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08 Gennaio 2009

L'Aio, storicamente interprete della professione

di Pierluigi Delogu


L’Associazione italiana odontoiatri (Aio) viene fondata a Roma nel 1984 dai neonati laureati italiani in odontoiatria. Il corso di laurea in odontoiatria è stato istituito nel 1980 e gli studenti di odontoiatria di allora sentirono l’esigenza di fondare un’associazione a livello nazionale che li rappresentasse di nome Aiso (Associazione italiana studenti di odontoiatria), per far fronte agli enormi problemi organizzativi e d’identità culturale che i nuovi studenti di odontoiatria dovevano affrontare agli albori del corso di laurea. Dopo il conseguimento del diploma i problemi non erano finiti e i neolaureati si trovarono a dover affrontare degli ostacoli pressoché insormontabili, infatti, la situazione per il laureato in odontoiatria e protesi dentaria era questa:
• L’odontoiatra non poteva esercitare la professione, poiché mancava la legge che istituiva la professione odontoiatrica e l’abilitazione professionale.
• L’odontoiatra non sapeva se in realtà avrebbe potuto mai esercitare l’odontoiatria come specialista di una branca della medicina o se sarebbe stato identificato come una figura paramedica limitata e in rapporto di sudditanza verso il laureato in medicina.
• L’albo professionale dei medici chirurghi, in quel periodo, non voleva che i laureati in odontoiatria vi si iscrivessero.
• L’odontoiatra non era riconosciuto nel Ssn e perciò non poteva inserirsi nelle graduatorie per la specialistica e non figurava nei concorsi ospedalieri e universitari.
• Non esistevano scuole di specializzazione postlaurea aperte ai laureati in odontoiatria.
• L’odontoiatra, anche potendo lavorare, non aveva nessuna copertura previdenziale e pensionistica.
• L’odontoiatra, nel 1984-85-86, non veniva accettato nell’Associazione medici dentisti italiani (allora Amdi, oggi Andi) in quanto non in possesso della laurea in Medicina e chirurgia.
Per tutti questi motivi primari e per moltissime altre ragioni, tra le quali l’esigenza di affermare anche in Italia un’identità odontoiatrica di prima classe con una qualità professionale superiore garantita da un esercizio esclusivo della branca specialistica, i primi laureati in odontoiatria fondarono l’Associazione italiana odontoiatri.
Tutti i laureati in odontoiatria e, parimenti, tutti i professionisti che seriamente e con orgoglio svolgevano la professione di dentista in modo esclusivo, si sarebbero dovuti identificare in quest’associazione.
Purtroppo per scarsa esperienza, difficoltà di comunicazione e poca divulgazione delle finalità della nuova associazione, nonché per qualche
incomprensione dettata dall’eccesso di entusiasmo nell’affrontare la politica sindacale, inizialmente, il numero degli iscritti all’Aio stentava a decollare. Aio, oggi, è una realtà in continua crescita, anche se non ha ancora coinvolto tutti coloro per i quali è nata. Nonostante le limitate risorse, la valenza dei personaggi che disinteressatamente si sono prodigati per gli interessi di tutti, ha portato a enormi conquiste per il laureato in odontoiatria e per l’esercente esclusivo della professione (sia medico sia odontoiatra), che oggi vengono considerate “logica normalità”.Vorrei elencare alcune di queste tappe fondamentali che hanno visto l’Aio come interprete propositivo principale, ma per motivi di spazio mi limito a dire che tutti i punti critici elencati in precedenza sono stati risolti in modo positivo. Questo non significa che non ci siano altre e altrettanto impegnative sfide da affrontare, come l’avvento dei grossi capitali nell’odontoiatria che tendono a mercificare la prestazione sanitaria. L’Aio combatte contro le forme di convenzionamento diretto gestite da terzo pagante e contro l’odontoiatria del 3 per 2, della grande distribuzione che, oltre a proporre un modello solo basato sul prezzo, porta all’alienazione del professionista che non ha più un rapporto fiduciario con il suo paziente.
Questo modello di odontoiatria non ci piace! Il lavoro svolto in 25 anni di vita rappresenta l’identità stessa dell’Aio, è attraverso la successione cronologica delle tappe che hanno segnato l’evoluzione dell’associazione, che si può leggere il ruolo chiaro e coerente che essa ha svolto nel panorama odontoiatrico. Questo riconoscimento si è esteso anche oltre le nostre frontiere e ha portato al prestigioso risultato della presidenza dell’Ero (organismo europeo dell’Fdi) dal 2010 per il dottor Gerhard Seeberger, attuale past president della nostra associazione. Oggi Aio raccoglie numerosissimi consensi tra coloro che le riconoscono la difesa della libertà intellettuale dell’odontoiatra e dell’identità stessa della professione di dentista che, sempre da più parti, è attaccata e svilita in nome delle logiche di mercato.
L’Aio si è sempre opposta alla figura di un odontoiatra affarista, venditore di prestazioni, ma ha sempre difeso l’etica professionale e il concetto di atto medico quale punto essenziale del rapporto odontoiatra/ paziente.

GdO 2008; 18

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