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17 Maggio 2010

Aprire le porte dello studio alla cultura cinese. Pronti?

di Debora Bellinzani


Bello sarebbe se nessun paziente avesse paura del dentista. E se l’anestesia si potesse ottenere senza l’uso di farmaci. Per tendere a questi obiettivi vi sono odontoiatri, all’estero, ma anche in Italia, che intraprendono percorsi di studi e arrivano ad offrire ai loro pazienti un trattamento aggiuntivo: l’agopuntura.
Questa tecnica, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, può essere infatti utilizzata in ambito odontoiatrico in sostituzione all’anestesia farmacologica. E’ utile soprattutto per i pazienti che non tollerano gli anestetici locali, come terapia analgesica per chi soffre di patologie che interessano l’articolazione temporo- mandibolare, e anche come “sedativo” per contenere l’ansia di chi teme il trattamento odontoiatrico. Per conoscere l’efficacia di una terapia millenaria, negli studi odontoiatrici di oggi, abbiamo chiesto spiegazioni ad un medico che ha riunito nel suo percorso le conoscenze occidentali moderne anestesiologiche e quelle della Medicina Tradizionale Cinese: si tratta di Roberta Monzani, specializzata in anestesia e rianimazione, insegnante di agopuntura e medicina tradizionale cinese presso il centro studi So-Wen di Milano, e oggi Responsabile del Day Hospital Chirurgico dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI).
La gestione della paura
Uno studio recente1 pubblicato dalla rivista Acupunture in Medicine ha provato che l’agopuntura è in grado di aiutare le persone molto ansiose ad affrontare il trattamento odontoiatrico; dei 20 pazienti coinvolti, infatti, 14 avevano rinunciato al trattamento in passato e 6 erano riusciti a sottoporvisi solo grazie all’assunzione di sedativi. Per merito del trattamento con agopuntura invece, consistito nell’inserimento di 2 aghi nei punti denominati GV20 e EX6, situati sulla sommità del capo, tutti i 20 pazienti hanno completato il trattamento odontoiatrico.
L’agopuntura è dunque efficace nella gestione dell’ansia? “Questo è uno degli obiettivi che il trattamento con agopuntura può raggiungere: stimolando per esempio il punto Shen di auricoloterapia, che si trova sull’orecchio, oppure punti situati lungo il meridiano Cuore trattando i quali è possibile ottenere un effetto rilassante sul paziente” spiega Roberta Monzani. “Bisogna dire però che la risposta al trattamento con agopuntura in generale, qualunque sia lo scopo per il quale viene utilizzata, è dipendente dal paziente, che può essere più o meno sensibile a questo tipo di terapia. Il grado di sensibilità è proprio di ciascun paziente e non varia da un trattamento all’altro.
Il controllo del dolore
Secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese, nel corpo umano è fatto di energia che segue determinati percorsi e che si trova in equilibrio in modo differente in ogni individuo. L’agopuntura, attraverso la stimolazione di punti precisi sulla superficie del corpo attraverso gli aghi od il calore, può correggere la circolazione energetica nei casi in cui abbia trovato blocchi, creato vuoti o sia deviata dal suo naturale percorso.
“Il dolore, che nasce da uno squilibrio energetico, può essere lenito attraverso gli stessi punti di stimolazione citati per la gestione dell’ansia; in questo modo in ambito odontoiatrico possono essere trattati per esempio il dolore dell’articolazione temporomandibolare o le nevralgie del trigemino. Per rendere il trattamento più efficace si può potenziare l’effetto dell’agopuntura con una stimolazione elettrica degli aghi e quindi eseguire una elettroagopuntura. Tale trattamento prevede che gli aghi siano collegati ad un apparecchio elettrico ed i punti sulla superficie del corpo vengano continuamente stimolati, la frequenza è variabile a seconda del risultato e delle esigenze dell’operatore”.
E’ questo in genere il tipo di trattamento che viene utilizzato quando si ha bisogno di controllare il dolore sostituendo l’anestesia farmacologica. “In questi casi si utilizzano punti di stimolazione che non ostacolino il lavoro odontoiatrico, per esempio l’orecchio, l’area in corrispondenza del condilo mandibolare o punti che si trovano lontani dal cavo orale, perché gli aghi dovranno restare in situ per tutta la durata del trattamento. Grazie all’elettroagopuntura si può ottenere uno stato di analgesia che consente di eseguire il trattamento di carie, l’estrazione di denti fino al primo molare ed interventi di bonifica dentaria. E’ stato dimostrato, inoltre, che con questa tecnica si ottengono una riduzione del sanguinamento ed un’analgesia che perdura per alcune ore dopo l’intervento, riducendo la necessità dell’assunzione di farmaci analgesici”.
Come aprire le porte alla tradizione cinese
Chi può effettuare i trattamenti di agopuntura e di elettroagopuntura? Nello studio citato1 il controllo dell’ansia attraverso gli aghi è stato effettuato dagli stessi odontoiatri che avevano seguito percorsi di studi specifici ed erano membri della British Dental Acupuncture Society. “Anche nella scuola dove io insegno mi è capitato di avere come allievi alcuni odontoiatri che hanno intrapreso il percorso di studi della durata di quattro anni, con il quale si consegue il diploma, per poter integrare i servizi offerti ai propri pazienti con trattamenti di agopuntura. Per diventare agopuntori è necessario un percorso di formazione articolato durante il quale si sostengono esami e si fa pratica in un ambulatorio di agopuntura. Sconsiglio vivamente i corsi veloci che talvolta vengono offerti, della durata di sei mesi per esempio, perché non è possibile in questo breve lasso di tempo avvicinarsi ad una materia così complessa ed acquisirne la pratica. L’agopuntura può avere effetti collaterali, in rari casi, infatti, si può verificare un’intolleranza all’agopuntura: dopo l’inserimento del secondo o terzo ago il paziente può sperimentare un forte scompenso dell’equilibrio energetico che porta ad un’immediata risposta vagale, sino addirittura allo svenimento. A me è capitato un caso di questo genere proprio mentre coadiuvavo in un trattamento odontoiatrico, e ho dovuto rianimare il paziente.
Gli agopuntori esperti sono preparati a questa rara evenienza e la loro collaborazione potrebbe essere utile per gli odontoiatri: chi vuole infatti offrire trattamenti di agopuntura ai propri pazienti senza diventare agopuntore, può decidere di avviare una collaborazione con un operatore esperto; è facile infatti mettersi in contatto con i membri della Società Italiana di Agopuntura, sul proprio sito mette a disposizione i nomi degli iscritti suddivisi secondo l’area geografica in cui operano”.
Diventare un agopuntore capace o scegliere un collaboratore abile è fondamentale: per rispondere alla domanda iniziale e capire se l’agopuntura sia efficace bisogna infatti prendere in considerazione questo elemento oltre alla sensibilità del paziente al trattamento. “Come nell’odontoiatria e nella medicina in generale, anche nell’agopuntura il risultato del trattamento è anche operatore-dipendente: la sua esperienza, la sua abilità e la sua sensibilità nel comprendere la situazione e le esigenze del paziente sono uno degli elementi che influiscono sul risultato e decidono l’effettiva efficacia del trattamento”.
1. “Acupuncture in the management of anxiety related to dental treatment: a case series”
Acupunct Med 2010;28(1):3-5.

GdO 2010;8

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