russare di notte è la prima avvisaglia delle apnee ostruttive: le prime vie aeree collassano e per qualche secondo l'aria non passa, provocando conseguenze tutt'altro che irrisorie sulla salute dei tre milioni di italiani che ne soffrono.
A diagnosticarle è sovente il medico di base ma anche il dentista può dare una soluzione al problema
con dispositivi orali su misura che mantengono in avanti lingua e mandibola le vie aeree restano più libere e questo basta a risolvere i casi meno gravi e il russamento semplice, scongiurando il ricorso a trattamenti più complessi, come la ventiloterapia. Quest'ultima viene attuata nei casi gravi, ma quando il paziente non riesce a tollelarla i dispositivi orali possono comunque migliorare la situazione.

"Le apnee notturne sono un problema tutt'altro che irrilevante, non solo per il numero consistente di pazienti coinvolti - ha speigato Antonella Polimeni, Presidente del Collegio Nazionale dei Docenti di Odontoiatria e Ordinario di Odontoiatria alla Sapienza di Roma - L'80% di chi soffre di apnee gravi è sovrappeso od obeso: proprio i chili di troppo "premono" sulle vie aeree, durante la notte, portando alla loro occlusione parziale o totale per alcuni secondi. Il risultato è il russamento, ma purtroppo non solo quello: le apnee ostruttive raddoppiano il rischio di ammalarsi di diabete, aumentano di due volte e mezzo la probabilità di pressione alta, quadruplicano quella di avere un ictus e aumentano di sette volte il rischio di avere incidenti automobilistici".

Ecco perché diagnosticare le apnee ostruttive è fondamentale: se il partner riferisce un russamento, ma anche se ci si sveglia già stanchi o con il mal di testa, se durante la giornata si fatica a restare concentrati o se si è spesso assonnati e si avrebbe bisogno di un pisolino diurno è probabile che ci siano apnee notturne ed è opportuno discuterne con il medico.

"I pazienti hanno il sonno agitato, poco ristoratore; la diagnosi viene fatta a seguito di una visita e una serie di esami dagli specialisti dei Centri di medicina del sonno, ma spesso il primo ad averne il sospetto è il dentista,- osserva la prof.ssa Polimeni - Nei casi lievi o moderati l'odontoiatra può effettuare la terapia delle apnee ostruttive, realizzando dispositivi orali su misura per il proprio paziente in grado di mantenere la mandibola e la lingua spostate in avanti durante la notte, così da creare più spazio nella parte posteriore della bocca ed evitare l'ostruzione delle vie aeree. Si tratta di dispositivi comodi e facili da indossare, che possono essere facilmente portati con sé in viaggio; inoltre, il trattamento è poco invasivo e reversibile, perché può essere sospeso in qualsiasi momento. Utile anche per eliminare il semplice russamento, la terapia odontoiatrica per le apnee è in grado di diminuire i sintomi nei casi meno gravi e nel russamento semplice, scongiurando il ricorso a forme più complesse di cura come la ventiloterapia, nella quale si applica una pressione positiva continua alle vie aeree del paziente facendolo respirare da una mascherina quando dorme. Una terapia efficace ma molto fastidiosa, che infatti comporta una scarsa adesione alla cura visto che la percentuale di chi indossa la mascherina per meno di 4 ore a notte oscilla fra il 46 e l'83 per cento. I dispositivi orali, molto più "discreti" e poco o per nulla fastidiosi, vengono invece portati tutta la notte da più dell'80 % dei pazienti".

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