Meno burocrazia, garanzie, erogazione più rapida e tassi che potrebbero arrivare a valori davvero prossimi allo zero. L’analisi del Dott. Terzuolo che avverte: “è sempre un debito”
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Liquidità approvato dal Consiglio dei Ministri, diventano operative le misure a supporto di imprese, artigiani, autonomi e professionisti. Per capire come, analizziamo le norme che in questa fase di emergenza dovrebbero consentire ad imprese e liberi professionisti, se necessitano, di avere più liquidità.
Abbiamo posto alcune domande ad Alessandro Terzuolo (nella foto), dottore commercialista dello studio Terzuolo Brunero & Associati di Torino e Milano, consulenti fiscali AIO.
Dottor Terzuolo, cosa ne pensa del D.L. liquidità appena approvato? Sarà d’aiuto al settore dentale?
Premetto che non voglio esprimere un giudizio politico, anche perché la situazione in cui si trova il Governo, ossia una posizione di forte indebitamento pubblico di partenza, è sicuramente difficile. Piuttosto quindi che criticare, cosa che sarebbe sicuramente più semplice, preferisco trasmettere le buone notizie che arrivano da questo decreto. Innanzitutto, le misure di maggior impatto pratico per sostenere la crisi di liquidità che inevitabilmente stanno affrontando gli Studi (variamente intesi) chiusi e operativi solo per le reali urgenze, riguardano l’accesso al mondo del credito che dovrebbe, almeno queste le intenzioni, essere fortemente semplificato dal combinato disposto del D.L. Cura Italia e del D.L. liquidità.Premetto che il decreto, che dovrà poi essere convertito in Legge con possibili modifiche, va a integrare la situazione già esistente.
Ma come funziona?
Il meccanismo messo in campo dal Governo è il seguente: le imprese e i professionisti potranno accedere con maggiore facilità e a minori tassi di interesse a finanziamenti bancari in virtù dell’intervento, in qualità di garante, dello Stato nei confronti degli istituti di credito. Ovviamente, si tratta sempre di liquidità ottenuta a debito che quindi dovrà essere restituita dal cliente secondo le condizioni pattuite nel relativo finanziamento.
Chi sono i soggetti che potranno beneficiarne?
Sono i professionisti, gli studi associati, le società di persone, le società di capitali, comprese quelle tra professionisti, che, alla data del 31 dicembre 2019 non siano classificati nella categoria delle imprese in difficoltà o non abbiano alla data del 29 febbraio 2020 esposizioni deteriorate nei confronti del settore bancario. Fortunatamente e per nostra esperienza, queste due ultime circostanze nel mondo dentale sono abbastanza rare (anche perché, in alcuni casi, sono concesse posizioni scadute o sconfinanti deteriorate, basta che non siano classificate come “in sofferenza”).
Quale tipo di garanzia fornisce lo Stato?
Una garanzia a prima richiesta, esplicita, irrevocabile. Per le piccole e medie imprese (in cui rientra anche il mondo professionale) di cui fanno parte la stragrande maggioranza delle realtà del settore odontoiatrico, la garanzia è peraltro gratuita fino al 31 dicembre 2020.
Quali condizioni avranno i finanziamenti o la liquidità concessa?
Il discorso è molto tecnico ma, semplificando, vi sono differenze nelle condizioni specifiche per le grandi imprese, dove da garante vi sarà SACE, rispetto a quelle, più vantaggiose, per le piccole-medie imprese e professionisti, che sono invece garantite dal Fondo centrale di garanzia PMI.
Parlando solo di quest’ultime (PMI con un numero di dipendenti non superiore a 499) che rappresentano l’assoluta maggioranza nel mondo dentale le condizioni sono le seguenti:
1) Vi è una procedura super semplificata che non prevede la valutazione del merito creditizio ma limitata a una cifra massima di € 25.000, che comunque non deve superare il 25% dell’ammontare dei ricavi del soggetto richiedente (per fare un esempio semplice se ho ricavi di 50.000 nel 2019 il massimo così concesso potranno essere 12.500). In questo caso, la garanzia statale sarà del 100%, l’inizio del rimborso del capitale non avverrà prima dei 24 mesi dall’erogazione e la durata massima sarà di 72 mesi.
2) Per cifre superiori a € 25.000 e soggetti con ricavi fino a 3, 2 milioni di euro, ma qui ci sarà la valutazione del rating, il fondo può garantire fino al 90%, con un ulteriore 10% di garanzia da parte di confidi o altro soggetto abilitato al rilascio di garanzie.
Anche in questo caso la garanzia può essere rilasciata per un importo non superiore al 25% dei ricavi del soggetto beneficiario (se la garanzia è solo del 90%, invece, il finanziamento concesso nel limite massimo del 15% dei ricavi).
Qualora il soggetto sia stato costituito da dopo il 1 gennaio 2019 servirà idonea documentazione con annessa autocertificazione.
Quale sarà il tasso di interesse applicato?
Sul tema dei tassi di interesse e delle altre condizioni del finanziamento, queste verranno negoziate caso per caso dal singolo istituto di credito. La garanzia però migliora ulteriormente le “normali” condizioni dell’impresa. Pertanto, sfruttando i tassi di interesse già ai livelli minimi storici e la garanzia statale, con un buon rating bancario da parte del richiedente si può andare a meno dell’1% su base annua.
Come consiglia di procedere per ottenere liquidità nei minori tempi possibili e alle migliori condizioni?
Per quanto fino a € 25.000 non sia necessaria la valutazione del merito creditizio, partirei sicuramente dalle banche/società di leasing con cui già si lavora. La conoscenza pregressa migliora sicuramente il risultato finale. Tuttavia, se possibile richiederei dei “preventivi” da più soggetti per comprendere al meglio le condizioni di rimborso e soprattutto il tasso di interesse praticato. Su soggetti che hanno una buona valutazione in termini di rating bancario mi aspetto dei tassi di interesse veramente convenienti, soprattutto se ci riferiamo a tassi di interesse variabili.
Ripeto, qualora si abbia una buona valutazione del merito creditizio nel sistema bancario, sfruttando l’attuale momento di tassi di interesse bassi e le garanzie concesse dallo Stato si potrà ottenere liquidità a debito a tassi di interesse davvero contenuti.Infine, ricordo che per ora è necessaria l’autorizzazione della Commissione Europea (si spera che arrivi in fretta!) per ampliare le garanzie dall’80/90%, a seconda dei casi, già presenti nel decreto Cura Italia, fino alle cifre del 90/100%, innalzate con l’ultimo decreto.
Quindi consiglia di indebitarsi con il sistema bancario finanziario?
Ovviamente ogni ragionamento va adattato alla propria specifica situazione, indebitarsi potrà in alcuni casi essere necessario, in altri casi potrà soltanto aumentare la “tranquillità” del professionista/imprenditore. Il consiglio è di avere ben chiare le proprie uscite finanziarie incomprimibili sia con lo Studio del tutto chiuso, come ora, sia soprattutto con lo Studio in attività, anche se a regime ridotto, come probabilmente sarà nella fase 2 di riapertura lenta e controllata da maggio.
Attenzione a non coprire, con la liquidità ottenuta a prestito dal sistema finanziario, le inefficienze di uno studio strutturato per operare a pieno regime che si trova costretto a ridurre il numero dei pazienti per scelta clinica o per mancanza di risorse economiche dei pazienti stessi. Ben venga, invece, la liquidità presa a prestito per finanziare investimenti (anche in dispositivi e macchinari per la sanificazione) o per necessità di cassa momentanee connesse ai tempi di pagamento dei pazienti, rispetto ai tempi di pagamento dei propri dipendenti o dei propri collaboratori. In sostanza, ci si augura che il sistema bancario risponda in tempi rapidi per consentire la sopravvivenza nel breve periodo di tanti Studi, nonché una ripresa più semplice (o meno traumatica) nei mesi che ci separano dalla fine dell’anno 2020.
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