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08 Gennaio 2019

Come “vedere” le regioni apicali dei canali curvi

Un innovativo endoscopio canalare sperimentale può consentirlo

di Lara Figini


Negli ultimi anni l’endodonzia ha fatto passi da gigante sia grazie all’introduzione del microscopio operatorio che della Cone Beam (CBCT), che rappresentano ormai dei fondamentali ausili in grado di rendere il sistema canalare sempre più “visibile” per l’endodontista.

Tuttavia, i canali radicolari con forme complicate, i canali collaterali e i rami canalari presenti in prossimità dell’apice della radice, così come i canali curvi, non sono osservabili neanche con l’impiego del microscopio operatorio rendendo difficile la diagnosi di una frattura, perforazione o del trasporto dell’apice in questi stessi. Va anche aggiunto che lo specialista non può avvantaggiarsi dell’utilizzo della CBCT durante le procedure intra-operatorie.

Per cercare di far fronte a queste problematiche, attualmente sono stati introdotti in commercio alcuni endoscopi canalari che hanno però il limite di consentire la visualizzazione di regioni apicali e medie solo di canali relativamente dritti, e non di quelli curvi o stretti.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio giapponese in vitro, pubblicato sul Journal of Endodontics di dicembre 2018, si è esaminato il potenziale di un endoscopio canalare di nuova concezione, ancora sperimentale, con fibra ottica implementata.

Il nuovo endoscopio è stato fabbricato includendo una sonda e un personal computer. La sonda è composta da una fibra ottica (fibra multimodale, Fujikura Ltd, Tokyo, Giappone), da una lente con indice di gradiente (GRIN) (obiettivo GRIN, Grintech GmbH, Jena, Germania), da fibre ottiche (fibra monomodale, Fujikura Ltd, Tokyo, Giappone) e da un tubo in acciaio inossidabile fatto a mano.

La fibra ottica ha un diametro ultrasottile di 600 mm, 3000 pixel e una risoluzione di circa 20 mm che dovrebbero permetterle di superare i limiti degli altri endoscopi canalari sopra citati.

Questo nuovo endoscopio è stato testato dagli autori dello studio su 3 tipi di modelli canalari e in denti estratti, e cioè su modelli canalari diritti e modelli canalari con due tipi di curvature (10° e 30°).

Sono state paragonate le immagini ottenute tramite il microscopio operatorio e questo endoscopio sperimentale e analizzate qualitativamente e quantitativamente. Inoltre, sono state osservate con entrambi i dispositivi le linee di frattura in 20 denti estratti.

Risultati
Con il microscopio operatorio si sono ottenute immagini valide e con chiara risoluzione solo nei canali dritti, ma non nei modelli dei canali curvi
. Con il nuovo endoscopio, invece, si sono ottenute immagini valide e con chiara risoluzione in tutti i tipi di canali, anche in quelli curvi. Altresì, nei denti estratti le linee di frattura e il forame apicale sono stati osservati più chiaramente con l'endoscopio che con il microscopio operatorio.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio, che devono però trovare conferma con altri studi analoghi, questo endoscopio sperimentale di nuova concezione che utilizza una fibra ottica potenziata ultrasottile è utile ed efficace per l'accuratezza della visualizzazione dell'area apicale dei canali radicolari curvi.

Implicazioni cliniche
Il nuovo endoscopio canalare sperimentale potrà essere utile come dispositivo complementare per una diagnosi accurata nella terapia endodontica soprattutto nei canali curvi.

Per approfondire

Shinji Yoshii, Masataka Fujimoto, Masahiro Okuda, Chiaki Kitamura. In vitro evaluation of a novel root canal endoscope for visualizing the apex of curved root canal models and an extracted tooth. J Endod 2018;44:1856-61.

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