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17 Luglio 2020

Rischio Legionellosi nello studio odontoiatrico: il punto dell’ISS

Con la dott.ssa Ricci abbiamo approfondito il tema cercando di capire le regole, chi controlla, perché devono essere applicate anche in un settore dove il rischio è basso

Norberto Maccagno

Sul tema prevenzione del rischio legionella l’Istituto Superiore di Sanità nel 2015 aveva emanato delle linee guida ad hoc.Un tema che da sempre fa discutere il settore che ritiene il rischio di contagio nello studio odontoiatrico molto basso.
Polemiche che si sono riproposte durante il periodo di emergenza da Covid, quando l’ISS ha emanato delle indicazioni specifiche per lo studio odontoiatrico, in particolare per i casi in cui lo studio rimane chiuso per un certo periodo.  

Di Legionella e studio odontoiatrico ne abbiamo parlato con la dott.ssa Maria Luisa Ricci (nella foto), Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate, Istituto Superiore di Sanità.


Dott.ssa Ricci cominciamo dalle indicazioni emanate in piena pandemia. Sono da intendere come indicazioni oppure obblighi? 

 Il titolo del rapporto ISS COVID-19 n. 27/2020 – “Indicazioni per la prevenzione del rischio Legionella nei riuniti odontoiatrici durante la pandemia da COVID-19. Versione del 17 maggio 2020” è esplicito: trattasi di indicazioni da seguire al fine di garantire la salute dei pazienti e dei lavoratori. In particolare, viene enfatizzata l’opportunità di tutelare gli individui più vulnerabili e che potrebbero risultare esposti ad aumentato rischio di infezione respiratoria durante le cure dentali a seguito dell’inalazione di aerosol contaminato.In pratica, considerato aumentato il rischio di infezione da Legionella stante la situazione particolare, si è voluto porre un’ulteriore attenzione su quanto già previsto in materia e disciplinato in varie fonti normative, quali ad esempio il DLvo 81/2008 e il DM 14 giugno 2017. 


Quali le responsabilità dei titolari di studio verso l’inosservanza? Chi controlla? 

I gestori delle strutture odontoiatriche, pubbliche e private, sono tenuti sempre ad attuare tutte le misure di sicurezza per evitare il rischio di esposizione a potenziali patogeni, ivi compreso la Legionella, in modo tale da creare un ambiente di lavoro sicuro per se, per il proprio personale collaborante e per i pazienti.Teoricamente, con questo spirito, non sarebbero neppure necessari controlli, ma la norma prevede, a tutela della salute pubblica, che, in seguito alla segnalazione di uno o più casi di legionellosi con una esposizione nel periodo di incubazione della malattia, sia l’autorità sanitaria locale a verificare il rispetto delle regole. 


Queste indicazioni hanno una scadenza, visto che sono legate all’emergenza Coronavirus? 

Queste indicazioni, in aggiunta alle azioni per il controllo ordinario, valgono ogni qual volta ci sia un periodo di sospensione di 1- 2 settimane dell’attività del riunito odontoiatrico.Inoltre, si ricorda che un maggiore controllo deve essere posto in condizioni climatiche (naturali o artificiali) che determinano una temperatura dei circuiti idrici superiore ai 20°C, favorevole alla proliferazione di Legionella e di altri microrganismi. 


La professione ritiene che le misure siano eccessive per un settore dove l’incidenza di casi di accertato contagio da Legionella è di fatto nullo, almeno stando al report pubblicato dall’ISS. 

Quando va tutelata la salute pubblica non esistono misure eccessive ma opportune. L’importanza del controllo della Legionella per il lavoratore e per tutti coloro che frequentano il luogo di potenziale rischio è sancita dal Decreto legislativo 81/2008.Il fatto, poi, che, in odontostomatologia, non siano riportati molti casi è indicativo che il rispetto delle regole di prevenzione ha i suoi effetti. Tuttavia, si è certi che si è anche in presenza di diverse mancate diagnosi di legionellosi e della scarsa qualità dell’indagini che vengono fatte su possibili esposizioni.Infine, non va dimenticato, che le indicazioni riportate nel Rapporto ISS sono in linea con quanto adottato a livello europeo (“ESGLI guidance for managing legionella in dental practices during the covid-19 pandemic”) 


Nel 2015 il Ministero della Salute ha adottato le vostre indicazioni per stilare le Linee guida sulla prevenzione ed il controllo della legionellosi anche nello studio odontoiatrico. Anche in questo caso le polemiche non si risparmiarono e vennero richieste modifiche che però non arrivarono. Avete avuto un confronto con i rappresentanti della professione? Pensate che vi siano margini per rivedere quanto previsto? 

Il rischio di acquisizione della legionellosi in ambito odontoiatrico è noto ed è  certificato dalla numerosa letteratura internazionale esistente: tutte le misure di controllo e prevenzione hanno come fine la  tutela della salute pubblica e, ad oggi, in assenza di cambiamenti dell’evidenza scientifica, non necessitano di alcuna rivisitazione, poiché riflettono le indicazioni a livello europeo. 


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