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08 Gennaio 2025

Fondi integrativi, la maggior parte delle risorse è per le cure odontoiatriche

Il 3° Rapporto Fondi Sanitari Integrativi in Italia conferma il ruolo crescente della sanità integrativa. Per i Fondi di tipo A il 99% della spesa è per le cure odontoiatriche

Nor. Mac.

Ministero fondi

Il Ministero della Salute ha pubblicato il 3° Rapporto sui Fondi Sanitari Integrativi in Italia (2021-2023), un documento che presenta un’analisi dettagliata dei dati raccolti dal Sistema Informativo Anagrafe Fondi Sanitari (SIAF). Questo report, che copre gli anni dal 2021 al 2023, si pone come obiettivo quello di fornire una visione d'insieme sull’evoluzione e sull’efficacia della sanità integrativa in Italia, monitorandone l’impatto sulla popolazione e le risorse investite.

Cosa sono i Fondi sanitari integrativi?

I fondi sanitari integrativi rappresentano uno strumento complementare al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), pensato per offrire prestazioni aggiuntive rispetto ai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Si dividono in due tipologie principali:

Tipologia A: Fondi specificamente dedicati alle prestazioni integrative rispetto ai LEA.

Tipologia B: Enti, casse e società di mutuo soccorso con finalità assistenziali, che devono destinare almeno il 20% delle risorse a prestazioni integrative definite, tra cui quelle odontoiatriche.Entrambe le tipologie operano senza scopo di lucro, con una struttura regolata da statuti e normative specifiche.

Dati principali del rapporto

Il rapporto evidenzia una crescita costante sia nel numero di iscritti che nelle risorse erogate dai fondi sanitari. Nel 2023, i fondi di tipologia B hanno registrato 311 attestati, contro i 13 dei fondi di tipologia A. 

Il numero totale di iscritti è stato di oltre 16,2 milioni, con un incremento rispetto agli anni precedenti.Le risorse complessivamente erogate dai fondi A e B nel 2022 hanno superato i 3,2 miliardi di euro, di cui circa 1,07 miliardi destinati a prestazioni integrative ai LEA.

L'odontoiatria

Un aspetto particolarmente rilevante del rapporto riguarda le prestazioni odontoiatriche, che costituiscono una parte significativa delle spese per le prestazioni integrative ai LEA.La spesa odontoiatrica rappresenta una componente importante tra le prestazioni integrative erogate dai fondi di tipologia B (il 67%), superando di gran lunga altre categorie come le prestazioni socio-sanitarie o quelle per il recupero della salute.Per i fondi di tipologia B, si evidenzia che le risorse destinate all’odontoiatria sono aumentate costantemente negli ultimi anni. Nel 2021, la spesa per prestazioni odontoiatriche ha registrato un incremento di circa 50 milioni di euro rispetto al 2020, passando a 672 milioni di euro.Nel 2022, questa spesa è cresciuta ulteriormente, con un aumento di poco più di 40 milioni di euro rispetto all’anno precedente arrivando a 713 milioni di euro.

Per quanto riguarda i fondi di tipologia A, anch’essi destinano quasi esclusivamente (99%) le risorse a prestazioni odontoiatriche. Dal 2020 al 2022, le spese totali erogate per questa tipologia di prestazioni sono rimaste prevalenti, confermando l’importanza di questo settore per gli iscritti. 

Questa la spesa dichiarata dai fondi di tipologia A per prestazioni integrative ai LEA, distinti in tre macroaree di assistenza nel triennio 2020-2022:

·      Prestazioni di assistenza odontoiatrica: 5.520.223 euro

·      Prestazioni finalizzate al recupero della salute: 29.990 euro

·      Prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e prestazioni sociali a rilevanza sanitaria: 18.586 euro

Dati che riflettono l’elevata domanda di prestazioni odontoiatriche, che spesso non rientrano nei LEA garantiti dal SSN, e dimostrano il ruolo chiave dei fondi sanitari integrativi nel colmare questa lacuna, nonostante tutti i loro limiti.

Finalità del report

Il Ministero sottolinea l’importanza di strumenti come il “cruscotto informativo” e l’Osservatorio nazionale permanente dei Fondi Sanitari Integrativi per migliorare la governance del settore. “L’obiettivo – si legge nel rapporto – è rafforzare il sistema di monitoraggio, garantendo una maggiore sinergia tra sanità pubblica e privata, nel rispetto dei principi di equità e universalità”.

Grazie a questi strumenti, viene sottolineato, si prevede di ottenere una mappatura sempre più dettagliata delle attività dei fondi sanitari, per orientare meglio le politiche sanitarie e rispondere in modo più efficace alle esigenze della popolazione.




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