Margvelashvili-Malament: “Non credo che dentisti e medici saranno mai sostituiti dai computer, penso che i dentisti che non usano le nuove tecnologie, saranno sostituiti dai dentisti che lo fanno”
Chi frequenta gli eventi oltre Oceano, ma basta seguire i lavori internazionali pubblicati, sa bene che negli USA la rivoluzione tecnologica in odontoiatria è molto più avviata che in Europa ed in Italia. Diventa quindi interessante, per capire l’evoluzione, conoscere l’esperienza di chi già da tempo vive e convive con l’odontoiatria al digitale.
A portare la sua visione è la dott.ssa Miriam Margvelashvili-Malament (Assistant Professor in the Department of Prosthodontics at Tufts University School of Dental Medicine) attraverso Dentisry33, giornale online da qualche mese interamente realizzato dalla redazione americana del Gruppo EDRA.
Per intuire l’esperienza della dott.ssa Margvelashvili-Malament basta scorrere il suo curricula che si tinge anche di Tricolore, visto che ha conseguito due master in scienza dei materiali dentali (2009-2013) presso l’Università di Siena.
Se gli odontoiatri ed i laboratori odontotecnici italiani si stanno interrogando se vale pena investire in scanner e stampati 3D, negli USA sono già oltre avendo capito quanto la tecnologia legata all’odontoiatria digitale sia in continuo e rapido mutamento.
Parlando d’intelligenza artificiale in odontoiatria, la dott.ssa Margvelashvili-Malament racconta a Dentistry33 che all'inizio di questa settimana, lei ed una serie di colleghi ricercatori della Tufts University, stavano discutendo un articolo sul tema. “L'articolo era dell'inizio del 2020”, precisa. “Quando ne parlavamo, ci siamo resi conto tutti che era già obsoleto. Questo mostra quanto velocemente ci stiamo evolvendo”.
E la ricercatrice pone un primo elemento da considerare. Se è facile apprendere, conoscere e capire dove va la professione ed imparare ad utilizzare le nuove tecnologie, più difficile è stare al passo con i tempi dal punto di vista dell’acquisto.
“Ogni volta che un nuovo strumento arriva sul mercato comporta costi estremamente elevati”, ricorda. “Si potrebbe ovviare al problema noleggiando le tecnologie, ma non tutte le aziende lo rendono possibile. Se non hai l'attrezzatura rimani indietro, quindi è molto difficile trovare il giusto compromesso tra essere tecnologicamente avanzati e allo stesso tempo mantenere i costi gestibili”.
Alla classica domanda che pone in contrasto la tecnica verso la tecnologia, la dott.ssa Margvelashvili-Malament ritiene che “la tecnologia sia un ottimo strumento per rendere il risultato complessivo migliore, più accurato e più veloce”. Però è necessario una certa curva di apprendimento e non può “sopperire alla mancanza di esperienza o conoscenza”.
E non è solo la conoscenza a contare, spiega, ma la comprensione dell'intera professione e di come le tecnologie possono essere applicate.
La tecnologia “può migliorare il trattamento generale ma non può sostituire un medico”, chiarisce e poi risponde indirettamente al timore di tutti coloro che si sentono minacciati dalle nuove tecnologie: le macchine sostituiranno l’uomo?
“Non credo che dentisti e medici saranno mai sostituiti dai computer, penso che i dentisti che non usano l'intelligenza artificiale e la tecnologia saranno sostituiti dai dentisti che lo fanno”, sentenzia.
“Il bello –aggiunge- è che possiamo impedire ai computer di commettere errori informatici, mentre i computer possono aiutarci a non fare errori umani”.
Nuove tecnologie e digitalizzazione che, spiega, “comportano alcune responsabilità. Più informatizzati siamo, più possibilità ci sono di perdere la privacy del paziente”. Un dare ed avere in cui, per la ricercatrice, è normale un po’ guadagnare ed un po’ perdere ma, comunque, “in questo caso i benefici superano i rischi”.
Infine quali saranno le prossime rivoluzioni portate dalla tecnologia in odontoiatria?
“In generale –dice a Dentistry33- tutto sarà orientato al miglioramento delle tecnologie attuali e alla semplificazione dei flussi di lavoro. Ci sarà più informatizzazione, più digitalizzazione e automatizzazione sia negli studi privati che nelle Università. Stiamo entrando nell'era in cui la narrativa diventa saggistica”.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, la dott.ssa Margvelashvili-Malament ritiene che abbia un valore “considerevole e un futuro in odontoiatria. Il modo in cui diagnosticheremo e visiteremo il paziente, come spiegheremo il trattamento futuro al paziente attraverso la realtà virtuale / aumentata, cambierà non solo il modo in cui eserciteremo la professione ma anche le aspettative dei pazienti”.
“Al pre-appuntamento –ipotizza- faremo analizzare dal computer il paziente virtuale attraverso i dati virtuali. La diagnosi iniziale potrà essere fatta attraverso le analisi svolte dall'intelligenza artificiale. Quindi, all'appuntamento vero e proprio, il medico potrà già avere un riepilogo della situazione del paziente”.
“Ovviamente –dice- non possiamo fare affidamento completamente sulla diagnosi generata dal computer, ma questo ridurrà sicuramente i tempi oltre a consentire una comunicazione più veloce tra i vari specialisti”.
“Ecco perché vediamo sempre più software basati sul cloud dove i dati del paziente possono essere consultati più rapidamente e da più persone contemporaneamente”.
Per quanto riguarda i bracci meccanici guidati dall’intelligenza artificiale in odontoiatria, consentiranno al clinico di essere “guidato” evitando che possa, per esempio, inserire impianti in posizioni differenti da quelle preventivamente progettate.
A questo link l’intervista integrale su Dentistry33.
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