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06 Luglio 2026

Oral health e sport: un nuovo paradigma per la medicina e l’odontoiatria sportiva

Dal report di Economist Enterprise emerge come l’odontoiatria sportiva stia gradualmente assumendo una posizione analoga a quella conquistata negli anni da nutrizione, recupero, sonno e medicina dello sport


sport denti

La salute orale non è soltanto una questione di prevenzione odontoiatrica o di qualità della vita. Può influenzare direttamente la performance sportiva, la capacità di recupero, la disponibilità all’allenamento e perfino parametri come equilibrio, forza e resistenza. È questa la conclusione principale di Winning margins: The impact of oral health on athlete performance, il report realizzato da Economist Enterprise, la divisione di ricerca e analisi di The Economist, su incarico della European Federation of Periodontology (EFP) e con il supporto di Curasept. Particolare attenzione ai contenuti del report è stata data durante il recente Congresso Internazionale Salute Orale.

Il documento raccoglie evidenze scientifiche, letteratura internazionale e testimonianze di atleti, allenatori ed esperti di medicina e odontoiatria sportiva, con l’obiettivo di analizzare il rapporto tra salute del cavo orale e rendimento atletico. Per gli autori, le conoscenze disponibili non consentono ancora di definire tutti i meccanismi di causa-effetto, ma le evidenze sono ormai troppo numerose e coerenti per continuare a considerare la salute orale un fattore marginale.

La bocca come parte integrante della fisiologia dell’atleta

Uno dei concetti centrali del report riguarda il superamento della tradizionale separazione tra salute orale e salute generale. Secondo gli esperti intervistati, la cavità orale rappresenta un elemento pienamente integrato nei sistemi biologici dell’organismo e può influenzare molteplici processi rilevanti per la performance sportiva. 

“Il dente non è fuori dai sistemi del corpo, ma è altamente connesso a tutte le sue componenti”, osserva Maher Zahar, membro del Medical Expert Group del Comitato Olimpico Internazionale. Un concetto condiviso anche dal professor Markus Hürzeler, secondo il quale negli ultimi decenni è profondamente cambiato il modo di interpretare il ruolo biologico della bocca: “Oggi prendiamo molto più seriamente ciò che il cavo orale può fare al resto dell’organismo”.

Per gli autori del report, l’odontoiatria sportiva sta gradualmente assumendo una posizione analoga a quella conquistata negli anni da nutrizione, recupero, sonno e medicina dello sport: un tassello indispensabile per l’ottimizzazione delle prestazioni. 

Infiammazione orale e infiammazione sistemica

Tra tutti i meccanismi analizzati, quello che dispone delle prove più solide riguarda il legame tra malattie orali e infiammazione sistemica. Gengivite, parodontite, carie profonde e ascessi possono contribuire alla diffusione di mediatori infiammatori al di fuori del cavo orale, aumentando il carico infiammatorio generale dell’organismo. Per un atleta ciò significa potenzialmente una maggiore sensazione di affaticamento, un recupero più lento e una minore efficienza fisiologica. 

Il report sottolinea inoltre come le malattie parodontali siano relativamente frequenti nella popolazione sportiva e come la riduzione delle fonti infiammatorie rappresenti già oggi uno degli obiettivi fondamentali della medicina sportiva. In questo contesto, la salute parodontale viene proposta come un possibile fattore di ottimizzazione della performance ancora largamente sottovalutato. 

Dolore, sonno e alimentazione: effetti indiretti ma concreti

L’impatto della salute orale sulle prestazioni non si esaurisce nei fenomeni infiammatori. Il documento evidenzia infatti una serie di effetti indiretti che possono compromettere il rendimento agonistico.

Una carie dolorosa può alterare il sonno, limitare l’alimentazione e ridurre l’idratazione. Di conseguenza viene compromesso il recupero, uno dei pilastri della preparazione atletica. “Se un atleta ha dolore dentale, dormirà peggio, mangerà peggio e recupererà peggio”, sintetizza Sergio Lara-Bercial, vicepresidente dell’International Council for Coaching Excellence. 

Particolarmente interessante, per il lettore odontoiatra, è l’analisi del rapporto bidirezionale tra dieta sportiva e salute orale. Gli energy drink e gli integratori ad elevato contenuto di zuccheri, consumati da oltre l’80% degli atleti d’élite secondo diverse indagini citate nel report, rappresentano una fonte energetica utile ma allo stesso tempo aumentano il rischio di erosione dentale. Dall’altro lato, il dolore dentale può indurre a evitare alimenti sani ma difficili da masticare, come frutta secca, verdura o alcuni tipi di frutta. 

Equilibrio, forza e controllo neuromuscolare

Uno degli aspetti più innovativi affrontati dalla pubblicazione riguarda il possibile ruolo dell’apparato stomatognatico nella regolazione neuromuscolare.

Pur riconoscendo che le prove scientifiche sono ancora in fase di consolidamento, il report passa in rassegna studi recenti che mostrano possibili correlazioni tra occlusione dentale, disturbi temporo-mandibolari, equilibrio posturale e sviluppo della forza muscolare. 

Secondo alcune ricerche citate, il posizionamento mandibolare potrebbe influenzare la stabilità corporea e la forza espressa dagli arti inferiori. Gli autori invitano alla prudenza interpretativa, ma osservano come questo filone stia acquisendo crescente interesse nella comunità scientifica internazionale. 

Gli atleti soffrono più delle altre persone di problemi legati alla salute orale 

Paradossalmente, proprio gli sportivi che cercano di ottimizzare ogni dettaglio della propria condizione fisica sembrano presentare una prevalenza elevata di patologie orali.

Il report richiama numerosi studi che documentano carie, erosioni dentali, gengiviti e malattie parodontali frequentemente presenti anche negli atleti professionisti. In una ricerca citata, il 18% degli olimpionici visitati durante i Giochi di Londra 2012 ha dichiarato che problemi orali avevano influenzato allenamenti o prestazioni sportive.

Un’altra indagine condotta su atleti britannici ha rilevato che il 9% aveva avuto difficoltà a partecipare ad allenamenti o gare a causa di problemi dentali. Secondo Fabian Hürzeler, allenatore del Brighton & Hove Albion, “i giocatori continuano a sottovalutare l’importanza della salute orale nello sport, soprattutto rispetto alla nutrizione, anche se entrambe possono influenzare le prestazioni”. 

L’odontoiatria sportiva cerca spazio nei team multidisciplinari

La parte conclusiva del rapporto è dedicata alle strategie per trasformare queste evidenze in pratica clinica e organizzativa.

Secondo Economist Enterprise, la salute orale dovrebbe essere incorporata sistematicamente nei programmi di medicina sportiva attraverso screening periodici, educazione degli atleti, collaborazione tra odontoiatri, medici sportivi, nutrizionisti e preparatori atletici. 

Gli autori evidenziano inoltre come solo una minoranza delle principali federazioni sportive internazionali dedichi oggi un’attenzione significativa alla salute orale. Fanno eccezione soprattutto il Comitato Olimpico Internazionale e World Rugby, mentre molte altre organizzazioni si limitano a raccomandazioni sui paradenti o a riferimenti molto generici. 

Il valore del report va oltre il mondo dello sport. La pubblicazione testimonia infatti la crescente maturità scientifica dell’odontoiatria sportiva e il riconoscimento sempre più diffuso del ruolo della salute orale nei processi fisiologici sistemici.

“Stiamo assistendo alla nascita di una nuova scienza”, afferma Thanos Stamos, cofondatore della European Association for Sports Dentistry. Una disciplina che, secondo gli esperti coinvolti nel report, potrebbe presto diventare un elemento strutturale della medicina dello sport moderna.  

A questo link puoi scaricare il report.


 
 

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