Con l'aumentare della vita media sempre più pazienti vengono trattati con presidi implanto-protesici grazie anche alla semplificazione del protocollo chirurgico e protesico, al miglioramento dei materiali e alle recenti scoperte in ambito biomedico. Tuttavia i limiti di questo tipo di trattamento sono ancora molti e la sfida dell'odontoiatria implantare è quella di avere una predicibilità assoluta.
Attualmente, però, sono ancora numerose le problematiche e le variabili che possono causare insuccessi: infatti, il successo implantare a 5 anni è 61,3%( 55,3-66,8 ) (Jemt et al. 2003, Bragger et al. 2001, Ortorp e Jemt 1999, Wennerberg e Jemt 1999). Gli insuccessi possono essere di natura biologica o meccanica. Quelli di natura biologica nel primo anno di carico compaiono con un tasso del 9-12%( rispettivamente impianti con collo liscio e TiO2-blasted) (Gotfredscn e karlsson 2001), 9,6% ( Bragger et al. 2001), 9% ( Behneke et al. 2000), infine 13% ( Wyatt e Zarb 1998). Le complicanze di tipo meccanico possono essere:
1) frattura ceramica 5,51% ( Lekholm et al. 1994), 4,62% ( Wyatt e Zarb 1998), 3,39% (Jemt et al. 2003);
2) svitamento vite di connessione 5,8 % ( Ortorp e Jemt 1999);
3) frattura abutment o vite di connessione 0,88% ( Wennerberg e Jemt 1999), 0,85% ( Wyatt e Zarb 1998), 0,21% ( Andersson et al.2003);
4) fratture fixture 0,21% ( Lekholm et al. 1994), 0,24% ( Bragger et al. 2001);
5) decementazione protesi 2,9% ( Bragger et al. 2001 e 2004 ).
Appare chiaro, quindi, che l'uso di protocolli chirurgici standardizzati, selezione del paziente, adeguati tempi di carico e terapia di mantenimento giocano un ruolo importante per il successo a lungo termine.
Scopo del lavoro: L'ambizione di questo studio è quella di relazionare alcuni parametri clinici quali torque di inserimento, qualità ossea ( Rebaudi et al. 2010) , riassorbimento osseo, frequenza di risonanza (RFA, Resonance Frequency Analysis), ottenendo l'ISQ (Implant Stability Quotiens) in relazione al successo implantare a breve e a lungo termine.
Materiali e metodi: Sono stati arruolati complessivamente 30 pazienti, età media 58,3 anni (58,3±10,27; Media±Dev. St): 16 uomini e 14 donne. I criteri di inclusione prevedono che tali pazienti siano non fumatori, non abbiano nessuna patologia sistemica, nessuna parodontopatia e disfunzione o disturbo all'ATM, un Full Mouth Plaque Score e un Full Mouth Breeding Score al di sotto del 20%. Inoltre, sono stati selezionati tutti quelli che avevano edentulie nella regione posteriore della bocca sia in mandibola che in mascella. In nessun caso sono state utilizzate tecniche rigenerative, espansive di cresta ossea o rialzo di seno mascellare. Sono stati inseriti complessivamente 80 impianti, tutti sommersi e tutti avevano un diametro superiore a 3,3 mm e una lunghezza di almeno 10 mm, superficie rugosa e si è atteso un periodo di guarigione convenzionale. Gli impianti cilindrici utilizzati sono: 20 con superficie SLA; 20 Sandblasted; 20 ProActive; 20 Ossean. Durante l'inserimento implantare è stata valutato il torque con motore chirurgico iChiropro.e rilevato l'ISQ con Osstell Mentor di seconda generazione.
Sono stati effettuati dei richiami periodici a 2, 4 mesi prima del carico e a 1 mese dopo carico protesico, valutando la RFA.
Risultati: Dai dati in nostro possesso, un solo impianto risulta non osteointegrato in zona 27, con un valore torque di 24 N/Cm2 e un valore di ISQ 60(Sandblasted).
I risultati del torque d'inserimento implantare sono i seguenti:
Ossean: 45,4 N/Cm2 ± 10,12 Media±Dev. St; Sandblasted: 41 N/Cm2 ± 12,27 Media±Dev. St. SLA: 40,5 N/Cm2 ± 8,15 Media±Dev. St; ProActive: 33,1 N/Cm2 ± 3,69 Media±Dev. St;
Gli esiti dell'ISQ sono:
SLA: 79 ± 2,80 Media±Dev. St; ProActive: 75,5 ± 7,55 Media±Dev. St; Sandblasted: 73 ± 8,48 Media±Dev. St; Ossean: 72,17± 7,07 Media±Dev. St. La tabella 1 mette in relazione i risultati ISQ in funzione del tempo
Discussione: I dati in nostro possesso non consentono di relazionare il torque d'inserimento con il valore ISQ. Gli unici dati statisticamente significativi con P<0,05% riguardano solo i valori ISQ di SLA e ProActive.
L'assenza di correlazione tra TORQUE e ISQ, soprattutto in questo caso, ci porta ad ipotizzare che quest'impianti abbiano una migliore capacità di osteointegrazione in osso soft. Ciò può essere dovuto a numerosi fattori: disegno implantare con capacità compattative maggiori, superficie implantare che determina un maggior BIC, frese con una capacità di taglio superiore e rimozione maggiore di frustoli e irrigazione.
Conclusione: Dai nostri dati non abbiamo riscontrato relazione tra torque d'inserimento e ISQ in selle edentule posteriori. Pare, però, che l'ISQ sia correlato alla geometria dell'impianto, in particolare alla lunghezza e alla morfologia ossea, in quanto impianti inseriti in osso „soft" mostrano un aumento progressivo dei valori nel corso del periodo di guarigione.
Affermiamo che un torque elevato potrebbe condizionare notevolmente le prime fasi vascolari dell'osteointegrazione, compromettendo la durata a lungo termine dell'impianto, pertanto, è consigliabile, un approccio ragionato al sito in base alla densità ossea. Sono state eseguite radiografie endorali a un mese dal carico che non hanno mostrato una perdita significativa di osso intorno agli impianti.
Inoltre, la possibilità di avere le registrazioni della stabilita primaria con un grafico del torque, l'ISQ e la radiografia e di monitorare la guarigione con l'ISQ le radiografie endorali ci ha dato la possibilita di avere un metodo lavorativo razionale nella gestione del caso e nell'archivazione dei dati anche ai fini medico-legali.
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