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26 Marzo 2010

In Spagna per l’Erasmus in Odontoiatria

di Norberto Maccagno


L’Erasmus è il programma di scambio tra le università europee che permette agli studenti di svolgere un periodo di studio all’estero presso un’università straniera che abbia accordi con la propria, italiana. Un’opportunità molto sfruttata dagli studenti italiani delle principali facoltà, meno da quelli iscritti a Odontoiatria. Qualche tempo fa è giunto alla redazione del GdO l’email di uno studente di Odontoiatria che stava partecipando al progetto Erasmus in Spagna. Visto l’entusiasmo, abbiamo pensato che potesse essere interessante intervistarlo per “incoraggiare” altri lettori a seguire la sua esperienza. Riccardo Saturnino, il nome del nostro studente in cerca di “esperienza straniera”, è iscritto al quarto anno del Corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria della Seconda Università di Napoli e sta partecipato a un programma Erasmus della durata di sei mesi come borsista, anno accademico 2009/2010, presso l’Università Complutense di Madrid.

Cominciamo la nostra chiacchierata chiedendo che cosa sia e come si possa partecipare al progetto.
L’Erasmus è un progetto, attivo da vent’anni, che consente agli studenti di svolgere una parte del proprio percorso di studi presso le università di altri Paesi europei. Il periodo va dai tre ai dodici mesi, durante i quali lo studente è tenuto a svolgere esami e tirocini preventivamente concordati con il docente proponente lo scambio, prima della partenza. Il bando è pubblicato sul sito internet dell’università di appartenenza, generalmente nel mese di gennaio. Presentata la domanda, un’apposita commissione, preposta alla valutazione del curriculum, alla verifica della media (che deve essere abbastanza alta) dei voti conseguiti agli esami e della conoscenza della lingua inglese, stila una graduatoria. Se il nominativo del candidato sarà comparso nell’elenco dei prescelti, la selezione sarà andata a buon fine e si potrà partire nel corso dell’annualità successiva.

Perché ha scelto di fare l’Erasmus?
L’idea nacque guardando un film di Cédric Klapisch, L’appartamento spagnolo, che descrive le vicende di un gruppo di studenti Erasmus a Barcellona. In realtà, ho sempre creduto che un’esperienza all’estero sia altamente formativa per noi studenti italiani.

Perché l’Università Complutense di Madrid?

È una delle più antiche e prestigiose università spagnole: è membro dell’Europaeum, un’organizzazione di dieci università europee nata per sostenere l’“avanzamento dell’istruzione attraverso l’incoraggiamento degli studi europei nell’Università di Oxford e in altre istituzioni europee di alta istruzione che hanno legami con Oxford”; partecipa a tale organizzazione anche l’Università Alma Mater Studiorum di Bologna. L’offerta formativa della facoltà di Odontoiatria è davvero di qualità, in particolare, il corso di implanto-protesi, tenuto dal decano professor Mariano Sanz, al quale ho partecipato assiduamente.

Come si articola la sua giornata tipo?

Tra corsi, tirocini, ricerche e lavori di gruppo; il più delle volte ho trascorso con piacere intere giornate in facoltà impegnando il mattino in attività di pratica, divise in base alle patologie odontoiatriche dei pazienti, e il pomeriggio con lo svolgimento delle attività didattiche. Spesso si dava la possibilità di partecipare a corsi e congressi in sede. Non le nascondo che nonostante ciò il tempo per il divertimento davvero non è mancato in una città splendida come Madrid.

Avrà incontrato delle difficoltà. Che tipo di ambiente ha trovato nell’università?
I timori erano quelli di non riuscire a integrarmi appieno in un nuovo ambiente, di dover fare gli esami in una nuova lingua, di vivere in una città che non fosse la mia, ma soprattutto mi spaventava la lontananza da amici e famiglia. Sono bastati pochi giorni per capire che la Spagna è un Paese ospitale e molto simile al nostro e, poi, grazie all’immensa disponibilità dei professori e degli assistenti, mi sono sentito subito a mio agio. Pensi che il primo giorno di corsi l’Università ha offerto a tutti noi, studenti Erasmus, un pranzo a base di paella e prodotti tipici spagnoli.

Questo per l’ospitalità. Ci sono dei punti di forza del sistema universitario spagnolo rispetto a quello italiano?

In Spagna il Corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria non appartiene più alla facoltà di Medicina e chirurgia come in Italia; è una facoltà indipendente. Credo che questo possa essere un vantaggio che dona maggiore visibilità e prestigio alla nostra professione. Inoltre, molte attività si svolgono in gruppo, con la possibilità di confrontare la propria preparazione con quella degli altri studenti, argomentando sul tipo di trattamento, sull’approccio terapeutico da seguire. Utilizzando uno slogan, potrei dire che è “un’università più vicina al mondo del lavoro”.

Secondo lei quale considerazione hanno gli spagnoli dell’odontoiatria italiana?
Sicuramente ottima, vista la continua collaborazione nella ricerca tra i nostri docenti e quelli spagnoli. Le confesso che durante le ore di didattica il riferimento a molti autori italiani non era affatto sporadico e di ciò vado veramente fiero.

Tornerebbe in Spagna dopo aver terminato gli studi?
Sì, ma non per stabilirmi lì perché adoro Napoli, la mia città. Magari in un futuro prossimo parteciperei volentieri a uno dei master presenti nell’offerta formativa della Complutense.

Che cosa cambierebbe di questa sua esperienza se potesse tornare indietro?
Quasi nulla, sono davvero contento del periodo trascorso, delle persone che ho conosciuto e delle esperienze lavorative fatte. Questi mesi passati in Spagna mi hanno segnato, mi hanno arricchito e permesso di conoscere nuove culture attraverso il contatto diretto con persone provenienti da tutta l’Europa. I miei colleghi erano spagnoli, francesi, portoghesi, tedeschi, svizzeri, per citare solo alcune delle nazionalità delle persone con le quali ho instaurato dei solidi rapporti.

Che consigli darebbe a un suo collega?
Consiglio sicuramente di fare l’Erasmus: è un’esperienza valida dal punto di vista professionale e umano; un valore aggiunto alla propria formazione. L’Erasmus è un’occasione unica che il sistema universitario offre a noi giovani studenti e per questo vorrei ringraziare i miei professori Gregorio Laino e Maria Cartenì, rispettivamente direttore del corso di laurea e coordinatrice del progetto Erasmus in Odontoiatria, insieme alla Seconda Università di Napoli, che mi hanno dato l’opportunità di fare questa meravigliosa esperienza.

GdO 2010; 3

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