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15 Maggio 2007

Considerazioni in merito alla durata degli impianti

di M.S. Rini, *E. Sandrini, **D. Betti



Il sistema implantare ha fornito un apporto sostanziale al rimedio del danno dentario, particolarmente in soggetti di giovane età. Gli incoraggianti risultati iniziali hanno prodotto aspettative molto ottimistiche e stime di durata di esercizio degli impianti piuttosto ampie, nonostante si tratti di elementi comunque artificiali e “non vivi”, finalizzati a ripristinare una funzione perduta o ridotta in misura inevitabilmente solo parziale.
Nell’ambito della pratica odontoiatrica e dell’odontoiatria forense fanno spicco quesiti relativi alla valutazione della durata media (o “di esercizio”) delle riabilitazioni e dei ripristini, non solo protesici in senso tradizionale, ma anche implantari e all’eventuale possibilità di rinnovo, con particolare attenzione verso quella quota di danno economico che, correlato ai costi per l’applicazione di diversi sistemi protesici, emerge oltre che dalla necessità di una prima fornitura di manufatti, anche da quella di prevedere con certezza il loro rinnovo dopo un presumibile tempo medio di esercizio. La nostra analisi tenta di dare una risposta a tale quesito, partendo da considerazioni cliniche e biomeccaniche, riassumendo e rielaborando le precedenti posizioni in merito, nonché riconoscendo che in qualsiasi progetto è ammissibile una perdita, accettabile mediante analisi dei rischi. In conclusione allo stato attuale non è lecito pensare che un inserto presenti “un’aspettativa di vita” inferiore rispetto a quella ipotetica del dente naturale che sostituisce.

Implant survival and forensic dentistry
In forensic dentistry questions frequently arise about the average duration of implant based rehabilitation, especially in relation to their actual renewal possibility. Author’s analysis tries to answer those questions by reviewing previous opinions, clinical and bio-mechanical considerations. The Authors conclude that, as a general agreement, a correctly positioned implant will not have a shorter lifespan than the root of a natural tooth being substituted. In any treatment planning – anyhow – a failure is always to be considered, but it must be evaluated by a specific risk analysis.

Qualifiche Autori:
Università degli Studi di Bologna
Dipartimento di Scienze
Odontostomatologiche
*Politecnico di Milano
Dipartimento di Chimica, Materiali
e Ingegneria Chimica “G. Natta”
**Università degli Studi di Padova
CLOPD
Corso di Perfezionamento
in Medicina Legale Odontoiatrica
Direttore: prof. D. Betti


Dental Cadmos 2007; 5: 69-81

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