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16 Maggio 2023

La fotografia ADDE del settore dentale in Europa

Nel 2022 sono cresciute le vendite di materiale ed attrezzature in Germania ed in Francia, stabile l’Italia. In Europa sono circa 300mila i dentisti attivi 


L’annuale ricerca ADDE, l’Associazione europea dei depositi dentali, permette di avere un quadro europeo del settore odontoiatrico evidenziando le particolarità tra Italia e gli altri Paesi europei.I dati che fotografano il comparto al dicembre 2022, presentati da Dominique Deschietere Segretario generale ADDE, indicano una ripresa del settore nonostante la pandemia e i nuovi scenari economici/politici: inflazione e guerra in Ucraina su tutti. Guerra, ma non solo, che ha e sta comportando problemi negli approvvigionamenti delle materie prime, l’aumento dei costi delle materie prime e l’aumento del costo del denaro. 

I dati raccolti dall’ADDE –spiega ad Odontoiatria33 Maurizio Quaranta (nella foto), Advisor ADDE- evidenziano come la crisi legata alla pandemia abbia colpito più duramente Paesi del Sud Europa, Italia inclusa che per quanto sia cresciuta è cresciuta meno rispetto a paesi come la Germania o come la Francia”. 

Comparto dentale che vale a livello europeo, per fatturato di prodotti ed attrezzature vendute, poco meno di 8.000 milioni di euro (software esclusi). L’Italia è al terzo posto con 1.353 milioni di euro di fatturato preceduta dalla Francia (1.754 milioni di euro) e dalla Germania (2.340 milioni di euro). Mercato di Germania e Francia che rispetto al 2021 è cresciuto, in proporzione più quello della Francia, mentre il fatturato di quello italiano (1.367 milioni di euro nel 2021) è rimasto praticamente fermo ai valori 2021, nonostante gli aumenti del prezzo di vendita che i prodotti e atrezzature hanno subito. 

Più in dettaglio –fa notare Quaranta- nell’Italia ‘normalizzata post-pandemica’ la crescita economica in termini di fatturato non è stata così evidente perchè è stata un po’ più irregolare e volatile sia per quanto riguarda i materiali di consumo, dove nel 2022 si è totalizzato un bel 617 milioni di euro, che per quanto concerne il mercato delle attrezzature, dove ci si è invece attestati a 404 milioni euro”.

Mercato dei materiali di consumo, sottolinea Quaranta, che “è poi ripartito regolarmente nel 2023 mentre le attrezzature hanno risentito, nel primo trimestre e soprattutto nel centro nord, della “fine” (o quasi) dei bonus fiscali che ne avevano drogato le vendite negli anni precedenti”.  

Survey ADDE che fotografa anche il numero degli operatori: dentisti, igienisti dentali e laboratori odontotecnici. Escludendo Svezia, Ungheria e Bulgaria (non sono stati forniti i dati) in Europa i dentisti sono poco meno di 300 mila (289.868). L’Italia con i circa 62mila iscritti all’Albo (in nessun altro Paese europeo esiste la categoria dei doppi iscritti) è la seconda nazione per numero di “pratcitising dentists”, preceduta dalla Germania (69.800) e seguita da Francia (49.063) e Spagna (41.000). Le proporzioni cambiano considerando il numero di studi attivi (quindi non i professionisti).La Germania rimane al primo posto con 45mila studi, seguita dalla Francia con 38.630 che supera di pochissimo l’Italia che si attesta a 38.300 studi. Ma sappiamo le difficoltà, almeno qui in Italia, di definire un numero preciso di studi attivi.

Per quanto riguarda gli igienisti dentali l’Italia svetta con i suoi 9mila professionisti seguita dalla Gran Bretagna (7.928), Olanda (3500), Danimarca (3450), Svizzera (2130), Austria (920), Repubblica Ceca (575) e Irlanda (390), vengono indicati solo i dati di questi Paesi.  16.250 è invece il numero dei laboratori odontotecnici attivi in Germania, 8.200 in Italia (anche se alla Camera di commercio ne sono iscritti circa 15mila, ma probabilmente molti di questi hanno solo la partita iva ma non un laboratorio); Spagna (3.800); Francia (3.240); Gran Bretagna (1.700); Svizzera (1.000); Repubblica Ceca (815); Olanda (750); Austria (520); Belgio (555); Irlanda (40). 

Infine i depositi dentali, dove l’Italia si conferma in vetta per numero (220) contro i 110 di Spagna, i 101 della Repubblica Ceca, i 63 della Francia, i 50 della Germania. La conferma di come, nel nostro paese, il deposito ed i rappresentanti siano ancora una figura importante per la distribuzione e assistenza dei professionisti del settore.     


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