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26 Novembre 2018

Il fatturato degli studi odontoiatrici italiani è stabile anche nel 2017. Cala ancora il numero degli studi attivi: i dati delle Entrate

Nor. Mac.

Continua a ridursi (anche se di poco) il numero di studi odontoiatrici attivi sul territorio nazionale mentre rimane stabile, il fatturato. La fotografia arriva dai dati statistici messi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate relativi agli studi di settore 2017 (ultimo anno di applicazione, per il prossimo entreranno a regime gli indici sintetici di affidabilità fiscale).

Secondo i dati resi disponibili gli studi odontoiatrici attivi al 31 dicembre 2017 sono 44.305, alla stessa data del 2016 erano 44.810, nel 2015 quelli censiti dagli studi di settore risultavano 44.910.  Si dovrà attendere fine maggio per conoscere nel dettaglio i numeri disaggregati a secondo della tipologia di studio: singoli, associati, società. 

7.192.746.803 euro è il fatturato dichiarato, per un fatturato medio per ogni studio di 162.346. Rispetto al 2016 (quando era di 161.029) risulta leggermente in calo. 
Rispetto al 2016 praticamente identiche le posizioni congrue (30.493) di cui 19.466 coerenti e 11.027 non coerenti. 13.812 le posizioni non congrue di cui 3.786 coerenti e 10.026 non coerenti. 4907 le posizioni congrue per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica. 

Le Entrate ricordano che "il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio di settore, tenuto conto delle risultanze derivanti dall'applicazione degli indicatori di normalità economica.

La coerenza, invece, misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore". 

Se il contribuente risulta congruo e coerente può stare tranquillo: non sono previsti controlli automatici per i contribuenti in questa situazione. Se risulta non congruo e non coerente, l'accertamento è automatico. 

Se si è congruo ma non coerente, per il contribuente non è possibile adeguarsi e la sua posizione finisce al vaglio dell'Agenzia delle Entrate che può decidere se effettuare un accertamento, ordinario o a tavolino, oppure soprassedere. 

Se invece il contribuente non è congruo ma è coerente, può decidere di adeguarsi, 4.259 gli studi che hanno deciso di sfruttare questa opportunità nel 2017.  

 
 

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