L'assunzione di tetracicline durante la formazione dei tessuti dentali può portare ad un effetto collaterale, sgradito dai pazienti, che consiste in discromie permanenti dentali. La prevalenza di denti dicromici a causa dell'assunzione di tetracicline (TST) è stata stimata essere del 3-6% [Sanchez 2004], e può essere generalizzata o localizzata e di colore variabile dal giallo chiaro al grigio al marrone scuro col tipico aspetto a striature. La manifestazione clinica dipende dal tipo di tetraciclina assunta, dalla dose, dalla durata dell'assunzione e dal periodo di sviluppo dei tessuti dei denti.
Il trattamento clinico di queste discromie TST per migliorare l'aspetto estetico spazia da sbiancamento dentale a faccette in resina composita o porcellana a corone in metallo ceramica a copertura totale o in ceramica integrale.
Lo sbiancamento è l'opzione di trattamento più conservativa senza sacrificio di sostanza dentale ma con l'ottenimento di un grado buono di soddisfazione dei pazienti, Inoltre, i sistemi di sbiancamento a base di carbamide perossido e perossido di idrogeno hanno dimostrato di essere clinicamente sicuri senza effetti collaterali irreversibili con un costo biologico minimale.
Accanto al tipico trattamento di sbiancamento professionale esistono i trattamenti di sbiancamento domiciliari, che vengono eseguiti a casa dai pazienti mediante l'utilizzo di mascherine al cui interno viene posizionato il gel sbiancante oppure mediante l'utilizzo di strisce sbiancanti.
Secondo uno studio di Haywood et al. del 1994, del 1997 e del 2003 effettuando trattamenti di sbiancamento domiciliari con carbammide gel perossido al 10% per un periodo di 6 mesi gli effetti sbiancanti dentali duravano fino a 90 mesi rilevando fino a questo periodo un feedback positivo dei pazienti. Questi stessi autori hanno anche osservato però che di fronte a un grave scolorimento nel terzo gengivale del dente si aveva una pessima prognosi per lo sbiancamento.
Ma nei casi di dicromia da tetracicline quale tipo di sbiancamento domiciliare risulta essere più efficace? Quello con utilizzo di mascherine riempite di gel o quello con l¡¯utilizzo di strisce?
In uno studio randomizzato controllato clinico pubblicato sul Journal of Dentistry di dicembre 2017 si affronta proprio questa tematica, paragonando l'efficacia del trattamento sbiancante con 15% di gel di carbammide perossido caricato nelle mascherine paragonato con un trattamento sbiancante utilizzando strisce di perossido di idrogeno al 6,5% in soggetti con TST. I soggetti eleggibili sono stati giudicati in modo indipendente da due esaminatori e assegnati in modo casuale al gruppo 1 delle mascherine con gel (N.12) o al gruppo 2 delle strisce (N.14).
Con un colorimetro sono stati valutati:
al tempo 0 basale, a uno, due e tre mesi.
Qualsiasi reazione avversa associata allo sbiancamento è stata registrata.
Le variazioni di colore complessive (AE) sono state analizzate mediante t-test/Wilcoxon.
Dodici e quattordici partecipanti sono stati assegnati rispettivamente al gruppo 1 e al gruppo 2. In entrambi i gruppi gli autori hanno riscontrato un miglioramento evidente e significativo di L *; a * e b * dopo tre mesi rispetto al tempo 0 (p <0,05).
Un miglioramento significativo è stato osservato nel primo mese per il gruppo 1 (p <0.05) e nei primi due mesi per il 2 (p <0,05). Mentre è stato osservato un maggiore miglioramento della luminosità nel gruppo 1 rispetto al gruppo 2 nel primo mese (p = 0,02), il contrario è stato osservato nel secondo mese (p = 0,01).
Da questo studio clinico è emerso che i sistemi di sbiancamento domiciliare producono effetti sbiancanti buoni nei denti con discromia da tetracicline, e che non vi è differenza significativa in risultato estetico finale tra i due metodi di sbiancamento domiciliare (con mascherina /gel e con strisce) nei primi tre mesi (p <0,05). Inoltre nessuna reazione avversa significativa è stata osservata per questi trattamenti.
A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33
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