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12 Dicembre 2011

Salute orale peggiore nelle fasce più deboli della popolazione

di Renato Torlaschi


Per riconoscere e capire meglio le barriere che ostacolano l’accesso alle cure odontoiatriche, un team di ricercatori americani ha effettuato un’ampia indagine estesa a oltre 27.000 soggetti, analizzando in particolare i fattori socioeconomici e comportamentali caratteristici delle fasce più svantaggiate della popolazione: gli ispanici, i neri e i bianchi non-ispanici a basso reddito. Il risultato ha avuto il risalto della copertina del numero di febbraio di Jada, la rivista dell’Associazione Dentistica Americana.
Secondo alcuni studi prodotti negli ultimi decenni, anche le persone appartenenti a minoranze etniche e coloro che versano in condizioni economiche precarie hanno beneficiato di una generale riduzione della carie, ma continuano a soffrire di tutte le altre patologie odontoiatriche in misura molto superiore al resto della popolazione. L’articolo di Jada ne fornisce una sostanziale conferma.
L’utilizzo di modelli statistici ha permesso agli autori di verificare che in effetti l’etnia e le condizioni economiche hanno presentato una evidente correlazione con la quantità di problemi odontoiatrici riscontrati nei dieci anni precedenti il sondaggio.
Gli individui di colore hanno sofferto di mal di denti più frequenti e intensi rispetto ai bianchi e la precaria salute orale ha interferito in molti aspetti della normale vita quotidiana. Analogo fenomeno si è avuto per le persone a reddito più basso, che evidentemente non hanno avuto la possibilità di usufruire di adeguati servizi odontoiatrici. Inoltre, coloro che non dispongono di uno studio odontoiatrico di riferimento tendono a lasciar passare molto più tempo prima di richiedere un trattamento e la mancanza di tempestività produce ovviamente effetti negativi sulla prognosi. Lo studio non rivela quindi particolari novità, ma si caratterizza per l’ampiezza del campione analizzato e svolge una funzione di denuncia, che dovrebbe essere attentamente presa in considerazione dalle autorità sanitarie.

Jada 2011;142(2):137-49.

GdO 2011;12

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