HOME - Gestione dello Studio
 
 
24 Settembre 2018

Fattura elettronica tra tre mesi il debutto. Ecco come funziona

I consulenti fiscali AIO, consigliano: non aspettate l’ultimo momento

Nor. Mac.

“Non aspettate una eventuale proroga, il rischio è di non riuscire poi ad attivarsi in tempo se questa non arriva”. E’ questo il consiglio di Umberto Terzuolo (nella foto) dello studio Terzuolo & Brunero Associati, Consulenti Fiscali AIO, sul tema della fattura elettronica che dovrebbe entrare a regime dal primo gennaio 2019.

“Per adeguarsi ci vuole tempo e serenità per fare le valutazioni del caso con il proprio consulente ed il rischio di dover concentrare tutto in pochi giorni, nel caso la proroga non arrivi, sarebbe certamente controproducente”. 

In realtà i segnali di possibili rinvii per alcuni o della possibilità di un doppio binario ci sono ma il consiglio del Consulente Fiscale AIO dovrebbe essere preso in considerazione anche eperchè la strada e segnata e primo o poi l’obbligo andrà a regime. 

Allo stato attuale infatti più che sulla proroga si sta ragionando su eventuali desanzionamenti per i primi periodi, ma sull’introduzione dell’obbligo non ci dovrebbero essere rinvii, chiarisce il dott. Terzuolo. 


La fatturazione elettronica o E-fattura 

Per fattura elettronica si intende la fattura che sia stata emessa e ricevuta in formato elettronico in modo tale da rendere inalterabile il documento secondo specifiche tecniche e tecnologiche previste dalla normativa. La fattura per essere considerata elettronica deve essere in formato xml, dovrà essere inviata e ricevuta tramite un canale telematico specifico, il Sistema di Interscambio (SdI), detenuto, gestito e controllato dall’Amministrazione finanziaria, nel quale confluiranno tutti i flussi delle fatture elettroniche. Questo permetterà all’Amministrazione finanziaria di avere sempre sotto controllo, in tempo reale, la reciprocità delle fatture.  

Nella pratica il professionista, utilizzando un software compatibile, invierà al sistema Sdl dell’Amministrazione finanziaria la fattura emessa al proprio paziente a cui però dovrà sempre darne copia. Il sistema la verifica (saranno una cinquantina i controlli effettuati) per poi essere recapitata in un’area riservata per il destinatario nei portali dell’Amministrazione.

“E questo processo – continua il dott. Terzuolo - obbligherà a procedure precise anche per annullare le fatture emesse o cambiare le fatture emesse e ricevute. Ogni modifica verrà tracciata dal sistema e quindi dall’Amministrazione fiscale”. Questo tipo di fattura è già in uso per chi fattura alla pubblica amministrazione (per esempio i dentisti che offrono consulenze per i tribunali o gli ordini professionali),  con la legge di Bilancio 2018, viene quindi esteso l’obbligo di fatturazione elettronica, a partire dal primo gennaio 2019, per tutti i soggetti titolari di partita IVA, indipendentemente dal fatto che fatturino ad altri soggetti con partita IVA (aziende e professionisti) o a soggetti privati (i pazienti, per intenderci).  Dentisti, igienisti dentali, odontotecnici, ma anche depositi dentali e tutti gli altri soggetti che operano nel settore dentale, dal primo gennaio 2019 non potranno più emettere fatture in modalità cartacea o in modalità informatica - per esempio la fattura creata attraverso un file Word, Excel o Pdf - ma dovranno utilizzare un software che rispetti i “complessi” requisiti della fatturazione elettronica di invio e conservazione previsti dalla normativa. 

“Il motivo per cui è stato introdotto questo nuovo strumento – spiega il dott. Terzuolo - è per incrementare il gettito stimato, ossia incassare più imposte dai contribuenti non attraverso nuove tasse ma dal rispetto delle norme tributarie vigenti”. In realtà l’obiettivo primario, continua il Consulente Fiscale AIO, “è quello di ridurre la minimo l’evasione Iva ed effettuare una verifica costante ed immediata sul giro d’affari del contribuente”. 

Ovviamente odontoiatri, igienisti dentali e laboratori odontotecnici, per quanto riguarda le finalità di recupero del gettito Iva, “non saranno pressoché interessati dalla manovra, in virtù dell’esenzione Iva, mentre lo saranno per le potenzialità di individuazione del tenore di vita connesso agli acquisti e per verificare i versamenti iva dei fornitori”, chiarisce Terzuolo. Tra i pochissimi esonerati dall’obbligo, i soggetti che hanno aderito al regime “forfetario” o a quello dei “minimi”.


Cosa serve per adeguarsi 

Ovviamente un software gestionale, se non se ne dispone si potrà utilizzare un software o un’App fornita dal proprio Commercialista o, “in via residuale”, dall’Agenzia delle Entrate. “Dico in via residuale –chiarisce il dott. Terzuolo- perché delegare tutti i propri servizi di emissione e conservazione delle fatture all’Agenzia delle Entrate, oltre ad essere inefficiente in termini di tempo e informazioni sui dati per chi ha un numero di fatture rilevante, porrà il contribuente in una condizione di assoluta inferiorità e sostanzialmente impossibilità di difesa dall’Amministrazione finanziaria cosa che, a nostro parere, andrebbe evitata proprio nell’interesse dei contribuenti, salvo situazioni estremamente residuali e molto semplici”. Altro consiglio del Consulente Fiscale AIO è quello di generare un proprio QR Code sul sito dell’Agenzia delle Entrate (è già possibile farlo) contenente tutti i dati anagrafici, numero di partita Iva e l’indirizzo telematico del contribuente in modo da rendere più facile per il fornitore acquisire automaticamente, grazie ad un apposito lettore, i propri dati identificativi.  

Infine, il contribuente dovrà fornire il proprio indirizzo telematico che verrà registrato dall’Amministrazione finanziaria come “codice destinatario” di tutte le fatture elettroniche, oppure un proprio codice specifico gestito anche attraverso un intermediario (ad esempio la propria software-house o quella del Commercialista, se lo prevede). “Sconsiglio di indicare la PEC perché non tutte le caselle sono pronte in termini di spazio e spesso hanno problemi di ricezione o limitano il numero di invii o ricezione”, dice il dott. Terzuolo. 

Sostanzialmente sono quattro i sistemi per inviare e ricevere le fatture elettroniche: 

  • attraverso la posta elettronica certificata o tramite App gratuite più performanti; 
  • attraverso servizi Web dell’Agenzia delle Entrate; 
  • attraverso software compatibili con il sistema previsto dall’Agenzia delle Entrate;
  • attraverso un File Transfer Protocol (FTP), modalità che consentirà la trasmissione e la condivisione di file tra i vari computer. 

Oltre al modo di creare e inviare la fattura si dovrà anche gestire l’archiviazione.

I documenti devono essere conservati per 6 anni secondo i termini fiscali ordinari e per 10 anni dal punto di vista civilistico. I documenti ovviamente dovranno essere integri, autentici, leggibili, immodificabili e dovranno essere facilmente reperibili in caso di controllo. Quindi sarà necessario dotarsi di un sistema di archiviazione elettronica che deve anche essere a prova di privacy. 


Sanzioni 

Particolarmente pesanti le sanzioni. La fattura non emessa in formato elettronico si considera come non emessa del tutto ai fini fiscali: questo comporta che le sanzioni applicabili vadano dal 90% al 180% dell’imposta relativa all’imponibile non documentato. Se la violazione non incide sul corretto pagamento del tributo, ad esempio l’Iva (quindi per le fatture di prestazione sanitarie), si applica una sanzione in misura fissa da Euro 250 a 2.000 (con possibilità di sconto in caso di autodenuncia).  Oltre a quello di non aspettare l’ultimo momento “per metterci la testa”, il dott. Terzuolo consiglia di confrontarsi con il proprio commercialista per individuare la soluzione, anche tecnico - informatica, più adatta alla propria realtà.  

“Certamente –conclude il dott. Terzuolo- la norma comporterà, soprattutto nella prima fase,degli investimenti in strumenti informatici e parecchie perdite di tempo, tuttavia, a regime si avrà un’efficienza e una rapidità nel recupero dei dati che potrà, come spesso capita con l’utilizzo delle nuove tecnologie, far risparmiare tempo e quindi denaro a tutti. Inoltre il sistema garantirà maggiore trasparenza e, secondo le promesse delle Entrate, minore possibilità di verifiche e controlli senza motivi specifici e mirati”. 

 
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

I presidenti Andrea Senna e Filippo Anelli

Per i dati al STS l’invio diventa annuale. Senna (CAO) e Anelli (FNOMCeO): “Grande soddisfazione, recepite le istanze della Federazione”


Un parere del Garante ritiene che le modifiche apportate al StS ed alla Fatturazione elettronica tutelino la privacy del contribuente, ma il parere rischia di essere inutile


Il Governo approva, in via preliminare, un provvedimento che vieta definitivamente la fatturazione elettronica e prevede una scadenza annuale per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria


 
 

Ecco una breve guida per ricordare le fatture che devono essere elettroniche e quelle che invece non devono essere inviate allo SDI 


Operativa anche la possibilità di recuperare i crediti ECM mancanti per il triennio 2020-2022, in attesa di capire quali saranno i crediti compensativi


Entro quanti giorni si può emettere una fattura elettronica e come si applica l’imposta di bollo da 2 euro e quando si deve versare l’importo?


 
 

Dal 2023 la possibilità di versare in una unica soluzione gli importi dovuti per i primi tre trimestri entro fine novembre 


Gli odontoiatri, con medici e altre professioni sanitarie, sono stati i primi ad essere obbligati ad inviare i dati delle fatture emesse, o stornate, al Sistema Tessera Sanitaria, in modo che il...

di Norberto Maccagno


Ancora quasi due mesi per aderire al servizio di consultazione gratuita sul sito Agenzia Entrate


 
 

Entro il 31 ottobre si deve confermare la volontà. Un video tutorial spiega come fare per utilizzare il servizio


Per l’Agenzia delle Entrate la trasformazione non genera plusvalenze o minusvalenze sui beni che compongono l'organizzazione professionale, inclusi clientela, beni materiali e altri asset...


Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud


 
 

Altri Articoli

Secondo un’indagine Key-Stone commissionata da DentalPro, il 57% degli over 60 non ha effettuato visite odontoiatriche nell’ultimo anno, contro il 29%...


L’associazione richiama l’interrogazione parlamentare di Ilenia Malavasi e la sentenza del Consiglio di Stato del 2024. Politi: “Il percorso per il...


Nel 2025 il 19,6% delle famiglie ha limitato le spese per visite e accertamenti periodici. La spesa sanitaria media mensile è stata di 113,18 euro. ...


 
 

Ottobre è da sempre il mese dedicato alla prevenzione, un momento in cui l’attenzione verso la salute orale torna al centro della comunicazione. Per gli...


L'accusa contesta circa 6 milioni di euro di evasione attraverso un software con contabilità parallela. Quattro professionisti hanno concordato il...


Con l'assegno di novembre arrivano gli aumenti e dieci mesi di arretrati. Aggiornate anche le prestazioni assistenziali e le opportunità di previdenza...


 
 

In occasione della Giornata nazionale del 10 ottobre, la Commissione di albo richiama il ruolo degli igienisti dentali nella prevenzione delle patologie orali...


Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli esprime vicinanza al Pontefice, che ha annunciato un intervento per rimuovere un nodulo al polmone


Shota Musayev ha assistito il comandante aggredito dal copilota durante il volo del 30 settembre. Il presidente israeliano Isaac Herzog lo ha premiato insieme...


 
 

Nel Sud-Ovest dell'Inghilterra, un programma del servizio sanitario pubblico per reclutare odontoiatri nelle aree meno servite ha portato all'ingresso di 28...


L'OMS presenta il modulo STEPS aggiornato, che integra un questionario e una breve valutazione clinica per raccogliere dati sulla salute orale nelle indagini sulle malattie croniche.


Il consigliere regionale Paolo Pagliaro chiede il potenziamento del servizio dell'ospedale Vito Fazzi: segnalate attese di almeno un anno e carenze di...


 
 
Dott. Paolo Casentini

Intervista a Paolo Casentini, medico odontoiatra ed esperto di implantologia, che con Matteo Chiapasco firma "Prosthetically Guided Regeneration": un percorso...


Un team con un'eccellenza clinica oggi non basta. Gli studi odontoiatrici che crescono senza dipendere interamente dal titolare hanno investito in qualcosa di più: ...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 

Annuncio in Evidenza


28 Settembre 2026
Vendesi in Milano muri di unità immobiliare ad uso ufficio/studio professionale/studio dentistico di circa 82mq (categoria catastale a 10)

Vendesi in Milano muri di unità immobiliare relativa a luminoso ufficio/studio professionale (utilizzato da circa trent'anni come studio dentistico e quindi già dotato dei relativi impianti idraulici ed elettrico con progetto) di circa 82 mq (categoria A10) più ampio balcone e cantina. Lo studio è situato al 2° piano di uno stabile signorile sito in area pedonale porticata con molteplici attività commerciali nella zona residenziale Lorenteggio/Tolstoj, a pochi metri dalla fermata Tolstoj della Metro 4 e dalla fermata autobus 58. Lo studio si compone di un'area reception all'ingresso, corridoio con ampio armadio, 3 locali uso ufficio (di cui uno adibibile a sala d'aspetto), 2 locali archivio (di cui uno già predisposto con piombatura sui muri per l'inserimento di Ortopanoramico/TCCB), 2 bagni indipendenti ed 1 ripostiglio/locale sterilizzazione ed è dotato di climatizzazione centralizzata a pompa di calore caldo/freddo. Servizio condominiale di portineria e di videosorveglianza. Disponibilità di posto auto comune condominiale per carico/scarico. PER INFORMAZIONI (no agenzie): vmpalombo@libero.it - 3496923067
PLANIMETRIA: in allegato

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi