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28 Ottobre 2014

Assicurazione obbligatoria. FNOMCeO perplessa sulla bozza del decreto attuativo


Mentre la Stato Regioni sta valutando la bozza del Dpr sulla "Disciplina dei requisiti minimi e uniformi per l'idoneità dei contratti di assicurazione stipulati dagli esercenti le professioni sanitarie", che darebbe la piena attuazione alla legge Balduzzi sull'assicurazione obbligatoria anche per medici e dentisti, la FNOMCeO critica alcuni passaggi.

Il provvedimento, sintetizzando, prevede l'istituzione di un fondo ad hoc alimentato con un doppio canale: da un lato dal contributo volontario del professionista dall'altro da quello di solidarietà da parte delle imprese assicuratrici autorizzate a gestire i danni derivanti dall'attività professionale.

"Dall'esame delle bozze pur non definitive -scrive in una nota la FNCOMeO- sembrerebbe che non siano state recepite alcune qualificanti richieste, condivise da tutte le Professioni sanitarie e rappresentate in sede di Tavolo tecnico, utili a restituire serenità all'esercizio professionale a fronte dell'obbligo doveroso di dotarsi di polizza assicurativa".

In particolare la Federazione ritiene "troppo generica la previsione che conferirebbe una priorità "ai più giovani" nell'accesso al Fondo di Garanzia". Il criterio, ad avviso della Fnomceo, non dovrebbe essere quello puramente anagrafico, ma dovrebbe essere legato al conseguimento dell'abilitazione: in altre parole, sembrerebbe più coerente collegare la priorità al termine di dieci anni dal conseguimento del titolo abilitante all'esercizio della Professione.

Altro elemento qualificante, che parrebbe essere stato disatteso, è l'obbligo di consultazione della rappresentanza di ciascuna Professione sanitaria, sia nella regolamentazione dell'accesso al Fondo, sia nella definizione delle categorie di rischio: solo le Professioni, infatti, possono avere il reale "polso della situazione" delle attività a più alto rischio.

Infine, ma non ultima per importanza, la retroattività della polizza, che deve essere estesa sino a un massimo di dieci anni.

"Pur comprendendo la necessità che il DPR operi una meditata sintesi tra i diversi interessi in campo", la FNOMCeO auspica "che non vengano eluse, per mere esigenze economico-commerciali, queste richieste, considerate irrinunciabili per permettere ai professionisti di recuperare serenità e sicurezza: solo così potranno assolvere al meglio l'alto ruolo sociale e tecnico al quale sono chiamati".

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