"I Fondi integrativi del Servizio sanitario non sono una risposta adeguata al crollo della spesa delle famiglie per le cure. La possibilità di spendere cifre ulteriori per una copertura sanitaria è intercettabile solo da una piccola parte degli italiani, quelli con un'occupazione sicura, ma oggi è proprio il lavoro che manca. Meglio puntare a riorganizzare il Ssn".
Tonino Aceti coordinatore del TdM di Cittadinanzattiva, riflette su alcune cifre del rapporto Welfare, Italia a cura di Censis e Unipol. A fronte di una spesa pubblica invariata tra il 2007 e il 2013 (+0,6% in termini reali) e diminuita leggermente nel 2013, il Rapporto sottolinea che la spesa di tasca propria delle famiglie, cresciuta tra il 2007 e il 2012 di oltre il 9%, nel 2013 s'è ridotta inaspettatamente del 5,7%, quasi 7 milioni di prestazioni in meno. E sempre nel 2013 si è ridotta la spesa "sociale" per le badanti, diminuite di 4 mila unità. Il rapporto apre a un'integrazione possibile tra Ssn e mutue integrative, che in Italia coprono meno del 15% della spesa delle famiglie mentre nel resto d'Europa ne costituiscono la maggior parte e organizzano servizi usando al meglio le risorse disponibili.
"I cittadini oggi non sono in grado di farsi carico delle prestazioni che lo stato non è in grado di assicurare più: non si curano e spesso non si possono assicurare né far prevenzione, ciò darà vita a complicanze di salute nel lungo periodo, più cure e più deficit sanitari. La prima operazione da fare in questo scenario per TdM non è delegare ad altri attori quanto il settore pubblico non fa più, ma azzerare gli sprechi nel Ssn e riprogrammare la spesa, integrando i settori della programmazione: sia ospedale-territorio per prendere in carico le cronicità (che costituiscono il 70% della spesa pubblica), sia ospedale-farmaceutica ( se ho un farmaco che eradica l'epatite C dovrò ripensare la spesa ospedaliera per una patologia divenuta curabile sul territorio). Purtroppo- continua Aceti- il Patto per la salute governo-regioni appena siglato non pare prendere questa strada. Le cifre per il finanziamento del Fondo sanitario nel 2015 e 2016 annunciate a gennaio dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin erano rispettivamente 113,45 e 117,56 miliardi, e sono scese a 112 miliardi per il 2015 e 115,4 per il 2016 con un sottofinanziamento complessivo di 3,5 miliardi: un'ulteriore dieta che ridefinisce al ribasso l'impegno Ssn, ma riducendo le risorse non si danno sicurezze sulle urgenti riforme".
A cura di: Mauro Miserendino per Doctor33
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