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04 Aprile 2021

Obbligo vaccinale per i sanitari: ingestibile. Sig. Ministro mi spiega?

di Norberto Maccagno


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Ill.mo Ministro Speranza, so bene che non leggerà quanto Le scrivo (decisamente troppo lungo) e tantomeno mi risponderà. Sono consapevole che in questo periodo riceverà più lettere di quante ne riceve in inverno Babbo Natale, alcune purtroppo anche minacciose, la mia solidarietà.  

Però se molti Le scrivono, magari dovrebbe venirLe il dubbio che qualche spiegazione in più andrebbe data, soprattutto al settore che “governa”, quello sanitario.  

Avrei potuto seguire i canali istituzionali, contattare l’Ufficio stampa del Ministero. A volte ci ho anche provato, l’ultima per la questione dell’esclusione degli odontoiatri dalle categorie prioritarie, e sempre mi sono sentito rispondere, cortesemente, “non è il momento”. A parte che il momento di rispondere ad una domanda è quando viene posta che dice, ora potrebbe essere un buon momento?  

L’argomento è l’ultimo Decreto approvato dal Governo, quello che prevede l’obbligo di sottoporsi a vaccinazione per il personale sanitario e quello d’interesse sanitario.  

Innanzitutto, andrebbe precisato che non è una privazione del diritto di scelta, ma un obbligo legato all’esercizio della professione: come il sanitario deve indossare i DPI previsti e seguire i protocolli imposti, avete anche deciso che deve anche essere vaccinato. Certo, nella sostanza cambia poco e saranno poi le eventuali cause giudiziarie a stabilire se è legittimo o meno. Sempre se qualcuno verrà mai sospeso.  

Perché è questa la vera questione. La domanda che le pongo è se credete veramente che possa essere messa in pratica la procedura prevista dal Decreto o vi serviva solo a scopo mediatico -dopo i fatti successi in Liguria- per tranquillizzare l’opinione pubblica facendo passare l’idea che tutti i sanitari saranno vaccinati?
Peraltro, per il cittadino sarà impossibile sapere se è realmente vaccinato.  

Oltre al fine mediatico altro dubbio è che sia un escamotage legislativo, in caso di denuncia di qualche paziente (ma poi come dimostra di essere stato contagiato in ospedale), per far cadere le responsabilità esclusivamente sul sanitario che rifiuta il vaccino, o peggio ancora su di un ginepraio di possibili responsabili dal quale, poi, tutti escono non responsabili.  

Ora le spiego i perché dei miei dubbi.  

Sulla questione mediatica, perché motivare l’obbligo vaccinale con il fatto che il sanitario può contagiare un paziente (anche se ha tutte le protezioni individuali previste), se poi nelle indicazioni che avete rilasciato con INAIL ed ISS imponete la quarantena anche al vaccinato che viene a contatto con un positivo?

Quindi il vaccinato può trasmette o non trasmette il virus?  

Ma è la questione del meccanismo, ingestibile, dei controlli e sanzioni ai sanitari che non si vaccinano che mi fa pensare più alla volontà di far finta di fare che realmente puntare ad avere solo personale vaccinato a contatto con i pazienti.  

Ovviamente lei conosce il meccanismo che avete ideato per scovare il sanitario no vax, ma sintetizzo così mi dice se ho capito male:  

1) Martedì 6 aprile (5 giorni dalla data di pubblicazione del decreto avvenuto il primo aprile) l’Ordine trasmette alla Regione o provincia autonoma l’elenco degli iscritti con i relativi dati di residenza.

Non viene però indicato a quale ufficio si devono trasmettere gli elenchi, come devono essere trasmessi gli elenchi. File Excel, tabella word, scritto a mano su carta riciclata e poi fotocopiata?  

2) Stessa scadenza anche per i datori di lavoro degli operatori d’interesse sanitario (per il settore odontoiatrico le ASO) che devono trasmettere i dati di questi dipendenti, sempre a Regione o Provincia autonoma, con dati anagrafici e residenza. Anche per loro non si sa a chi inviarli.  

Quindi Sig. Ministro, entro martedì 6 aprile un ufficio imprecisato della Regione o della Provincia autonoma si vedrà recapitare un ingente numero di nominativi (oltre 2 milioni in tutta Italia quelli interessati dalla norma) di cui, probabilmente non saprà neppure cosa deve farsene. Sempre che Ordini e datori di lavoro tra il primo aprile ed il 6 aprile (considerando che in mezzo ci sono Pasqua e Pasquetta), saranno riusciti ad inviare i dati.  

Ma penso positivo, e continuo a raccontare il percorso dando per scontato che tutto funzionerà secondo il piano “decretato”.  

3) Entro 10 giorni dal ricevimento dei dati (quindi il 17 aprile) i Servizi informativi vaccinali di Regioni e Provincie autonome (quindi a questi uffici si devono inviare gli elenchi?), verificano i dati ricevuti con quelli degli elenchi dei vaccinati. E probabilmente dovranno farlo a mano, perché non è indicato in quale formato Ordini e datori di lavoro devono inviare i dati e quindi saranno difficili gli immediati controlli incrociati con i database delle Regioni che una banale piattaforma informatica avrebbe permesso.  

Ma sicuramente ci riusciranno ed individueranno i non vaccinati. Non vaccinati che verranno segnalati all’Asl di competenza, sempre entro il 17 aprile.  

4) Ricevuta la segnalazione le ASL dovranno inviare (non si capisce con quale strumento) ai non vaccinati la richiesta di “documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione”.  

Però nel Decreto non si indica un termine entro il quale l’ASL deve effettuare l’invio al non vaccinato. Quindi la procedura, se non si è già inceppata, può rimanere ferma all’infinito.  

Ma diamo per scontato che le ASL non abbiano molto da fare in questo periodo (salvo che contattare 60 milioni di italiani da vaccinare secondo le priorità da Lei indicate) ed in pochi giorni inviino la richiesta per ottenere dai non vaccinati, l’eventuale prova che invece sono stati vaccinati.    

5) Se entro 5 giorni dall’invio della richiesta l’Asl non riceve la documentazione che comprova l’avvenuta vaccinazione del sanitario o del dipendente, l’ASL invita il soggetto a sottoporsi al vaccino secondo le modalità concordate con la stessa ASL.  

Sig. Ministro, per i motivi che ho scritto dubito che si arriverà mai a questo punto, ma continuo ad essere positivo. Però non pensa sia possibile che, ora, il sanitario no vax invece di rifiutarsi di sottoporsi alla somministrazione si dirà impossibilitato a presentarsi alla data prevista posticipando all’infinito l’appuntamento?  

Altro possibile intoppo che questa volta tocca direttamente il settore odontoiatrico, ma anche gli studi professionali dei medici liberi professionisti, i farmacisti. Da quanto previsto dalla logica della norma, i tanti odontoiatri, igienisti dentali, ASO medici, farmacisti non ancora vaccinati dovrebbero ricevere l’appuntamento dalla propria ASL di competenza (ma come le scrivevo per questo non c’è più un limite entro il quale questo deve avvenire).

Ma le ASL saranno in grado di farlo?
Avranno le dosi di vaccini necessarie?
Dovranno sospendere per qualche giorno la vaccinazione delle categorie a rischio? Perché, le ricordo che proprio il suo Ministero in accordo con il Commissario Arcuri li aveva esclusi dalle categorie prioritarie e solo alcune Regioni hanno poi deciso autonomamente di vaccinarli dopo infinte pressioni degli Ordini.  

Ma continuano nel percorso. Ipotizziamo che tutti i sanitari vengano vaccinati in tempi brevi.  

6) Scaduti i termini di sottoporsi alla vaccinazione (termini come abbiamo visto non chiarissimi e decisamente variabili) l’ASL “competente accerta l’inosservanza dell’obbligo vaccinale e ne dà immediata comunicazione all’interessato, al datore di lavoro e all’Ordine professionale di appartenenza. L’adozione dell’atto di accertamento da parte dell’azienda sanitaria locale determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da SARS-CoV-2. 7. L’Ordine professionale di appartenenza comunica immediatamente la sospensione di cui al comma 6”.

7) Ricevuta la comunicazione, il datore di lavoro, se possibile, destina il lavoratore ad altre mansioni e se non possibile lo sospende dal lavoro senza stipendio. L’Ordine invece sospende il proprio iscritto no vax.

Lasciamo da parte i piccoli studi professionali con un solo dipendente di cui non Le interesserà molto, ma gli Ospedali, gli ambulatori pubblici hanno personale a sufficienza per sostituire i no vax sospesi?

Vede sig. Ministro, ma veramente pensa che Regioni, ASL riescano a gestire una procedura così articolata che necessita il coinvolgimento di più figure ed uffici oltre la complicità di Ordini e datori di lavoro?
Non le faccio la battuta sulla Lombardia che non riesce a mandare degli SMS, ma in molte Regioni la Pubblica Amministrazione è quella.

E poi la norma non aiuta a fare chiarezza. Certo lei potrebbe mandare una circolare esplicativa, ma quando? Credo non prima di martedì 6 aprile (visto che oggi e Pasqua e domani Pasquetta), il giorno della scadenza indicata dal Decreto.

A convincermi che tutto il sistema non solo non funzionerà ma neppure partirà, è stata una circolare della FNOMCeO inviata venerdì scorso in cui si invitano gli Ordini provinciali ad inviare gli elenchi non ad un ufficio specifico ma alla Pec della Regione o Provincia autonoma.
Come dire, voi fate il gesto così siete in regola tanto nessuno li andrà mai ad utilizzare.

Ecco è un po’ questa l’impressione, l’ennesima norma dove tutti si preoccuperanno di poter dimostrare di aver fatto il suo, ma nessuno si preoccuperà che il fine della norma sia realmente raggiunto.
L’obbligo di trasmissione della Pec dei professionisti o l’obbligo Ecm ne sono alcuni esempi, obbligatorio da anni ma siete ancora qui a “rincorrere” chi non ha ottemperato senza mai sanzionarlo.

Però Sig. Ministro, alla fine oltre agli obblighi ci deve essere il buon senso, soprattutto oggi che dopo un anno di sacrifici tutti siamo stanchi, stufi ed aggiungo sfiduciati.

Quel buon senso che sembra proprio non si riesca ad abbinare a norme buttate lì solo per dire che ci sono e non perché si mettano in pratica, forse sapendo che non servirebbero a molto.

Le confesso, a volte mi fa più paura la burocrazia inutile che il virus.  

Buona Pasqua Sig. Ministro e se ritiene che questa sia la volta buona, mi faccia sapere.      

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